Il piano casa del governo Renzi: ecco le novità

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Buona parte delle proposte economiche del Governo Renzi riguarda la casa. Il nuovo Governo ha varato (o sta varando, visto che di decreti per ora non c’è nemmeno l’ombra) un piano molto corposo, in grado di sovrapporsi a parte del lavoro realizzato da Letta e company. Ecco, in buona sostanza, di cosa si tratta.

Cedolare secca. Per chi opta per il canone concordato, la cedolare secca sarà del 10%. Un buon passo in avanti rispetto al 15% stabilito precedentemente dal Governo Letta, che già l’aveva abbassata solo qualche mese fa.

Recupero degli alloggi. Questa operazione riguarda gli appartamenti che sono posti nella categoria “edilizia popolare”. Le risorse stanziate ammontano a 400 milioni, che serviranno per rendere vivibili alloggi e far scorrere le cosiddette graduatorie.

Bonus fiscali. Saranno diretti ai cittadini che alloggiano in appartamenti di edilizia popolare e che appartengono a categorie disagiate o non abbienti. Sono previsti sgravi fino a 900 euro per chi guadagna meno 15.500 euro all’anno, mentre sono previsti sgravi fino a 450 euro per chi guadagna non più di 31.000 euro (sempre all’anno). Questi sgravi potranno essere usufruiti anche dagli inquilini di nuovi alloggi sociali.

Possibilità di riscatto. Gli inquilini che alloggiano nell’appartamento in affitto da almeno sette anni potranno riscattare l’abitazione. In più, questi potranno rimandare il pagamento della quota necessaria al momento del riscatto e, con quella, anche l’Iva.

Aiuto ai morosi. Il piano casa di Renzi consiste anche nell’implementazione del fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e del fondo per la morosità incolpevole. In buona sostanza, lo Stato aiuterà coloro che non riescono, per cause che non dipendono da loro, a pagare l’affitto. Un intervento, questo, di sicura presa elettorale in tempi di crisi – che tutt’ora l’Italia sta vivendo.

Creazione di agenzie locali per l’incontro tra la domanda e l’offerta di alloggi. Queste agenzie avranno base regionale e avranno il compito di cercare alloggi che possono essere affittati a canone concordati e, di conseguenza, inquilini disposti a “essere alloggiati”.

Eliminato il vincolo della spesa per immobili. Attualmente esiste un vincolo tra la spesa per la ristrutturazione nel suo complesso e la spesa per immobili. La seconda non deve superare il 50% della prima. Con il piano casa di Renzi questo vincolo sparirà. Rimane però il tetto massimo di 10.000 euro.

Lotta all’abusivismo. Da questo punto di vista il piano casa prossimo venturo è un po’ debole. Semplicemente, e forse banalmente, sarà possibile richiedere la residenza all’alloggiato abusivo e i documenti sull’allaccio di luce e gas.

In definitiva, il piano casa pensato dal Governo Renzi non rappresenta certo una rivoluzione, piuttosto interviene su alcune criticità e cerca di risolvere (con pochi mezzi, visto che non si parla di decine di miliardi). Più che altro, il tutto assomiglia a un lavoro di rifinitura nei confronti di quanto fatto qualche mese fa da Letta e che risulta tutt’ora inserito nella Legge di Stabilità. Il riferimento è alla riduzione della cedolare secca, già decisa da Letta e ora ulteriormente “trattata” da Renzi.

Foto originale by Giovanni