Petrolio, Russia disposta a taglio produzione: la mossa di Putin

Lo scorso mese di settembre, la produzione di petrolio da parte dei Paesi che fanno parte dell’Opec (dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) è salita su livelli altissimi, stabilendo un nuovo record. Ciò anche in conseguenza del fatto che due Paesi afflitti dalla guerra e da crisi politiche interne quali Iraq e Libia, hanno ripreso la propria attività a pieno regime. L’Iraq ha pompato a livelli massimi, mentre la seconda ha riaperto i propri porti. Tuttavia, il ministro saudita Khalid al-Falih si dice ottimista sulla possibilità che l’Opec trovi un accordo sulla produzione di petrolio. Intanto la Russia, Paese non Opec, fa la prima mossa, dicendosi disposta a ridurre la propria produzione di petrolio.

Petrolio, importante incontro ad Istanbul

In quel di Istanbul, capitale di un altro Paese non certo tranquillo come la Turchia, i ministri di alcuni dei maggiori produttori di greggio hanno avuto un meeting per discutere su come porre fine ad un eccesso di offerta di greggio che dura ormai da un biennio. Protraendo la propria mano verso la Russia, player importante nelle strategie petrolifere globali. L’Opec è disposta a ridurre la propria produzione, purché lo facciano anche i paesi non-Opec. Ha già ridotto a 1,24 milioni di barili (partendo da 1,3) le sue previsioni di crescita per la domanda mondiale di oro nero di questo anno a 96,3 milioni di barili al giorno.

Petrolio, distensione tra Russia e Turchia

petrolioIl mercato dell oro nero resta dunque vincolato, anche a detta dell’IEA, all’effettiva attuazione del cartello Opec per ridurre la produzione a un tetto massimo di 32,5-33 milioni di barili di petrolio al giorno. Il World Energy Council tenutosi in Turchia ha segnato anche una distensione dei rapporti tra Russia e Turchia. Diventati aspri a causa della crisi in Siria, quando il ventiquattro novembre dell’anno scorso, il paese turco abbatté un caccia militare russo che sorvolava il territorio turco ai confini con la Siria. Dunque, la Russia diventa fondamentale anche per gli equilibri del petrolio, oltre di quelli per la pace del mondo. Con buona pace anche degli Stati Uniti.