Poste Italiane, l’AD Caio: spazio al risparmio, ma in sicurezza

Chi pensa a Poste Italiane ed ha ancora in mente l’immagine del postino porta lettere deve ancora fare qualche passo nella modernità. Quelli che sta facendo a spron battuto la storica azienda dei “servizi postali e telegrafici” da quando, nel 2014, è iniziato il processo di privatizzazione culminato con l’ingresso in Borsa nell’ottobre scorso. Una corsa verso il futuro che, dopo oltre 150 anni di storia, sta trasformando sempre più Poste Italiane in un’istituzione dedicata alla raccolta del risparmio, più che alla distribuzione della corrispondenza.

Poste Italiane, un colosso che gestisce 470 miliardi di risparmio

Poste italiane Credits zak mc flickrAttualmente, conferma l’Amministratore Delegato Francesco Caio in un’intervista al quotidiano La Repubblica, Poste Italiane gestisce già 470 miliardi di risparmio, a testimonianza del fatto che i suoi uffici sono sempre più multifunzionali. I conti correnti postali e prodotti come Banco Posta sono stati introdotti già agli inizi del millennio, e sono oggi una realtà affermata.
Poste Italiane è diventato presto un colosso nella gestione del risparmio degli italiani, grazie a una radicata familiarità con il marchio e a un’affermata reputation di trasparenza, e soprattutto grazie alla rete di oltre 13 mila filiali e uffici sparsi lungo tutta la Penisola, con 140 mila dipendenti attivi.
Dei 16 miliardi di ricavi totali dichiarati nel 2015, meno di 2 derivavano dalla distribuzione della corrispondenza, con una quota in continuo calo anno dopo anno (-6,5% rispetto al 2014). Un’attività in perdita, che continuerà ad essere svolta nonostante i minori contributi dello Stato, con un servizio a giorni alterni ma con certezza di puntualità.
Il grosso dei ricavi del gruppo, come risulta dai dati di bilancio diffusi nel luglio scorso, proviene da tempo dalle attività dei rami assicurativo, come ad esempio Poste Vita, del risparmio e della telefonia mobile, i tre pilastri di Poste Italiane. Anche una delle ultime operazioni finanziarie effettuate, l’acquisizione del 10% della Sgr Anima dal Monte dei Paschi di Siena, ha avuto esiti positivi. Nel 2015 gli utili complessivi sono stati pari a 435 milioni, quasi il doppio rispetto a quelli maturati l’anno precedente

Nasce un modello “Poste” per il risparmio

Il complesso di Poste Italiane in viale Europa a Roma Credits yomo_13 flickr
Il complesso di Poste Italiane in viale Europa a Roma

Poste Italiane, assicura l’AD Caio, continuerà ad accrescere il suo ruolo nel mondo della finanza e della gestione dei flussi di capitali, nonostante tutte le difficoltà e i rischi che sta attraversando il settore. Le tendenze deflazionistiche in atto, infatti, si riflettono sui tassi di remunerazione del risparmio, sempre più prossimi allo zero. I margini di crescita per gli istituti, di conseguenza, sono ridotti, e i rischi elevati.
Poste Italiane sembra aver individuato uno spazio di possibile crescita in quella fetta di mercato che comprende le famiglie di piccoli e medi risparmiatori italiani, che oggi restano in gran parte fuori dai circuiti tradizionali degli investimenti e che invece Poste Italiane, in virtù della sua presenza capillare sul territorio, può ambire a raggiungere.
Per il gruppo Poste Italiane, dunque, nuovi prodotti di risparmio in vista, anche se la filosofia di fondo promette di essere sempre la medesima. L’obiettivo, spiega Francesco Caio, è puntare su prodotti sicuri che abbiano un’esposizione di rischio molto limitata, per non compromettere il forte rapporto fiduciario con le famiglie italiane: “non venderemo mai titoli derivati”, parola di AD.