Politica monetaria, previsioni sul futuro ed effetti sul Forex

Qualcosa si sta muovendo per le banche centrali. E’ un momento di assestamento per alcune e di emergenza per altre. Un occhio di riguardo va riservato in particolare alla Federal Reserve e alla Banca Centrale Europea. Entrambi gli istituti stanno facendo i conti con alcune previsioni rivelatesi sbagliate. La Fed si è ritrovata tra le mani un’economia in una situazione migliore di quanto ci si potesse aspettare. La Bce invece sta combattendo con uno scenario, quello europeo, in rapido deterioramento.

Se gli scenari cambiano in modo inaspettato, è destinata a cambiare anche la politica monetaria, dal momento che è proprio la politica monetaria a rappresentare lo strumento più efficace e insieme più immediato a disposizione delle banche centrali.

Cosa bolle in pentola a Francoforte e Washington? Quale sarà l’impatto delle future scelte nel forex?

Per quanto riguarda la Fed, si prevedeva per fine 2014 un’economia in crescita tra il moderato e il sostenuto. L’economia americana ha però stupito tutti e ha fatto registrare un +3,2% da un anno all’altro e una disoccupazione ampiamente al di sotto dei livelli pre-crisi. Questi numeri hanno intensificato le discussioni sul rinnovamento della politica monetaria in senso restrittivo. Un cambiamento in questo senso è fisiologico. E’ la logica keynesiana: stimoli in tempi di crisi, recupero in tempo di crescita economica. Rimangono però due incognite il “come” e soprattutto il “quanto”. Insomma, ci si chiede quando la Yellen alzerà i tassi e di quanti punti percentuali.

Il miglioramento dei parametri macro-economici aprono spiragli per marzo 2015. Se queste previsioni dovessero avverarsi, gli investitori, che stanno scontando un aumento più in là con il tempo, sarebbero presi un po’ alla sprovvista e potrebbero intensificare i comportamenti che si stanno registrando attualmente – dollaro in ipercomprato. Il risultato? Un rafforzamento ancora più significativo della divisa americana.

Per quanto riguarda l’Europa, la situazione è molto più difficile. Le previsioni di tutti gli istituti parlavano di un’economia europea in ripresa, seppur molto moderata. E invece è arrivata la doccia gelata. Nella migliore delle ipotesi si parla di stagnazione, mentre per alcuni paesi sarà recessione anche per quest’anno. Il problema è quello di sempre: la liquidità nel sistema reale. Non aiuta certo la disciplina monetarista sulla quale insiste ancora la Ue e la Germania. Mario Draghi, però, fa quello che può: taglia i tassi di riferimento, acquista covered bond. Troppo poco, comunque. Si affaccia con maggiore forza l’ipotesi Quantitative Easing. Draghi lo annuncia ormai da un anno ma la situazione ora è davvero critico e l’emergenza potrebbe far abbassare la guardia ai tedeschi, da sempre contrari a questo provvedimento.

Tutto dipende dunque all’introduzione o meno dell’allentamento monetario. E’ facile immaginare un terremoto in “casa forex” e quindi una marea di ipervenduti, un po’ come è accaduto al dollaro a partire dal 2009. In aggiunta, però, il trend sarebbe rafforzato dal fatto che il QE coglierebbe di sprovvista i mercati.

Ad ogni modo, sembra destinato a continuare il trend al ribasso dell’euro, comunque sostenuto dalle mosse di Draghi, non sufficienti per la ripresa per economia reale ma comunque funzionale a un indebolimento della moneta unica.