Pil italiano deludente, piazze finanziarie nervose

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Uno dei dati macro più attesi della giornata era relativo alla pubblicazione del Pil italiano. Ebbene, la pubblicazione di tale statistica ha deluso fortemente le attese, segnalando come il prodotto interno lordo della Penisola sia calato dello 0,1 per cento nel primo trimestre dell’anno e dello 0,5 per cento annuo, con un passo indietro pressoché unico tra tutte le grandi economie del vecchio Continente, e aprendo nuovi tetri scenari sul futuro a breve termine dell’Italia e di tutta l’Europa.

Ad ogni modo, i dati pubblicati questa mattina confermano un elemento fondamentale, del quale erano già stati tratti degli importanti spunti nei tempi che furono: l’Europa viaggia effettivamente a due velocità, con Italia in contrazione, Francia in stagnazione, Germania in ottima orbita (+ 0,8%) rispetto al recente passato. Segnale che, ancora una volta, mina alla base la stabilità di una considerazione omogenea su quanto sta avvenendo all’interno dell’area euro.

Le brutte notizie non finiscono tuttavia qui. Il Pil è arretrato – in termini assoluti – di 14 anni. Il valore che è stato rilevato nel primo trimestre 2014 è infatti pari a 340.591 miliardi di euro e per trovare un valore ancora inferiore occorre scorrere le serie storiche dell’Istat fino a tornare indietro al primo trimestre del 2000, quando il Pil fu valutato intorno a 338.362 miliardi di euro (ma con una tendenza di netta crescita). A ulteriore smentita delle prospettive di ripresa attuale si legga anche il confronto con il recente passato: l’ultimo trimestre del 2013 si era infatti chiuso con un lieve incremento per 0,1 punti percentuali congiunturali, interrompendo un’emorragia che durava da nove trimestri consecutivi. Per gli amanti delle statistiche, il Pil acquisito per l’anno in corso (cioè quello calcolato ipotizzando una variazione trimestrale nulla nei prossimi periodi dell’anno) è pari a 0,2 punti percentuali. Sulla scia di tali dati macro, i mercati hanno reagito negativamente, con un passo indietro che (come era lecito attendersi) appare essere più pronunciato proprio tra i listini di Piazza Affari.

Ad ogni modo, il segno negativo non riguarda solo l’Italia: chiudono il primo trimestre con segno profondamente deludente l’Olanda (- 1,4%), l’Estonia (- 1,2%), il Portogallo (- 0,7%) e la Finlandia (- 0,4%).

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