Poste Italiane vola grazie al digitale, ma preoccupa Amazon

Finalmente, anche in Italia vola l’e-commerce. E ciò va a beneficio di Poste Italiane. Secondo i dati diramati dall’Osservatorio e-commerce Politecnico di Milano e Netcom, nel nostro Paese nel 2017 il valore degli acquisti on line ha superato per la prima volta quello dei servizi. Poste Italiane ha di fatto consegnato circa 60 milioni di pacchi, registrando una crescita del 43% rispetto al 2016. Diventando così uno degli attori più importanti nello sviluppo dell’e-commerce.

Tuttavia, questi dati sono inficiati dalla notizia che Amazon vuole mettersi in proprio per quanto concerne le consegne. Il che danneggerebbe non poco proprio Poste. Ma partiamo dalle notizie positive.

Calabria prima regione per pacchi ordinati

La regione che vanta il numero maggiore di pacchi ordinati nel 2017 è la Calabria che ha fatto registrare un incremento molto significativo di pacchi ordinati su Internet. Pari ad un +43%, consegnati dalla rete dei portalettere di Poste Italiane e del corriere espresso del Gruppo (Sda) sempre collegato a Poste italiane. Per quanto riguarda le province, sono 336.000 i pacchi consegnati nella provincia di Reggio Calabria (+43%), 409.000 in quella di Cosenza (+38%), 238.000 nel catanzarese (+54%).

Importante il ruolo delle tecnologie. Le quali hanno migliorato il servizio appannaggio dei clienti. I portalettere si sono dotati di palmare, stampante e Pos, tecnologie atte ad agevolare la vita dei clienti, consentendo di ricevere pacchi comodamente presso la propria abitazione o presso il proprio luogo di lavoro. Sempre in termini di province, a Reggio Calabria i portalettere che sono dotati di palmare sono 293; 240 a Catanzaro; 123 a Cosenza.

I prodotti maggiormente consegnati da Poste Italiane

Per quanto concerne la tipologia di merci acquistate online, troviamo al primo posto l’abbigliamento (52%); seguito da libri e riviste (45%); cellulari, smartphone e tablet (37%); piccoli elettrodomestici (30%); prodotti per la cura del corpo (30%); prodotti audio/video (30%). Dunque, non la tecnologia al primo posto, ma il caro vecchio abbigliamento. Gli italiani stanno dunque perdendo sempre più il gusto di recarsi in negozi fisici per provarsi giacche, jeans, scarpe, maglioni, t-shirt e quant’altro, e stanno preferendo acquistarli online. L’unico svantaggio è che non potendoli provare, si rischia poi che occorra rispedirli indietro e chiedere il cambio.

Buone notizie anche per quanto concerne gli strumenti di pagamento più utilizzati. Al primo posto resta la carta vecchia carta prepagata Postepay, tramite la quale avviene un acquisto online su quattro in Italia. La Postepay, fin dalla sua nascita, è la prima forma di carta con la quale hanno a che fare i giovanissimi. Per la sua comodità e facilità di utilizzo, non richiedendo un conto corrente collegato.

Udine fa registrare un +30%

Anche Udine fa registrare numeri sorprendenti. Infatti, tra le province italiane Udine è tra quelle in cui lo scorso anno si è registrato rispetto al 2016 un incremento molto significativo di pacchi ordinati su Internet e consegnati dalla rete dei portalettere di Poste Italiane e del corriere espresso del Gruppo (SDA). Parliamo infatti di ben 450mila pacchi ordinati, con un incremento del 30% nel 2017 in confronto al 2016.

Treviso fa registrare +1 milione nel 2017

Ottima anche la performance di Treviso, che nel 2017 ha fatto registrare un milione di pacchi in più consegnati. Nella fattispecie, 1.015.000 pacchi in tutta la provincia trevigiana, con un incremento dell’82% nel 2017 rispetto al 2016. Nella provincia di Treviso i portalettere dotati di palmare sono 466.

A Mantova un +72% nel 2017 rispetto al 2016

Anche la provincia di Mantova va registrare un incredibile trend positivo nel passaggio dal 2016 al 2017. I pacchi consegnati nel mantovano nello scorso anno rispetto al 2016 hanno fatto registrare un +72%, con 480mila pacchi consegnati.

Poste Italiane e gli ottimi numeri del 2017

In questi giorni, Poste Italiane ha anche presentato i risultati preliminari 2017, esaminati dal cda presieduto da Maria Bianca Farina. Si riscontra un rialzo del 10,8 di netto (689 milioni) e ricavi in crescita dell’1% pari a 33,4 miliardi. Soddisfatto l’Ad di Poste Matteo Del Fante, che sottolinea come tali risultati evidenzino “la forza di Poste Italiane e la sua capacità di generare redditività, di fornire servizi di qualità ai clienti e nello stesso tempo di creare valore per gli azionisti e i dipendenti”. Questi numeri “confermano un trend di crescita per quanto concerne ricavi, risultato operativo e utile netto. Lo scorso anno ha altresì fatto registrare un importante crescita per quanto concerne la raccolta BancoPosta e il risultato operativo di PosteVita.

I dati sono una conferma ulteriore della crescita dei recapiti dei pacchi, grazie appunto all’e-commerce. La consegna dei pacchi mitiga così il calo della consegna della corrispondenza, dato che ormai si prediligono le email e sempre più utenti stanno utilizzando la domiciliazione bancaria per l’addebito delle bollette. L’Ad Del Fante sottolinea poi anche il fatto che Poste Italiane stia continuando ad investire nell’innovazione e nel digitale. Un passo importante è per Poste la nascita del nuovo segmento “Pagamenti, Mobile e Digitale”, costituito con l’obiettivo di offire soluzioni evolute di pagamento tramite i canali di distribuzione di Poste Italiane tanto fisici quanto digitali.

Il 27 febbraio è una data importante per l’azienda, in quanto in quel di Milano sarà presentato il Piano strategico. Poste ha riportato nel quarto trimestre perdite nette per 35 milioni di euro, mentre ne erano attesi 67 milioni di euro. Un po’ sotto le aspettative l’Ebit, della divisione financial services, dato pure il minor contributo dei ricavi da remunerazione del risparmio postale.

Il digitale è risultato importante anche per quanto riguarda le reti di distribuzione. Lo scorso anno è proseguito il processo di rinnovamento e digitalizzazione degli uffici postali, traite il roll-out della connettività wi-fi. Ora disponibile in 4.119 uffici postali e l’installazione del sistema “nuovo gestore attese”, installato in 2.948 uffici.

Attivo pure il bilancio per i comparti transaction e digital banking, al quale sarà dedicato un nuovo settore operativo. Al fine di creare un polo d’offerta unico nei confronti della clientela retail, business e Pubblica Amministrazione. Sarà così assicurato il massimo livello di sviluppo e di integrazione, ma anche rafforzato il modello di servizio per valorizzare i canali di distribuzione fisici di Poste Italiane. Così da garantire, contemporaneamente, l’estensione della comunicazione di tipo mobile e digitale.

I nuovi servizi di Poste adeguati alla crescita dell’e-commerce

Per affrontare la domanda crescente che scaturisce dall’incremento dell’e-commerce, Poste italiane come detto, ha dotato i suoi portalettere di nuovi strumenti tecnologici. Ma non solo. Con l’App Ufficio Postale, l’app che consente di usare molti dei servizi di Poste Italiane tramite Smartphone e Tablet, è possibile prenotare il proprio turno in ufficio postale sia per il giorno corrente che per quello successivo. Così da evitare file. E per tutti i tipi di servizi, anche il ritiro di posta raccomandata e pacchi. La nuova funzione per il ritiro dei pacchi in giacenza permette di conoscere lo stato della spedizione inquadrando con la fotocamera il codice a barre contenuto nell’avviso di giacenza, o digitando manualmente il codice. In questo modo, è possibile conoscere la data a partire dalla quale il pacco potrà essere ritirato, l’ufficio postale dove si trovano in giacenza e, soprattutto, prenotare direttamente il ticket che dà accesso al proprio turno allo sportello.

Entro marzo 2018, Poste conta di installare 350 locker.

Il paradosso della crescita dell’e-commerce e la mancanza di portieri

L’Italia però si sa, è il Paese dei paradossi. E così ce n’è uno anche riguardo l’e-commerce. A fronte degli acquisti online e quindi delle spedizioni a domicilio, pochi italiani hanno un portiere nel loro stabile a cui possa essere lasciato il tanto atteso pacco. Pertanto, in tanti hanno il problema riguardo la consegna se non c’è nessuno a casa. In tanti, 5 italiani su cinque, preferiscono farselo consegnare sul luogo di lavoro direttamente. Ma tante aziende si oppongono a ciò.

In alcuni casi si punta ad una terza via, quando non si lavora e non si ha un portiere. A comunque si è in giro negli orari di consegna. Che in genere avvengono in mattinata per poste italiane (massimo le 13) o nelle primissime ore del pomeriggio per i privati (compresa SDA, collegata al gruppo Poste). Potremmo prendere l’esempio dell’estero, dove funzionano molto gli armadietti nelle stazioni metropolitane e ferroviarie. Essi sono attivabili con il codice a barre e le password contenute negli ordini di spedizione.

Secondo Netcomm, quasi 3 italiani su 10 non sono allertati quando arriva il pacco. Alcuni corrieri inviano una mail, ma essa può anche non essere letta. In genere, comunque, le principali piattaforme per l’e-commerce come eBay o Amazon, avvisano il cliente ad ogni significativo passaggio del pacco. Sebbene lo facciano fino ad un certo punto e deve essere lui a seguire il tracciato.

Comunque, malgrado queste difficoltà, l’80% degli italiani preferisce farsi recapitare il pacco a casa. Sono ancora troppo pochi quelli che chiedono la spedizione in un ufficio postale, nel negozio del venditore, in un tabaccaio o presso una edicola. Dunque, non ci scoraggiamo dinanzi alle difficoltà, forse anche dall’alto della nostra pigrizia.

Amazon si fa il corriere in proprio? La preoccupazione di Poste italiane

Dagli Usa arriva una brutta notizia per Poste Italiane. Amazon ha deciso di farsi il corriere per le consegne in proprio. A riportare la notizia è il Wall Street Journal, secondo il quale la piattaforma ideata da Jeff Bezos (risultato attualmente l’uomo più ricco del Mondo), inizialmente per vendere libri e Dvd, vorrebbe battezzare un proprio servizio di spedizioni: lo “Shipping with Amazon” (chiamato anche con l’acronimo Swa), entrando così direttamente in concorrenza con giganti come FedEx e Ups.

Amazon farà partire il servizio inizialmente a Los Angeles, per poi estenderlo in altre città lungo tutto il 2018. Così un portavoce di Amazon ha spiegato questa scelta della azienda: “è sempre impegnata nell’innovazione e nella sperimentazione per i clienti e per le aziende che vendono e crescono su Amazon per creare opzioni di consegna più veloci e a costi più bassi”.

Una brutta notizia dunque per Poste Italiane, dato che gli acquisti su Amazon sono la principale fonte di acquisti e ordini per le spedizioni. Anche se ci vorrà ancora un po’ di tempo affinché la creatura di Jeff Bezos arrivi a farlo anche nel nostro Paese. Bisogna innanzitutto capire se la cosa funzionerà in casa loro e poi eventualmente estenderla nei Paesi europei creando una società nuovo. Magari acquisendo una già esistente, come spesso ha fatto Amazon quando ha lanciato un nuovo servizio. Amazon ha anche lanciato la spedizione con i droni, con macchine self driving e di prodotti alimentari entro un’ora. Ma sono novità di cui nel nostro Paese non si parla.

In occasione del ventennale Agcom, il già citato Ad di Poste Italiane Matteo Del Fante ha ricordato la necessità di prestare maggiore attenzione al ruolo che Amazon svolge nel settore dei servizi postali. “Negli ultimi mesi c’è un’attenzione particolare a un over the top che Poste e altri operatori del settore stanno accompagnando nella consegna di un numero crescente di pacchi nel nostro Paese -ha detto il manager – Basti pensare che a dicembre la nostra azienda è riuscita a consegnare tre volte i volumi del dicembre 2016. Si pone un tema di medio termine perché con volumi importanti di crescita questi signori stanno acquisendo una posizione di mercato dominante”.

Poi Del Fante fa anche una metafora della rana e dello scorpione. Con Poste italiane nel ruolo della prima e Amazon in quello del secondo. E lo fa riferendosi alle conversazioni tra le due aziende, nelle quali il colosso aericano dice: “sì, vi diamo più pacchi da consegnare, vi aiutiamo a sviluppare la vostra rete, ma è come se foste la rana che ci accompagna ad attraverso questo fiume e noi siamo lo scorpione che vi pungerà”.

L’amministratore delegato di Poste Italiane ha anche denunciato il fatto che nel nostro Paese siamo ancora indietro di tre o quattro anni nello sviluppo del modello Amazon rispetto agli altri Paesi europei. Pertanto, bisogna mettersi in linea dato che la crescita del colosso americano e di altri giganti del settore sarà molto consistente nel prossimo futuro. E ciò non può far altro che aumentare il gap.

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