Piccoli prestiti: cosa sono, come funzionano e come richiederli

Cosa sono i piccoli prestiti? Come richiedere piccoli prestiti? Come funzionano i piccoli prestiti? Chi può ottenere piccoli prestiti? Quando si parla di prestiti, viene sempre in mente la necessità di ottenere grosse somme di denaro per fare cose importanti e costose: acquistare casa, comprare una auto, sposarsi, effettuare una operazione finanziaria. In realtà, però, si può avere bisogno anche di piccoli prestiti. Vale a dire ottenere piccole somme di denaro per effettuare acquisti o operazioni che non richiedono sforzi particolari, ma che comunque in un determinato momento non sono alla portata di tutti. Si pensi all’acquisto di un personal computer, smartphone di prima fascia, abbonamenti Tv, una vacanza, un vestito particolare, ecc.

Vediamo dunque di seguito cosa sono i piccoli prestiti e come ottenere piccoli prestiti.

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Sommario

Piccolo prestito cos’è

Partiamo con la domanda più elementari: cosa sono i piccoli prestiti? Per piccolo prestito si intende la richiesta di una somma di denaro di importo modesto, che va in genere tra i mille e i 10mila euro, rimborsabile in poco tempo. I piccoli prestiti però sfuggono un po’ dai prestiti tradizionali. Per essi si intendono quelle forme di finanziamento finalizzate all’acquisto di un particolare bene, concessi pertanto da un negoziante che si affida a una finanziaria. I piccoli prestiti non sono erogati tramite conti correnti ma sono la possibilità di pagare il bene in forma dilazionata.

Tipi di piccoli prestiti

Carta revolving come funziona

Si pensi alle carte revolving, che vengono considerate alla stregua di un piccolo prestito, poiché danno la chance di pagare le spese, non in una sola soluzione ma pagando a rate mensili.

Carta a saldo come funziona

La carta revolving non va confusa con la carta a saldo la quale consente di pagare con una dilazione di pagamento, tramite un tasso di interesse più basso rispetto a quello della carta revolving. Pertanto, mentre quest’ultima si caratterizza dalla facilità di accesso al credito, che comporta meno garanzie rispetto ad un prestito tradizionale, d’altro canto bisogna considerare che gli interessi da corrispondere sulla dilazione del pagamenti sono comunque alquanto alti, così come gli oneri di gestione ad essi collegati. Ancora, un altro fattore da considerare riguarda la commissione di massimo scoperto, vale a dire quel costo da sostenere qualora il fido sia superato, vale a dire il tetto massimo di esposizione concesso dalla carta revolving.

Prestiti Inps come funzionano

Un altro esempio di piccolo prestito è quello dedicato ai lavoratori e pensionati della Pubblica Amministrazione erogato dall’INPS, che prende il nome di “piccolo prestito Inpdap” (si chiama ancora così sebbene l’Inpdap dal 2012 sia stato accorpato all’Inps). Tale prestito può essere erogato in contanti (caso unico per i piccoli prestiti) o con accredito sul conto corrente indicato dal richiedente. La restituzione del prestito va dai 12 mesi alle 48 rate mensili, in base naturalmente all’entità dell’importo, formate da una quota interessi e da una quota capitale. L’addebito delle rate è in genere di tipo diretto, vale a dire addebitato direttamente sulla busta paga. Ancora, dato che si tratta di un prestito destinato solamente a dipendenti o pensionati pubblici, i tassi sono di tipo agevolato e quindi più economici rispetto a quelli del mercato.

Per ottenere un prestito Inpdap non occorrono motivazioni specifiche. Tuttavia, la somma concessa non può superare:

  • Il valore di 1 mensilità dello stipendio o della pensione nel caso di durata annuale del finanziamento
  • Il valore di 2 mensilità dello stipendio o della pensione nel caso di durata biennale del finanziamento
  • Il valore di 3 mensilità dello stipendio o della pensione nel caso di durata triennale del finanziamento

In base alla motivazione per cui si richiede un prestito Inpdap (che può essere una calamità naturale, furti, incendi, ecc.) ci sarà una diversa soglia massima di finanziamento erogabile. Inoltre, occorre sapere che la concessione di un prestito pluriennale richiede, rispetto al caso del piccolo prestito, la consegna di una documentazione che giustifichi la sua richiesta.

Cosa sono i prestiti Inpdap con garanzia?

I Prestiti Pluriennali garantiti Inpdap vengono richiesti a banche e finanziarie convenzionate con Inps a titolo di garanzia al cospetto del verificarsi di eventi come la morte dell’iscritto prima del rimborso, la riduzione dello stipendio, la cessazione del servizio senza avere diritto alla pensione. La domanda di questo tipo di prestito deve essere compilata dall’Amministrazione di appartenenza che dovrà essere inviata alla sede Inpdap.

Per l’ottenimento del prestito Inpdap pluriennale diretto occorre ricordare che alla richiesta va allegato un certificato medico di sana e robusta costituzione rilasciato da un medico dell’ASL, un ufficiale medico militare in attività di servizio o da un medico incaricato dall’Amministrazione cui appartiene l’iscritto.

Cessione del quinto come funziona

Un altro tipo di piccolo prestito è la cessione del quinto dello stipendio. Nella fattispecie, il rimborso avviene tramite il datore di lavoro, che trattiene una parte dello stipendio, che non può superare il 20% (ecco spiegata la dicitura “cessione del quinto”). La medesima modalità vale pure per i pensionati per cui l’INPS trattiene una parte dalla pensione.

Prestito con cambiali come funziona

Infine, rientrano tra i piccoli prestiti anche il prestito cambializzato. Si basa sulle cambiali, titoli di credito esecutivi, che in caso di mancato rimborso delle rate, l’istituto erogatore può rifarsi pignorando i beni del debitore. In genere il prestito cambializzato viene scelto da chi rientra già tra i cattivi pagatori.

Chi può richiedere Piccoli prestiti

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Chi può richiedere piccoli prestiti? La risposta varia in base al tipo di piccolo prestito. Le carte revolving possono essere richieste da tutti quei soggetti che hanno bisogno di un finanziamento di importo contenuto proprio per provvedere a piccole spese quotidiane. I prestiti Inps sono ovviamente ottenibili solo da dipendenti pubblici, statali e pensionati. La modalità della “cessione del quinto dello stipendio” è invece concessa ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato o ai pensionati che percepiscono il cedolino della pensione.

Piccoli prestiti quanto si può richiedere

Quanto è possibile richiedere tramite i piccoli prestiti? Anche questa risposta varia in base al tipo di piccolo prestito ottenuto. Nelle carte revolving e nei prestiti per acquisti finalizzati, gli importi non superano i 10mila euro. Più limitato è l’importo che si può ottenere tramite prestiti Inpdap, che variano in base alla durata del contratto e al tipo di salario. In genere, per i piccoli prestiti annuali, può essere richiesta una mensilità di stipendio o di pensione. Invece per i prestiti di durata biennale fino a due mensilità, per i triennali fino a 3 mensilità, mentre per i prestiti quadriennali fino a 4 mensilità di stipendio o di pensione.

Come richiedere Piccoli prestiti

In genere, in caso di lavoratore che non sia iscritto alle liste dei cattivi pagatori, occorre presentare dei documenti identificativi, vale a dire il documento d’identità e il codice fiscale; oltre che dei documenti di garanzia, come i documenti che provano la capacità di sostenere il rimborso del credito, vale a dire l’ultima busta paga e il modello CUD per gli autonomi. La situazione si complica nel caso di chi è già segnalato come protestato. Vale a dire risulta insoluto rispetto a debiti pregressi. Pertanto, tali protestati hanno più difficoltà e devono presentare altre garanzie più grandi. Si pensi al possedimento di un immobile o comunque di un bene a garanzia, con valore uguale o superiore alla somma richiesta. O ancora, deve esserci necessariamente una persona garante.

Riguardo i prestiti Inpdap, invece, occorre in primis essere in possesso dei requisiti necessari per ricevere questo tipo di prestiti, che in genere sono:

  • essere iscritti presso la Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali
  • aver versato i contributi dell’ente
  • essere residente nel territorio dello Stato italiano
  • avere più di 18 anni e meno di 70

Se si hanno questi requisiti, occorre poi recarsi nella sede più vicina dell’INPS, e fare richiesta dei documenti riferiti alla tipologia di Prestito Inpdap a cui si vuole accendere.

Cosa occorre presentare?

  • i propri documenti identificativi: carta d’identità e codice fiscale
  • le ultime sei buste paga ricevute
  • il modello CUD o Modello Unico, in base che si sia un dipendente o un autonomo

Piccoli prestiti, cosa è TAEG E TAN

Per richiedere un piccolo prestito, benché la somma sia modesta ma occorre comunque prestare attenzione per non rischiare di trovarsi insoluti, occorre valutare vari aspetti. Ad esempio, quelli con i tassi di interesse più elevati risultano essere le carte revolving e i prestiti cambializzati, mentre convengono molto i prestiti Inpdap, poiché vantano tassi agevolati in virtù della tipologia di lavoratori cui sono destinati. Ciò in quanto i dipendenti pubblici e statali rientrano in un tipo di rischio meno alto rispetto ad altri e generalmente godono di buona affidabilità creditizia (avendo lo stipendio direttamente dallo Stato hanno le spalle più larghe di chi lavora in una azienda privata, che rischia sempre di fallire, specie di questi tempi).

Quindi, per valutare il tipo di prestito più conveniente dobbiamo valutare una serie di fattori. Sul web ci sono siti che aiutano ad effettuare le comparazioni. Il più famoso è Facile.it ma anche Segugio, ecc. Soprattutto perché ci bombardano di pubblicità. Ma cosa dobbiamo valutare per scegliere il prestito più adatto a noi? Sicuramente in primis il TAN e il TAEG. Cosa sono il TAEG e il TAN? Q

  1. Cos’è T.A.N: acronimo di Tasso Annuo Nominale
  2. Cos’è T.E.G: annovera le commissioni e gli oneri del contratto, il quale rappresenta un indice più preciso del costo effettivo e globale del finanziamento

Come scegliere piccoli prestiti migliori

Oltre a confrontare i tassi TAN e TAEG, occorre prestare attenzione poi alle commissioni previste qualora si risulti inadempienti o i costi per trasferire fondi. Ma anche informarsi sui limiti massimi previsti che sono esigibili.

Dove richiedere Piccoli prestiti

Visto cosa sono i piccoli prestiti, come funzionano i piccoli prestiti, come scegliere i piccoli prestiti migliori, come richiedere i piccoli prestiti, vediamo ora in questo paragrafo dove richiedere piccoli prestiti. Ecco una lista degli enti più consigliati:

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Findomestic

Presente da diversi anni nel settore, Findomestic va senza dubbio presta seriamente in considerazione per ottenere piccoli prestiti. Se si segue la procedura online, non vengono calcolate tutte le spese accessorie, quindi si può risparmiare sulle spese di tipo accessorio e si può risparmiare. Ma a parte ciò, mettiamoci pure la succitata presenza pluridecennale nel mercato finanziario, la professionalità e la solidità del gruppo.

Peraltro, Findomestic è una delle poche società ad accettare la forma dei prestiti con bollettini postali. Cosa sono i prestiti con bollettini postali? Si differenziano dalle soluzioni comunemente proposte riguardo le modalità di rimborso delle rate: le singole rate possono infatti essere pagate tramite i classici bollettini postali. Quindi possono essere gradite da chi non vuole l’addebito automatico sul conto corrente.

Quali sono gli svantaggi dei prestiti tramite bollettini postali? Tra gli svantaggi però ricordiamo che occorre recarsi fisicamente presso un ufficio postale, salvo il caso di effettuare il pagamento di bollettini postali tramite internet. Il fatto di doversi recare in posta, oltre che essere una scocciatura (anche se ormai gli uffici postali si sono molto velocizzati, proprio perché in tanti si affidano ai servizi online di Poste italiane, pagano le bollette in Tabaccheria o spediscono pacchi presso corrieri privati) comporta anche di dover pagare 1,50 euro aggiuntive. Inoltre, alcune società prevedono che anche saltare una sola rata (per dimenticanza, contrattempi, ecc.) comporti il rischio di essere inserito nel registro dei cattivi pagatori. Quindi meglio informarsi prima di scegliere questa forma di prestito.

Consel

Consel pure risulta molto conveniente, in quanto esenta il debitore dalle spese di istruttoria e gestione, e perché consente di ottenere prestiti fino a 10mila euro.

SpecialCash Postepay

Molto interessante è anche l’offerta di Poste italiane: SpecialCash Postepay, che permette di ottenere fino a ben 15mila euro, i quali sono accreditati direttamente sulla propria Postepay. Anche qui siamo in pieno tema di solidità e affidabilità, dato che parliamo pur sempre di Poste Italiane.

CreditExpress Mini

Il servizio CreditExpress Mini è offerto da una delle banche più importanti: Unicredit. Concede importi fino a 3mila euro, rimborsabili con rate che vanno dai 18 ai 36 mesi.

Agos

Da valutare anche le offerte di Agos, società che offre molte proposte in base alle esigenze del richiedente. Il gruppo italiano Agos mette a disposizione del cliente il Conto PIM (acronimo di Personal Instant Money). Un finanziamento con possibilità di rinnovo ricaricabile, per un tetto massimo di 3.100,00 euro, disponibili entro 48 dalla richiesta. La somma sarà erogata direttamente sul conto corrente del richiedente tramite bonifico bancario. O, se preferisce, anche tramite assegno bancario consegnato a casa. Conto PIM è peraltro anche inesauribile, nel senso che si può usare la somma che si preferisce per poi rimborsarla a partire dal mese successivo mediante rateizzazione. Ancora, ad ogni mese, le rate che sono state già rimborsate saranno poi utilizzate per ricostituire la riserva di denaro del cliente, disponibile da subito per fare fronte ad altre spese.

Trattasi dunque di un conto davvero conveniente poiché conto PIM non prevede costi fissi né una quota associativa.

Carta Explora American Express

Se invece si vuole ottenere un prestito revolving, allora ci si può affidare alla carta più famosa e diffusa in materia: Carta Explora American Express. La quale dà la possibilità di scegliere tra pagamento a saldo o pagamento a rate, oltre alla possibilità di accumulare punti premio.

Compass

Infine, per quanto concerne il prestito finalizzato, la modalità di ottenere finanziamento tra le più diffuse nei negozi e nei centri commerciali è Compass. Quest’ultima propone altresì la soluzione Mini Credito: trattasi di una riserva di liquidità di 1500 euro sempre disponibile con alcuni vantaggi:

  • La quota capitale viene rimborsata con rate piccole e fisse di 50 o 100 euro mensili
  • La rata del rimborso viene già conosciuta in anticipo, tenendo conto del saldo a debito
  • E’ possibile estinguere il debito in ogni momento in anticipo se si ha la possibilità, senza spese aggiuntive e in una unica soluzione

Cofidis

Molto interessante è anche il mini-prestito Ricaricabile di Cofidis è un credito continuo che consente al suo titolare di richiedere un piccolo prestito che può arrivare fino a 5mila euro. Ogni volta che il prestito sarà poi rimborsato, ci sarà nuova disponibilità di credito riutilizzabile subito. Proprio come il meccanismo precedente. Un modo per premiare i clienti più zelanti. Questo prestito ricaricabile di Cofidis somiglia molto ad un fido bancario poiché il richiedente, dopo aver fatto una attenta valutazione delle opzioni del piano di rimborso tramite ausilio del simulatore messo a disposizione online, può compilare il modulo di richiesta sempre sul web per una cifra che può raggiungere un massimo di 5mila euro. La somma di denaro è rimborsabile attraverso delle comode mini-rate, le quali vanno da un minimo di 30 euro al mese con un TAN fisso del 12%.

Ogni volta che le rate sono pagate viene messo a disposizione subito un nuovo credito dal quale si potrà di nuovo prelevare denaro e spenderlo come meglio si crede. Pure il piccolo prestito Ricaricabile è un finanziamento senza spese né di istruttoria o di incasso rata, e consente al cliente di poter scegliere sia quando le rate si saranno estinte sia le modalità di pagamento. Peraltro è disponibile pure una buona copertura assicurativa che tuteli il debito in caso di malattia, decesso o perdita di lavoro da parte del beneficiario del prestito.

Piccoli prestiti per startup: come funzionano

Da qualche anno molto in voga sono anche i piccoli prestiti appannaggio delle start up. Trattasi di incentivi economici, spesso agevolati, per incentivare l’avvio e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, soprattutto da parte dei più giovani. Così da stimolare anche l’occupazione tra gli under 35, dato che la disoccupazione tra questi è molto elevata a livello nazionale, superando pure il 50% in alcune regioni del Sud. In genere i finanziamenti sono concessi sotto forma di prestito bancario, mediante bandi messi a disposizione da enti pubblici, da nuove modalità più recenti come i Business Angel o il Venture Capital.

Va da sé che per ottenere il prestito da parte di istituti privati occorre avere solide garanzie personali o reali su beni mobili o immobili. Inoltre si va incontro ad inevitabili e sovente alti interessi sulle rate del rimborso. Non mancano però istituti di credito che offrono finanziamenti per start up a condizioni agevolate. Tali condizioni possono prevedere un periodo di pre-ammortamento che vanno dai 6 ai 12 mesi per sostenere la fase iniziale di avvio dell’impresa, vengono applicati tassi molto concorrenziali e altre facilitazioni in favore del richiedente il prestito.

Ottime opportunità derivano invece dagli enti pubblici, in genere le Regioni, che pubblicano bandi sfruttando i fondi dell’Unione europea. Spesso sono anche a “fondo perduto”, quindi non devono essere restituiti. O se proprio devono tornare, sono previsti tassi agevolati. Va da sé che, fatta eccezione di “scorciatoie” politiche, per regola dovrebbe vincere il progetto più convincente e i fondi dovrebbero essere assegnati in base ad una graduatoria dove si conferiscono dei punti ad ogni progetto. In questa tipologia rientrano anche i finanziamenti per start up sotto forma di crediti d’imposta. In genere occorre visualizzare il bando online attraverso i siti istituzionali degli enti, dove verrà pure presentata la domanda. predisponendo accuratamente la domanda di accesso. Spesso le agevolazioni pubbliche sono rivolte soprattutto a categorie di soggetti molto svantaggiate: inoccupati e disoccupati di lunga durata, donne, laureati altamente qualificati per mitigare “la fuga dei cervelli”, o comunque a quanti propongono iniziative imprenditoriali in settori innovativi.

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Prima accennavamo anche a forme di finanziamento come Business Angel e Venture Capital. Il primo, noto nel nostro Paese pure come investitore informale, è un soggetto facoltoso che provvede ad fondi su una nuova azienda, spesso in cambio di obbligazioni o capitale proprio. Cosa significa ciò? Che rivolgendosi ad un Business Angel, bisogna tener presente che esso prenderà parte alle quote della propria startup, nonché il fatto che esso possa subentrare nella decisione di alcune scelte strategiche. Il secondo, il Venture Capital consiste invece nell’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore al fine di finanziare l’inizio o l’espansione di una attività in settori con grandi prospettive future.

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