Petrolio: Opec, sì a proroga tagli

Come previsto, al vertice Opec è stata varata una proroga dei tagli sulla produzione di petrolio fino a marzo del 2018. Una decisione che conferme le attese degli analisti ma che delude il mercato.

Petrolio vertice Opec

Il meeting di Vienna ha sancito l’estensione dei tagli alla produzione di greggio per ulteriori nove mesi, fino a marzo del 2018. Una decisione attesa dal mercato.

Una proroga che probabilmente sarà anche ratificata dai Paesi produttori di petrolio esterni al cartello, in primis la Russia.

Prevista una riduzione di 1,8 milioni di barili al giorno.
Il ministro del Petrolio dell’Arabia Saudita, Khalid al Falih, già prima dell’inizio dell’atteso vertice di Vienna aveva anticipato che non sarebbero stati adottati tagli maggiori, confermando l’estensione per ulteriori 9 mesi dei livelli già decisi lo scorso novembre.

L’obiettivo di questa nuova proroga è riuscire a riequilibrare i mercati e ridurre le scorte di petrolio.

I paesi del cartello si sono tuttavia riservati la possibilità, in un futuro incontro, di modificare i termini dell’accordo nel caso in cui le esigenze di mercato li rendano necessari.

Esclusi sempre dai tagli le nazioni della Libia e della Nigeria.
Al momento l’intesa non ha ancora raggiunto il target che i paesi dell’Organizzazione si sono prefissati a novembre, a causa soprattutto dei produttori di shale oil americani che a fronte di una contenuta ripresa dei prezzi, hanno optato per un incremento della produzione.

Petrolio tagli, reazione mercati

Le decisioni prese dall’Opec hanno deluso però una parte degli investitori che si attendevano una più corposa riduzione dell’output.

Per tale motivo alcuni analisti non negano di attendersi un calo dei prezzi fino a 35 dollari al barile in un prossimo futuro.

La proroga dei tagli, sottolineano, era già attesa dei mercati e la produzione americana è prevista in ulteriore crescita, con il possibile risultato di vanificare in parte gli sforzi messi in atto dai paesi del cartello.
I mercati hanno accolto la proroga dell’Opec con indifferenza, essendo una decisione praticamente già scontata.
Ieri il Brent, dopo la notizia del nuovo accordo tra i paesi produttori, è arrivato a cedere oltre il 2 per cento, scendendo al di sotto della soglia di 53 dollari al barile.

Al momento il prezzo del Brent è in lieve risalita dello 0,68 per cento a quota 51,81 dollari al barile mentre il WTI americano cresce dello 0,51 per cento a 49,15 dollari.

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