Peppa Pig e Pj Mask cambiano papà: è Hasbro

Peppa Pig e Pj Mask cambiano papà. Si tratta del colosso statunitense che produce giocattoli Hasbro, il quale ha raggiunto un accordo «definitivo» per acquisire lo studio Entertainment One. Proprio la compagnia canadese che produce le due famose serie per bambini.

L’accordo è stato raggiunto su una base di 3,3 miliardi di sterline (corrispondenti agli attuali 3,64 miliardi di euro); da pagare in contanti. Perché come diceva il mitico Lino Banfi in un noto spot televisivo: più contanti, più contenti.

E lo è sicuramente proprio Hasbro, che in questo modo ha raggiunto una delle principali acquisizioni della sua lunga e gloriosa storia.

L’accordo prevede che il colosso che da decenni fa sognare intere generazioni, metterà sul piatto 5,60 sterline per ogni azione eOne. Vale a dire un premio del 26,3% rispetto alla chiusura di giovedì 22 agosto della multinazionale.

L’accordo dovrebbe tramutarsi in realtà entro la fine di quest’anno. Ha comunque già incassato il via libera dai Consigli di amministrazione di entrambe le società. Permetterà di realizzare sinergie annuali per circa 130 milioni di dollari (117 milioni di euro) entro il il prossimo triennio. Con eOne che vedrà così potenziarsi settori come merchandising e licenze eOne.

Hasbro si è impegnata a preservare l’attuale investment grade e il dividendo trimestrale. Ma al contempo, sospenderà l’attuale programma di riacquisto di azioni per dare priorità al raggiungimento dell’obiettivo di leva finanziaria.

Il presidente di Hasbro, Brian Goldner, ritiene che questa operazione farà sì che l’azienda beneficerà di «una nuova strada per la creazione di marchi orientati alla famiglia». Quindi anche la proprietà intellettuale del colosso americano. Inoltre, rappresenta per essa una grande possibilità di espansione globale, specie negli emergenti mercati asiatici.

Per eOne arrivano comunque già le prime notizie: le sue azioni sono aumentate di quasi un terzo all’indomani dell’accordo.

In realtà, eOne è una società già da tempo attenzionata dai colossi. Nel 2016 aveva infatti incassato l’offerta di acquisto dalla piattaforma mediatica Itv. Pari a a 1.072 milioni di sterline (968 milioni di euro). Offerta ritenuta incongrua dalla società britannica, che di fatto ha chiuso un accordo che la valuta 4 volte di più.

Del resto, il successo di alcune serie, su tutte quella del simpatico maialino Peppa Pig, della sua famiglia e dei suoi bislacchi amici, ha reso questo brand di grande successo.

Hasbro chi è

Hasbro, Inc. è una società americana produttrice di giocattoli e giochi da tavolo venduti e noti in tutto il mondo. È il più grande produttore di giocattoli al mondo in termini di valore di borsa, nonché la terza più grande società in termini di fatturato. Il quale ammonta a circa $ 5,12 miliardi.

In questi anni, Hasbro ha rilevato vari marchi famosi, come Kenner, Parker Brothers e Milton Bradley. Produce Monopoli, G.I. Joe, Furby, Transformers, Nerf, My Little Pony, Twister e il franchise dei Power Rangers.

Ora ha rilevato anche la società che produce il famoso cartone animato Peppa Pig. Il che non è una novità, visto che Hasbro ha anche generato programmi TV per promuovere i suoi prodotti. Si pensi a Family Game Night sulla rete Discovery Family.

La sede principale si trova a Pawtucket, nel Rhode Island. Come molte multinazionali, però, buona parte dei suoi prodotti sono fatti in fabbriche dell’Asia orientale.

Hasbro storia

Hasbro è stata fondata da 3 fratelli ebrei polacchi: Herman, Hillel e Henry Hassenfeld. I quali inizialmente fondarono la Hassenfeld Brothers a Providence, nel Rhode Island nel 1923. occupandosi di tessili.

Nei vent’anni che seguirono, l’azienda si espanse per produrre astucci e materiale scolastico. Nel 1926 fu incorporata la Hassenfeld Brothers; Hillel partì per un’altra impresa tessile mentre Henry si occupava della società. Iniziarono a fabbricare le proprie matite quando anche il loro fornitore di matite iniziò a produrre astucci per matite.

Hassenfeld Brothers produsse la modellazione di argilla e poi i kit per medici e infermieri come primi giocattoli, e divenne principalmente una compagnia di giocattoli nel 1942. Hillel morì nel 1943 e Henry Hassenfeld divenne CEO, mentre suo figlio Merrill divenne presidente.

La compagnia iniziò ad utilizzare la plastica durante la seconda guerra mondiale. Il primo successo di Hassenfeld Brothers fu Mr. Potato Head, che la compagnia acquistò da George Lerner nel 1952. Il giocattolo ebbe un successo strepitoso.

Nel 1954 la compagnia divenne una delle principali licenze Disney. Nel 1960, Henry morì e Merrill rilevò la società madre, e suo fratello maggiore Harold gestì l’attività di fabbricazione di matite di Empire Pencil. Hassenfeld Brothers si espanse in Canada con Hassenfeld Brothers (Canada) Ltd. nel 1961.

La società fu contattata nel 1963 per autorizzare un giocattolo basato su The Lieutenant, che rifiutò perché non voleva essere legato a una serie televisiva di breve durata. Invece, Hassenfeld Brothers ha prodotto il G.I. Giocattolo di Joe nel 1964 che definirono “action figure” per commercializzarlo a ragazzi che non volevano giocare con le bambole. Nel 1964 e 1965, G.I. Joe rappresentava i due terzi delle vendite di Hassenfeld.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY