Politiche econonomiche a confronto: La Sinistra

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La destra e la sinistra sono due concetti che dominano la vita politica di ogni paese. Spesso, soprattutto in campo economico, è difficile distinguere cosa è destra e cosa è sinistro. Ciò a causa dei comportamenti dei vari schieramenti politici che pur dichiarandosi di una parte, non si comportamento di conseguenza, generando così molta confusione. In verità, sia la destra che la sinistra si appoggiando a delle ideologie economiche ben distinte e caratterizzate.

La sinistra, per esempio, fa riferimento ad una serie di teorie economiche che partono da Keynes e giungono fino alla teorizzazione del Welfare State.

Cosa dice Keynes e cosa dice il Welfare state?

Keynes è uno dei padri della scienza economica contemporanea. Fu lui, in piena crisi del ‘29, a imporre un radicale cambio di prospettiva e teorizzare un modo differente di vivere l’economia e organizzare le forze economiche. Al tempo, era opinione predominante che lo Stato non dovesse immischiarsi più di tanto nelle faccende dell’economia: coerentemente con l’ideologia liberista, era il mercato a regolarsi in modo del tutto autonomo e ciò bastava. Keynes, colpito dalla forza con cui la crisi stava confutando il liberismo, propose il contrario: un intervento deciso dello Stato sul’economia. Lo scopo era quello di eseguire azioni anti-cicliche (che trasformassero ossia la recessione in crescita) attraverso gli investimenti: questi potevano essere in infrastrutture, la cui costruzione produce occupazione, potevano essere in politiche di assistenza alle classi disagiate, per sostenere in consumi, e via dicendo. Le teorie di Keynes furono applicate alla crisi del ’29 e funzionarono.

Il Welfare State segue Keynes. Il Welfare è la modalità permanente con la quale si sostengono i consumi, attraverso, nello specifico, il sostentamento delle fasce sociali meno agiate. Dando servizi gratuiti, o quasi, ai meno abbienti, si permette loro di spendere, acquistare, comprare. Il Welfare state corrisponde all’apparato di servizi offerti a titolo gratuito o quasi, a una certa fascia della popolazione (o a tutta la popolazione).

Il binomio Keynes-Welfare State presenta i pro di una grande equità sociale. I poveri, i meno fortunati, non vengono lasciati indietro: non hanno denaro, ma per esempio possono curarsi. L’intervento statale Keynesiamo, inoltre, permette di creare occupazione più o meno “dal nulla”, sostenendo la mobilità sociale.

I contro, però, ci sono. Intervento statale significa spesa pubblica. Creare occupazione, offrire servizi etc fanno lievitare la spesa dello stato. Il risultato è l’aumento del debito pubblico che, secondo Keynes, può rientrare nelle fasi di crescita economica (nella pratica è difficile farlo per questioni disparate). Un altro problema è quello dell’inflazione. Se l’economia viene finanziata con la spesa pubblica, lo Stato è costretto, sovente, a stampare moneta e questo causa per definizione un aumento dell’inflazione.

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