Petrolio: quotazioni e previsioni (12 Aprile 2017)

I prezzi del petrolio hanno ripreso a correre nelle ultime sedute, spinti al rialzo dall’attacco degli Usa in Siria e per la minore produzione di greggio in Libia.

Petrolio Libia produzione

I prezzi del petrolio di nuovo in auge a seguito dell’attacco degli Stati Uniti in Siria e per il “fermo” di produzione della Libia. Partiamo proprio da quest’ultima “novità” delle ultime ore che porta la Libia a rientrare a pieno titolo tra i minori produttori OPEC, almeno al momento.

I prezzi del petrolio sono dunque schizzati al rialzo nelle ultime sedute dopo l’interruzione delle operazioni di pompaggio nel Sharara libico a pochi giorni dalla ripresa delle attività. I condotti che trasportano il greggio dal field del Sharara alla raffineria di Zawiya non sono infatti operativi dalla scorsa domenica. I motivi non sono stati resi noti. La pipeline del Sharara ha un gettito di 200mila barili giornalieri (con punte fino a 330mila), un dato piuttosto rilevante se rapportato alla produzione del paese africano in aprile (circa 700mila barili).

I prezzi del greggio ne hanno subito approfittato e sono saliti di oltre un punto percentuale a quota 56 dollari per barile. Ricordiamo che la Libia è il paese con le maggiori riserve di greggio del continente africano.

Quotazione Petrolio WTI attuale

Petrolio: crisi siriana

L’attacco degli Stati Uniti in Siria ha rappresentato un altro fattore che ha spinto al rialzo le quotazioni di greggio.
Il prezzo del barile già in realtà registrava un trend di crescita ed ora ha raggiunto i massimi negli ultimi mesi, con il Brent che ha superato i 56 dollari ed il Wti prossimo ai 53 dollari al barile.

La nuova crisi medio-orientale è causa di qualche turbolenza nel mercato delle commodities, riguardando una nazione che in passato era in grado di produrre fino a 600mila barili di greggio al giorno. Per tale motivo alcuni analisti ritengono che si tratta di una impennata momentanea del greggio, in quanto la Siria, martoriata da sei anni di guerra civile, oggi risulta essere completamente estranea ai giochi di mercato. In ogni caso gli esperti non sottovalutano per nulla il conflitto in atto, prestando estrema attenzione al comportamento dei paesi vicini, in quanto una estensione della crisi in Iran o Arabia Saudita avrebbe importanti ripercussioni anche sul mercato del petrolio.

Al momento sui mercati il Brent è in calo dello 0,14 per cento a 55.9 dollari al barile e il WTI in contrazione dello 0,21 per cento a quota 52.97 dollari.

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