Polizze vita: cosa sono e tassazione

La Legge di Stabilità riguarda anche questo tipo di assicurazioni

La Legge di Stabilità varata nel 2015 ha introdotto molte novità, che hanno riguardato anche i beneficiari delle cosiddette polizze vita. Queste ultime, infatti, rientrano nell’assoggettamento a tassazione delle plusvalenze incassate dai beneficiari di questa particolare forma assicurativa. La tassazione è stata così fissata al 26% e include tutte le somme erogate dalla compagnia assicurativa, al netto dei premi pagati dall’intestatario della polizza, fino alla morte di quest’ultimo. Tali somme restano comunque esentate dalle imposte sulle successioni e sulle donazioni. Ma vediamo nel dettaglio cosa sono le polizze vita e come incide la nuova tassazione.

Polizze vita: cosa sono

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Le polizze vita possono essere molto importanti per una famiglia

Partiamo col dire cosa sono le polizze vita. Esse sono contratti aleatori, ovvero non se ne conoscono i vantaggi e gli svantaggi, stipulati da una compagnia assicurativa scelta dal cliente. Come per tutte le forme assicurative, anche quelle cosiddette ”vita” prevedono delle clausole indicate nel contratto, le quali stabiliscono i requisiti affinché avvenga la liquidazione delle somme spettanti e quali sono invece i casi che la escludono. Rappresentano un importante strumento previdenziale, anche di natura integrativa. Soprattutto nel caso in cui la persona defunta rappresentava la più importante fonte di reddito per la famiglia.

Polizze vita: come funzionano

Le Polizze vita prevedono quattro figure:

  1. Contraente: colui (persona fisica o giuridica) che sottoscrive il contratto e dunque si impegna ad onorarlo tramite versamento dei premi.
  2. Assicuratore: persona fisica che rappresenta la Compagnia assicurativa con la quale il contraente stipula il contratto. Egli ottiene un ‘mandato’ dalla Compagnia, la quale deve avere l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Industria per operare nel settore. L’assicuratore è di fatto l’entità che riscuote per conto della Compagnia assicurativa che rappresenta il premio assicurativo dal contraente, corrispondendolo poi a quest’ultimo come previsto nel contratto stipulato.
  3. Assicurato: è l’effettivo beneficiario del contratto stipulato tra contraente e assicuratore (dunque non è per forza la stessa persona del contraente).
  4. Beneficiario: è colui che incassa la liquidazione prevista dal contratto al verificarsi delle condizioni prestabilite nello stesso.
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Stipula di un contratto di polizza vita

Per la corresponsione di un premio, la compagnia assicurativa si impegna a liquidarlo al beneficiario (o ai beneficiari) in un’ unica soluzione o attraverso una rendita, al verificarsi dell’accadimento relativo alla vita dell’assicurato.

Polizze vita: tipi presenti sul mercato

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Esistono vari tipi di polizze vita

Sul mercato, oltre ad esistere una miriade di compagnie assicurative che offrono condizioni contrattuali diverse, esistono altresì vari tipi di polizze vita. Ecco quali:

  • Polizze vita miste: il contratto prevede la liquidazione di un capitale al beneficiario sia in caso di morte dell’assicurato che in caso di vita dello stesso; se allo scadere del contratto l’assicurato fosse in vita, il premio può essere versato o in un’unica soluzione o sottoforma di rendita vitalizia;
  • Polizze vita caso vita: alla loro scadenza viene versato al beneficiario un capitale o una pensione integrativa. L’assicurazione non prevede alcuna copertura in caso di morte dell’assicurato, ma se ciò dovesse accadere nel corso di validità della polizza, agli eredi del defunto verrà erogato il cumulo dei premi versati fino al decesso dell’assicurato, rivalutato a seconda del rendimento ottenuto grazie alla gestione del patrimonio operata da parte della compagnia assicurativa:
  • Polizze Vita Caso Morte: la liquidazione di un capitale al beneficiario avviene in caso di morte dell’assicurato. Va da sé che nel caso in cui il contratto scadesse quando l’assicurato fosse ancora in vita, la Compagnia non è tenuta a versargli le somme.

Polizze vita: come funziona tassazione

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Le polizze vita sono tassate in modo nuovo con Legge di stabilità

Come detto, con la Legge di Stabilità 2015, le polizze vita rientranti nel rami I (polizze d’assicurazione sulla vita) e III (polizze unit linked, nonché quelle collegate all’andamento di specifici indicatori o altri valori di riferimento, e a quello delle quote di fondi interni), saranno interessate da un’imposta pari al 26%, fatte salve le eccezioni previste per gli investimenti in titoli di Stato e simili. Sulle polizze vita grava anche l’imposta di bollo, che ammonta allo 0,2% degli investimenti effettuati anche nelle polizze vita, con un ammontare minimo, comunque dovuto, pari a 34,2 euro. Esentati da imposta di bollo i prodotti vita rientranti del ramo assicurativo I. Tali novità interessano anche i “Pip” (Piani di previdenza complementare), i cui rendimenti sono tassati con aliquota dell’11,5%, saranno gravati da un’imposta sui redditi del 20%, eccezion fatta per la parte destinata all’acquisto di titoli governativi o similari, tassabili al 12,5%.