Poste Italiane sbarca in Borsa

Dopo il via libera di Borsa Italiana e di Consob, questa mattina alle 11, è stata presentata a Milano l’offerta pubblica di vendita di Poste Italiane. Si tratta, per quest’anno, della più importante operazione di quotazione in Borsa sia in Italia che nell’intera Europa. A Piazza Affari verrà collocato poco meno del 40% delle sue azioni per un controvalore pari a 453 milioni di euro, messo in vendita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al momento azionista unico del gruppo. Da sottolineare che si tratta di un ritorno alle ipo da parte del Tesoro dopo 16 anni, ovvero dal collocamento di Enel e Autostrade avvenuto nel 1999. La società guidata da Francesco Caio sbarcherà in Borsa il prossimo 27 ottobre.

È prevista un’offerta pubblica per un minimo di 135,9 milioni di azioni (il 30% dell’offerta globale) rivolta al pubblico indistinto in Italia e ai dipendenti del gruppo (14,9 milioni di azioni saranno riservate ai dipendenti) e un collocamento riservato ad investitori istituzionali in Italia ed all’estero per un massimo di 317,1 milioni di azioni (il 70% dell’offerta globale). Il collocamento ha avuto inizio oggi e terminerà il 22 ottobre 2015, mentre l’offerta pubblica riservata ai dipendenti terminerà il 21 ottobre.
La valorizzazione del capitale della società va da un minimo di 7,84 miliardi ad un massimo di 9,8 miliardi di euro per un corrispettivo valore minimo non vincolante di 6 euro ed un massimo vincolante di 7,5 euro per azione. Per i lotti sono previste tre diverse opzioni: il lotto minimo da 500 azioni, un intermedio da 2 mila azioni, un maggiorato da 5 mila azioni.

Il Ministero del Tesoro ha definito questa operazione come fondamentale nel quadro del programma di privatizzazioni del Governo, che si pone l’obiettivo di “rafforzare la società, rendere più efficienti i servizi resi ai cittadini, potenziare il mercato dei capitali e reperire risorse finanziarie da destinare alla riduzione del debito”. L’a.d. Francesco Caio ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La quotazione di Poste ha una valenza sicuramente finanziaria ed economica ma ha anche un valenza di politica industriale e contribuirà all’ammodernamento del Paese”.