Petrolio: crollo quotazioni, Oro vola

Crollano le quotazioni del petrolio in seguito alle notizie della crescita di scorte di greggio negli Usa e degli ultimi attacchi dall’Isis in Iran. Oro in forte rialzo, prossimo ai 1300 dollari l’oncia.

Petrolio: quotazioni

La crescita delle scorte di petrolio negli Usa e gli ultimi attacchi dell’Isis in Iran hanno causato il crollo del prezzo del greggio sui mercati internazionali al di sotto dei 50 dollari al barile. Il Wti a New York è sceso a 46 dollari mentre il Brent è in ribasso a 48 dollari.

Nelle ultime due settimane il Brent arretra di circa il 9 per cento, esattamente da quando i paesi dell’Opec hanno siglato l’intesa per un prolungamento dei tagli alla produzione sino al mese di marzo del 2018.
Nel frattempo le scorte settimanali di petrolio americano sono risultate in crescita a 513,207 milioni di barili, registrando un incremento di 3,295 milioni di barili rispetto ai sette giorni precedenti. È quanto reso noto nelle scorse ore dal Dipartimento dell’Energia statunitense.

Si riacutizzano nel frattempo le tensioni in Medio Oriente dopo che alcuni Stati arabi hanno deciso di interrompere i rapporti diplomatici con il Qatar per questioni legate al terrorismo.

Attualmente sui mercati il prezzo del Brent sale dello 0,81 per cento a quota 48,45 dollari al barile mentre il Wti è in progresso dello 0,77 per cento a 46,07 dollari.

Oro: quotazioni

Le nuove tensioni internazionali hanno spinto al rialzo le quotazioni dell’oro ormai prossimo a toccare i 1.300 dollari l’oncia. Ieri ha raggiunto i 1.292 dollari per poi ritracciare questa mattina a 1287 dollari.

Tra i motivi del rialzo dei prezzi del metallo prezioso, l’attacco a Teheran da parte di un commando di uomini armati nella sede del Parlamento e quello di un kamikaze che si è fatto esplodere nelle vicinanze della tomba dell’Imam Khomeini.

A tutto questo bisogna aggiungere la grave crisi nei rapporti internazionali tra Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi ed Egitto che hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, accusato di proteggere gruppi di estremisti. Bloccato anche il trasporto aereo e gli scambi commerciali.

In pratica le stesse ragioni che hanno spinto giù il prezzo del petrolio. A tutto questo occorre aggiungere un appuntamento molto importante in queste ore in Europa: le elezioni di giovedì 8 giugno nel Regno Unito.

Dall’inizio dell’anno l’oro ha guadagnato circa il 10 per cento, un mini rally che sembra destinato a proseguire, secondo una parte degli analisti, anche nel corso delle prossime settimane.

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