Petrolio: meeting OPEC contro gli USA

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Dopo un’attesa di un anno dove sono stati forti i contrasti sugli obbiettivi, l’OPEC, organizzazione che riunisce i principali produttori di petrolio, si riunisce oggi a Vienna con un obbiettivo dichiarato: tagliare fuori gli Stati Uniti dai giochi.

L’OPEC ha scelto infatti di mantenere la produzione di petrolio nonostante il surplus di offerta stia portando al ribasso il prezzo al barile per strangolare il settore estrattivo americano.

La strategia, già in atto da un anno, ha riportato la produzione degli USA allo scorso novembre, momento in cui i paesi OPEC decisero di mantenere le loro quote produttive a scapito della difesa del prezzo.

Non tutti i paesi spingevano per questa strategia, a partire dal Venezuela, fortemente dipendente dalle esportazioni in USA e con i conti pubblici in sofferenza per il crollo del prezzo del barile da 70 dollari a 46 di oggi.

Da Caracas si spinge per la reintroduzione dei tagli alla produzione che spingerebbe il prezzo ai livelli precedenti, senza continuare a tenere una posizione di principio che ha mandato in sofferenza anche paesi come Algeria, Iraq, Libia e Nigeria.

Le perdite nelle esportazioni sono calcolate in 370 miliardi di dollari circa ma l’Arabia Saudita, protagonista della scelta strategica, vorrebbe continuare su una linea che oggi inizia a dare i risultati sperati, con la diminuzione della produzione USA dopo l’exploit dei primi sei mesi.

Anche il paese arabo conta perdite stimabili nel 20% del PIL, ma ora, a distanza di un anno, anche se la produzione USA è solo tornata ai livelli di un anno fa, senza cedere ulteriori quote di mercato, è comunque diminuita di circa mezzo milione di barili al giorno, attestandosi a poco più di 9 milioni.

L’Agenzia dell’Energia americana prevede che la produzione USA si attesterà sugli 8,86 milioni di barili l’anno mentre le previsioni dell’Opec per la loro produzione parlano di un aumento della domanda dai 29,3 milioni dell’anno scorso fino a 31,1 milioni. Secondo la banca Barclays la strategia sta funzionando e a medio termine cresceranno anche i prezzi.

Con il Venezuela si schierano però la Russia e l’Iran, mentre tra gli ospiti al meeting non facenti dell’Opec ci sono Kazakistan, Colombia, Messico, Brasile e la stessa Russia, che però non sembrano in grado di incidere sulla strategia araba.