Ponte di Messina: l’opera fantasma costa già più di un miliardo

Il ponte di Messina, fantomatica grande opera che dovrebbe collegare la Sicilia alla Calabria e al resto della Penisola, si rivela anno dopo anno il più emblematico degli sprechi pubblici. Sebbene si tratti solo di un progetto tutto in divenire, se non proprio di un sogno irrealizzabile, le iniziative intraprese in passato per realizzarlo hanno un costo che si ripercuote nel presente, e che nel 2016 potrebbe assestare un colpo fatale alle finanze pubbliche.
In tempi di crisi e di spending review, il ponte sullo Stretto di Messina è stato depennato dall’agenda politica, salvo che per estemporanei spot di propaganda elettorale e per promesse che periodicamente vengono ventilate dalle varie forze che si succedono al governo, compreso il Pd di Matteo Renzi, ma che poi si perdono regolarmente nell’aria.

Ponte di Messina, promessa da 1,2 miliardi

Chi continua a parlare del Ponte di Messina sono le imprese che si sono aggiudicate l’appalto dei lavori e che adesso reclamano dinanzi alla Corte Costituzionale l’inadempienza del governo chiedendo il pagamento di una penale da capogiro: 790 milioni di euro più interessi e rivalutazione. Se a questi si aggiungono i 383 milioni già spesi per l’elaborazione del progetto e per il trentennale mantenimento della società “Stretto di Messina s.p.a.”, ecco che si raggiunge il costo di un miliardo e duecento milioni di euro, e il tutto solo per una promessa mancata.

Il baraccone pubblico intorno al progetto del ponte

Poste sullo Stretto di Messina Costo. Credits: Carlo Mirante, Flickr
Il ponte sullo stretto di Messina. Costi e Lavori discutubili. Cosa ne pensa il PD?

La Stretto di Messina s.p.a. è stata posta in liquidazione nell’aprile 2013 poco prima della chiusura dell’esperienza del governo Monti, dopo aver accantonato 300 milioni per i suoi oneri nel ddl stabilità. Controllata dallo Stato attraverso l’Anas, La Stretto di Messina s.p.a. fu costituita nel 1981 allo scopo di elaborare il progetto per la realizzazione di un ponte lungo i 3,2 km di mare che separano la Sicilia dalla Penisola: il ponte più lungo del mondo.
Una società costata agli italiani tra i 4 e i 6 milioni di euro annui per il solo mantenimento del suo apparato amministrativo e per ottenere, in cambio, sostanzialmente nulla.

Ponte sullo Stretto: un affare per molti

Dopo concorsi internazionali, studi di fattibilità e venti anni di ricerche, nel 2003 si arrivò ad un progetto preliminare per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. La gara d’appalto per i lavori si svolse nel 2005, sotto il governo Berlusconi. Alla fine dello stesso anno la Direzione Investigativa Antimafia denunciò i tentativi della mafia di interferire sulla realizzazione del ponte e di allungare i suoi tentacoli sulle ingenti risorse in gioco.

Il consorzio a cui sono appaltati i lavori ora vuole i soldi

Ad aggiudicarsi la gara d’appalto fu un consorzio di imprese, Eurolink, che divenne così il general contractor per la realizzazione del ponte sullo Stretto con un’offerta di 3,88 miliardi di euro. Il consorzio Eurolink è capeggiato dall’impresa Impregilo s.p.a., alla quale lo Stato italiano ha affidato la realizzazione di molte grandi e piccole opere, tanto la farne il primo contraente generale del settore. Lo stesso consorzio che ora rischia di mandarci ancora più sul lastrico per la mancata costruzione del ponte.

Salini Impregilo s.p.a., il costruttore di fiducia dello Stato italiano

Il passante di Mestre, la nuova sede della Regione Lombardia, la tangenziale est esterna e la linea 4 della metro a Milano, l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, l’intero ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti della Campania, l’alta velocità ferroviaria: sono solo alcuni dei lavori che in passato l’Italia ha affidato alla Impregilo, che tra il 2012 e il 2014 è stata acquisita da Salini, già terzo gruppo italiano del settore costruzioni, dando vita al nuovo gruppo Salini Impregilo s.p.a., con quasi 35 mila dipendenti e un fatturato di 4,2 miliardi di euro annui.

Ponte di Messina: lo stop di Prodi

Nel marzo 2006 Eurolink firmò ufficialmente il contratto per la realizzazione del ponte di Messina ma poco tempo dopo, con l’avvento del governo Prodi, l’iter subì una battuta d’arresto. Il ponte, infatti, non fu ritenuto prioritario nel programma del nuovo governo, che preferì dirottare i fondi in altre infrastrutture di maggior rilievo per il bene del Paese, tra cui il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Anche la società Stretto di Messina s.p.a., della quale Romano Prodi voleva la liquidazione, subì alla fine un sostanziale ridimensionamento, con la riduzione dell’organico a sette unità.

Ponte sullo Stretto: il ritorno delle promesse

Con il ritorno al governo di Silvio Berlusconi, il sogno del ponte sullo Stretto di Messina riparte. Alla fine del 2010 Eurolink presenta il progetto definitivo, che oltre al ponte sospeso prevede anche oltre 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari. Nel frattempo, la stima dei costi è sostanzialmente raddoppiata.

Ponte sullo Stretto 2016: il sogno è finto?

Il tortuoso iter della realizzazione del ponte di Messina trova una nuova, e al momento definitiva, battuta d’arresto sotto il governo Monti. Un decreto legge del novembre 2012 chiede a Eurolink di sottoscrivere un accordo aggiuntivo con il quale il consorzio rinuncerebbe agli adeguamenti inflazionistici e a eventuali risarcimenti in caso di mancata realizzazione dell’opera. Condizioni che Eurolink ha rigettato, comunicando la volontà di recedere dal contratto e chiedendo allo Stato italiano una penale di 790 milioni più interessi e rivalutazione per inadempienza.

Progetto ponte di Messina. Credits: mfarchitetti, flickr
Del ponte sullo Stretto di Messina resta solo un disegno

Un ponte dagli alti costi economici e ambientali

In Italia si dibatte da sempre sull’opportunità di realizzare questa infrastruttura, con molte voci contrarie che, oltre a denunciarne l’esorbitante costo per le finanze nazionali, mettono in rilievo l’elevato impatto ambientale che il ponte comporterebbe. Lo Stretto di Messina, infatti, è attraversato da forti correnti marine, che ne fanno un ecosistema peculiare con specie ittiche e vegetali uniche nel Mediterraneo.