Pignoramento casa: come funziona e come opporsi

In un periodo come questo, pagare le rate di un mutuo\finanziamento diventa sempre più difficoltoso se non impossibile

Nonostante il fatto che le offerte delle banche per l’accensione di un Mutuo sono oggi varie e convenienti, rispettare puntualmente il pagamento di tutte le rate non è facile. Tra costo della vita elevato, stipendi che non sono più come una volta e disoccupazione sempre dietro l’angolo. Pertanto, la paura del pignoramento casa è sempre dietro l’angolo. Di seguito cerchiamo di capirne di più su come funziona e come opporsi.

Pignoramento casa: come funziona

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Una vignetta sul pignoramento

Vediamo qual è l’iter del pignoramento, che parte dal semplice sollecito di pagamento, fino all’istanza di vendita dell’immobile.

  • Stando all’art. 40 del Testo unico bancario (TUB), la banca presso cui abbiamo acceso il Mutuo e siamo insolventi, entro 180 giorni dal mancato pagamento della rata può richiedere il pagamento delle rate con gli interessi di mora tramite solleciti inviati al domicilio del debitore;
  • Trascorsi i 180 giorni, la banca può chiedere la decadenza del beneficio del termine, ossia la perdita da parte del debitore del diritto alla rateizzazione del debito e può intimare l’immediato versamento di tutto l’importo dovuto entro un tot di giorni. Trascorsi i quali può procedere mediante decreto ingiuntivo, il quale ha durata decennale. Vale la pena sottolineare il fatto che rifiutarsi di ricevere la notifica a mezzo posta del decreto ingiuntivo dall’ufficiale giudiziario è un tentativo inutile, giacché il plico viene comunque depositato presso la casa comunale, con l’invio di una raccomandata al destinatario. In questo modo si evitano eventuali furbetti.

Pignoramento casa: come opporsi a decreto ingiuntivo

Dall’arrivo del decreto ingiuntivo il debitore ha 40 giorni di tempo per poter presentare opposizione, dopodiché diventa titolo esecutivo. Come ci si può opporre al decreto ingiuntivo? Tramite atto di citazione (previsto dall’artitcolo 645 c.p.c.) entro i termini strettamente previsti nel decreto stesso, i quali sono stabiliti normalmente in 40 giorni. In quali casi ci si può opporre al decreto ingiuntivo? Qualora il credito non è scaduto o se è addirittura inesistente perché mai sorto o perché già estinto a seguito di pagamento. In caso di opposizione, il giudizio segue la prassi del procedimento ordinario.

Il decreto ingiuntivo, come prevede l’articolo 649, può essere sospeso in caso di gravi motivi.

Pignoramento casa: cos’è e come funziona l’atto di precetto

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Il debitore ha varie chance

Qualora non sia presentata alcuna opposizione, si procederà alla notifica dell’atto di precetto, coi quali si danno ulteriori dieci giorni di tempo al debitore per poter saldare il suo debito. Dopodiché il giudice è autorizzato a pignorare. L’atto di precetto vale 90 giorni ed entro questo lasso di tempo deve essere eseguito il pignoramento altrimenti deve essere di nuovo notificato.

Anche per l’atto di precetto è prevista la possibilità di opporsi. Ha venti giorni di tempo dalla sua notifica un atto di citazione, con cui “invita” il creditore a comparire dinanzi al giudice del Tribunale competente. Il giudice può anche decidere di far sospendere l’efficacia esecutiva del titolo.

Pignoramento casa: cosa può fare debitore

Se il precetto viene notificato correttamente avviene in tutto e per tutto l’esecuzione del pignoramento. Tuttavia, anche dopo di esso, viene concesso altro tempo prima che l’immobile vada all’asta: il tribunale ha infatti 90 giorni di tempo per fissare l’istanza di vendita, entro 120 giorni prorogabili di altri 120 deve essere depositata tutta le certificazione ipocatastale relativa all’immobile. Dopo che il tribunale ha ricevuto tutta la documentazione il giudice ha 30 giorni di tempo per nominare il perito che farà la valutazione dell’immobile per stabilirne la base d’asta.

Il debitore ha un’altra e ultima chance: prima che il giudice pronunci l’istanza (data e prezzo) di vendita dell’immobile, è possibile richiedere la conversione del pignoramento. In questo modo, il debitore può sostituire l’immobile pignorato con una somma di denaro. La quale però finirà per includere anche tutte le spese giudiziarie sostenute fino a quel momento. Per tale opzione viene anche concessa una rateizzazione di 18 mensilità.

Se tale richiesta da parte del debitore non avviene, si passa alla vendita dell’immobile. Viene stabilito un prezzo per l’immobile, stabilito in base all’andamento del mercato immobiliare, e una data dell’asta. La quale, dati i tempi burocratici, avverrà dopo circa due  anni dal pignoramento. Se la prima asta va deserta, se ne promulgherà una seconda e così via. Fino a quando l’immobile non verrà venduto.

Dunque, da questa escalation di tappe si può evincere come l’ordinamento dia varie chance al debitore di recuperare il proprio debito. E perfino pagare una somma di denaro in 18 rate mensili per salvare la propria casa. Un’altra possibilità potrebbe essere quella della pre-vendita dell’immobile prima dell’asta. Un’opzione che può andare bene per sia per venditore che per compratore.