Piano Bankitalia per salvare l’Italia, ecco cosa cambia per i cittadini

Economicamente, l’Italia è afflitta da numerosi problemi. Particolare apprensione sta procurando il credit crunch, la stretta al credito, ossia la tendenza per la quale le banche erogano sempre meno prestiti. La conseguenza del “braccino corto” (che ha varie cause, non ultima la sete di profitto degli istituti finanziari) è la scarsezza di liquidità e quindi l’impossibilità per le imprese di lavorare e per le famiglie di soddisfare le proprie esigenze di consumo.

Bankitalia ha elaborato un piano per allentare la stretta al credito. Il principio di fondo è quello di assecondare la strategia di Draghi, la quale mira allo stesso obiettivo: immettere liquidità nel sistema. In buona sostanza, la Bce prenderà in consegna i crediti che le banche vantano ma che, allo stesso tempo, sono considerati talmente a rischio da impedire agli istituti di concedere altri prestiti. In cambio, godranno di prestiti targati Bce di ugual misura.

Ecco le cinque mosse che Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, ha in mente.

  1. Le banche potranno scaricare “pacchetti di crediti” – e non solo crediti singoli. All’interno dei pacchetti, l’unico elemento di omogeneità necessario è il profilo di rischio.
  2. Le banche potranno fare uso di linee di credito già registrate presso la Centrale Rischi di Bankitalia nelle due categorie revoca e prestiti auto liquidanti. Saranno interessati soprattutto quei prestiti alla galassia di piccole e medie imprese che, ad oggi, fanno fatica a restituire il denaro.
  3. Le banche potranno “girare” i crediti a rischio insolvenza alla Bce a patto che non siano inferiori ai 30.000 euro. E’ una buona notizia: attualmente la soglia si attesta sui 100.000 euro.
  4. La soglia del rischio insolvenza verrà aumentata. Se attualmente le banche possono scaricare alla Banca Centrale Europeo solo crediti con l’1% massimo di rischio insolvenza, grazie al piano Visco potranno fare lo stesso anche quando il rischio è dell’1,5%.
  5. Altri interventi di questo tenore coinvolgeranno, infine, i leasing finanziari e il factoring prosoluto.

Le misure nello specifico non sono state rivelate, ma è questione di giorni. Cosa spera di ottenere Bankitalia con questo piano? In termini numerici, siamo di fronte a qualcosa di importante. Quando tutto sarà finito, infatti, il primo istituto finanziario italiano conta di “aver liberato” 231 miliardi circa. E’ questa la cifra “contenuta” dai crediti a rischio insolvenza e utilizzabili per il programma di Draghi.

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La strategia di Visco è palese: costringere – solo moralmente, è ovvio – le banche a concedere prestiti a famiglie e imprese. Gli istituti, se queste misure andranno in porto, non avranno più scuse per non prestare danaro. Per i cittadini, i vantaggi dovrebbero vedersi nell’immediato. Più risorse, e allo stesso tempo la rimozione degli ostacoli che in passato hanno peggiorato il credit crunch, pongono in essere un certo ottimismo circa le prospettiva di crescita dell’Italia.

Peccato che sia ugualmente alto il rischio che le banche comportarsi come negli ultimi anno (ossia mettere in pancia titoli di Stato anziché concedere prestiti). Questo perché, a detta di alcuni, Draghi nel suo Ltro non ha inserito alcuni vincoli che costringano le banche a erogare prestiti. C’è solo qualche blando stimolo (come la possibilità di girare crediti a rischio), niente più.