Petrolio: prezzi ai massimi da aprile

Tendenza in crescita per il Petrolio con i prezzi che si attestano ai livelli massimi dallo scorso aprile. I motivi principali sono da ricondursi al rispetto dei patti siglati dai paesi Opec sui tagli alla produzione e al persistere della debolezza del dollaro.

Petrolio quotazioni

I prezzi del petrolio si attestano ai massimi degli ultimi cinque mesi dopo che sono stati diffusi i dati sulla produzione in Medio Oriente. Confermato il rispetto degli accordi sui tagli raggiunti lo scorso fine 2016 a Vienna dai paesi Opec.

L’apprezzamento delle quotazioni della materia prima nel periodo è dovuta però anche alla debolezza del dollaro americano.

Nel frattempo il ministro del Kuwait, Issam Almarzooq, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa a Kuwait City, che l’Opec continuerà a monitorare la situazione del mercato e, in caso non venga raggiunto l’equilibrio ricercato sino a marzo 2018, sarà pronta ad intervenire.

Tutto però sarà rimandato alla prossima riunione programmata nel mese di novembre, con lo stesso ministro comunicare che non è certa per quella data una decisione su una eventuale estensione dei tagli. Si profila infatti la possibilità di un incontro straordinario tra i paesi membri nel mese di marzo 2018, in cui si perverrà ad una deliberazione definitiva.

Non solo il Kuwait ma anche altri paesi, come il Venezuela, sono d’accordo che al momento i paesi Opec non sono in grado di valutare correttamente se estendere o meno i tagli oltre la scadenza di marzo 2018.

Petrolio previsioni per l’ultimo quadrimestre 2017

La International Energy Agency ha rivisto al rialzo le previsioni sulla domanda di oro nero nell’ultimo quadrimestre dell’anno.

Proiezioni peraltro confermate dagli stessi paesi del cartello che si attendono anche per il 2018 una domanda in crescita.

Nel frattempo giungono notizie positive in merito alla produzione dell’Iraq, con il governo locale che ha fatto sapere di aver tagliato la produzione di greggio ad un livello più basso di quello concordato nella riunione di Vienna.
Rimangono invece dubbi sulla produzione USA. Una parte degli analisti prevede una crescita per lo Shale americano che andrebbe così a vanificare gli obiettivi dell’Opec.

Secondo le ultime previsioni dell’EIA, la produzione di Shale registrerà nel breve un ulteriore incremento giornaliero a quota 6,1 milioni di barili.

Al momento sui mercati il prezzo del Brent è in rialzo dello 0.38 per cento a 55.35 dollari mentre il WTI registra un incremento dello 0.74 per cento a 50.27 dollari al barile.

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