Petrolio ai massimi dal 2015: ecco perchè

Prosegue la corsa del prezzo del petrolio. Le quotazioni del Brent si sono spinte in prossimità dei 70 dollari al barile, il livello più elevato dal 2015. In rialzo anche il Wti oltre quota 63 dollari, ai massimi dal 2014. Calano le scorte Usa ma le previsioni sulla produzione di shale oil sono attese in forte crescita.

Petrolio vicino ai 70 dollari al barile

Il rally del petrolio non si ferma in queste ore malgrado le nuove stime di crescita di Washington. Il Brent si spinge ai massimi degli ultimi tre anni oltrepassando la soglia dei 69 dollari al barile mentre il Wti supera quota 63 dollari. Sono stati diffusi nel frattempo i dati sulle scorte Usa da parte dell’agenzia americana dell’EIA. Gli stock di greggio sono diminuiti nell’ultima settimana per un totale di 4,9 milioni di barili, superando le aspettative degli osservatori ferme a 3,5 milioni.

In crescita invece le giacenze di benzina a 4,1 milioni di barili, al di sopra delle attese di mercato. L’EIA ha alzato le stime sulla domanda di greggio nel 2018, per un ammontare di 100mila barili al giorno rispetto alle precedenti previsioni. Una situazione che rimane sotto osservazione anche a seguito dei recenti tagli dell’Opec. Il cartello e un gruppo di paesi esterni all’organizzazione ricordiamo che ha deciso di prorogare le misure anche nel 2018, con il chiaro intento di sostenere i prezzi del greggio.

Secondo una parte degli analisti la crescita oltre i 70 dollari potrebbe però spingere la stessa Opec a intervenire direttamente sui prezzi per affievolire l’ascesa repentina delle quotazioni. Il greggio oltre quota 70 dollari alimenta infatti la maggiore produzione di shale oil, come peraltro confermato dalle ultime stime di Washington che si attende per il 2018 una produzione record di 10,3 milioni di barili giornalieri di petrolio americano.

Shale oil, corre la produzione Usa

In tale contesto di mercato lo shale oil batterà ogni record nel 2019, toccando gli 11 milioni di barili di produzione giornaliera di greggio.

È questa infatti la stima annunciata delle stesse autorità americane, a seguito della ripresa dei prezzi che ha dato nuova linfa all’industria petrolifera Usa.

Nel dettaglio, secondo le previsioni dell’Energy Information Administration, la produzione statunitense aumenterà di 970mila barili giornalieri nel 2018, con il traguardo di 10 milioni che sarà superato nel corso di questo trimestre.

A fine 2019 si oltrepasserà invece la quota, mai raggiunta prima, di 11 milioni di barili.

Al momento sui mercati il prezzo del Brent scende dello 0,10 per cento a 69.13 dollari mentre il Wti rimane pressoché stabile a 63,58 dollari al barile.

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