Pillole di storia: le quattro ere del Forex

storia-forex

Così come accade ad altri mercati, anche il Forex ha una storia avvincente. Merito della sua imprevedibilità, a sua volta causata dalla liquidità molto abbondante e della volatilità accentuata. La storia del Forex, però, si lega anche con i grandi eventi economici e politici che hanno riguardato il Novecento.

La storia del Forex può essere divisa in quattro fasi, talmente diverse una dall’altra da potersi considerare delle vere e proprie ere. La prima è iniziata nel 1875 ed è finita con la seconda guerra mondiale. Perché il 1875? Semplice, è la data di nascita del Forex come mercato strutturato. In passato, ovviamente, venivano scambiate monete di provenienza diversa ma questa attività non era organizzata in modo massiccio. A cavallo tra Ottocento e Novecento, a dominare nel Forex è stato l’oro. Di fatto, tutti i cambi erano a “base Gold”, ossia l’oro rappresentava obbligatoriamente uno dei termini. Si speculava, per quanto possibile, sulle fluttuazioni del valore delle monete rispetto a quello del metallo giallo.

La seconda fase è iniziata nel 1944 e si è conclusa nel 1973. Queste date, infatti, indicano due avvenimenti importantissimi: la nascita e la fine degli accordi di Bretton Woods. Con questo trattato, il destino del dollaro venne legato indissolubilmente (o quasi) a quello dell’oro. Fu dunque definito il Gold Standard, ossia il cambio fisso oro-dollaro. La centralità del dollaro divenne così palese che tutti i cambi, o almeno quelli più importanti, avevano, a quel tempo, come termine principale proprio il biglietto verde. Un’altra importante innovazione di questo periodo fu la definizione dell’intervallo massimo di fluttuazione, stabilito all’1%. Mancando la volatilità necessaria, vennero a mancare le grandi occasioni di guadagno. Si può dunque affermare che il Forex, almeno limitatamente al periodo 1944-1973, visse un periodo di declino.

La terza ha avuto inizio proprio dal 1973, ma la sua fine non ha coinciso con un evento in particolare bensì con un periodo di cambiamento. Questo periodo è stato caratterizzato dall’esplosione della rivoluzione informatica degli anni ‘90. Ad ogni modo, la fase in questione è partita dall’estinzione degli accordi di Bretton Woods, il dollaro ha perso l’ancoraggio con l’oro ed è stato eliminato il vincolo dell’1% (in positivo e in negativo) di fluttuazione massima. A partire da questa data è nato il Forex come lo conosciamo oggi: volatile, liquido.

La quarta fase è iniziata con la rivoluzione informatica e continua ancora oggi. La particolarità di questo periodo è l’ascesa “numerica” del mercato valutario. In estrema sintesi, grazie alla nascita delle nuove tecnologie, e in particolar modo alla diffusione di internet, è aumentato a dismisura il numero dei trader attivi. Le piattaforme sono digitali e ciò ha trasformato il forex in un qualcosa di maggiormente accessibile.

E’ sufficiente aprire un conto demo, fare pratica e infine aprire un conto reale. Questa può essere considerata come l’era d’oro del Forex. Alla luce delle tantissime new-entry, il mercato è stato inondato dalla liquidità e il Forex è diventato un posto decisamente… Più divertente in cui investire.

Responsabilità: Tutti gli autori, i collaboratori e i redattori degli articoli pubblicati su webeconomia.it esprimono opinioni personali. Tutte le assunzioni e le conclusioni fatte nei post ed ulteriori analisi di approfondimenti sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime, indici) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e/o raccomandazioni all'investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di investimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali.
Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here