Pos obbligatorio: cosa accade a chi non si adegua?

L'utilizzo del Pos obbligatorio è stato introdotto nell'ambito della lotta all'evasione fiscale

pos obbligatorio
Un pagamento mediante Pos

Nell’ambito della guerra all’evasione fiscale da parte dei governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, il Governo Renzi ha previsto nella Legge di Stabilità entrata in vigore dal primo gennaio 2016, l’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti mediante Pos, lo strumento elettronico che consente ai clienti di pagare beni o servizi mediante bancomat o carte di credito.

In tal modo, tutte le transazioni saranno tracciabili e ineludibili al Fisco. Inizialmente, l’obbligo era previsto per quegli acquisti con un importo minimo di 30 euro, poi dal 2016 è stato esteso anche a quelli inferiori ai cinque euro. Ciò non solo per rendere ancora più efficace la lotta all’evasione fiscale, ma anche per adeguare l’Italia a buona parte dei Paesi dell’aria Ue, dove i pagamenti elettronici sono una realtà consolidata ormai da anni. Ma cosa accade a chi non si adegua?

Pos obbligatorio, non solo per professionisti, artigiani, avvocati ecc.
Un pagamento mediante Pos

Pos obbligatorio: non è stata stabilita ancora nessuna multa

Ma cosa accade a chi non si adegua? Per ora…nulla. Già, perché questa legge, per quanto si prefigga una svolta nella lotta all’evasione, non presenta ancora nessuna multa o sanzione pecuniaria a tutti quei professionisti che non si adeguano. La Legge di Stabilità 2016 recita anche che entro il primo febbraio di quest’anno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, avrebbero dovuto anche definire i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici. Infatti, le commissioni applicate dalle banche per ogni transazione pagata elettronicamente, dovranno essere commisurate ai costi del servizio erogato,  per far sì che non gravino sulla figura commerciale che riceve il pagamento.

Dunque, si è ancora in attesa di capire se e in quali misura ci saranno le multe per quanti non si adegueranno alla nuova norma e gli eventuali casi di esclusione dalle multe per oggettiva impossibilità tecnica nell’esibire il Pos al cliente nel momento del pagamento.

multe pos
Un classico Pos

Pos obbligatorio: la protesta dei commercianti

In realtà, inizialmente una proposta in tal senso c’era anche stata. Infatti, il disegno di legge n.1747 dello scorso maggio 2015, proponeva l’introduzione non solo dell’obbligatorietà del Pos, ma anche multe salate per quanti non si fossero adeguati. Stabilite fino a mille euro e, in casi estremi, perfino la sospensione dell’attività professionale inadempiente.

Post obbligatorio, le risposte di artigiani, commercianti, avvocati e liberi professionisti

Gli ordini professionali, però, si sono posti subito sul piede di guerra e l’esecutivo in carica è stato costretto a ritirare la proposta. Con il motivo che mancassero le adeguate coperture finanziarie per un siffatto provvedimento molto severo, il quale necessita anche di incentivi economici appannaggio dei professionisti. Vedremo se entro il 2016 ci saranno novità a riguardo.

Salva

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY