Pensioni, contributivo donna verso proroga: ultimi aggiornamenti

Pensioni, forse ci siamo per il contributivo donna che dovrebbe essere ratificato e si tratterà di una novità per le pensioni nel nuovo testo unico. L’ufficializzazione del contributivo donna dovrebbe comunque arrivare il prossimo venerdì 14 ottobre, stesso giorno in cui il Premier Matteo Renzi e il Ministro dell’economia Padoan presenteranno ai rami del Parlamento l’aggiornamento dello strumento programmatico al Parlamento e al resto del Paese. Mentre 5 giorni successivi dovrebbe approdare in Parlamento anche il testo unico, il cui procedimento si concluderà a fine anno, il 31 dicembre quando sarà approvato definitivamente. Ma torniamo sulle ultime notizie riguardanti le pensioni delle donne e la possibilità di inserimento di un sistema contributivo.

Pensioni, contributivo donna verso la svolta

Nell’ambito della riforma delle pensioni, bisognerà decidere anche sul contributivo donna e sulla possibilità di un suo rinvio al 2018, a seconda delle risorse in avanzo dal budget di 2,5 miliardi di euro stanziato nel 2015 mediante la proroga dello stesso meccanismo di prepensionamento per le donne per tutto quest’anno. Bisognerà poi stabilire se il contributivo donna per le pensioni riguarderà solo quelle nate nell’ultimo trimestre del 1957 e del 1958, o anche per quante ne avranno i requisiti richiesti entro il 31 dicembre del prossimo anno.

Pensioni, come funziona il contributivo donna

pensioniRicordiamo che il contributivo donna consente di andare in pensione prima, a 57 anni e 3 mesi di età per le statali, a 58 anni e 3 mesi per private e autonome. Purché abbiamo un minimo di trentacinque anni di versamenti. A ciò occorre poi sommare la cosiddetta finestra di 12 mesi per le prime e di 18 per le seconde. L’assegno per le pensioni sarà erogato nei dodici mesi successivi alla maturazione dei requisiti richiesti per le dipendenti e diciotto mesi per le autonome. Per quante decideranno di andare in pensione anticipatamente, avranno una pensione ridotta, proprio perché le pensioni sono totalmente calcolate mediante il sistema contributivo, il quale riduce le pensioni di un terzo rispetto al sistema retributivo.

Pensioni, perché contributivo donna si rende necessario

Questo sistema sembra proprio essere l’unici possibile giacché, proprio per il suo meccanismo basato sui versamenti effettivi del beneficiario, è l’unico che consente di rientrare nel budget disponibile. Le risorse stanziate per il contributivo fino al 31 dicembre dello scorso anno, riguardavano 160 milioni di euro per quest’anno con 22.900 donne stimate; 405 milioni per il prossimo anno e 32.100 beneficiarie; 702 milioni per il 2018 e 33.600 donne stimate. Le ultime stime, invece, riferiscono che le beneficiarie del contributivo donna sono diecimila, cifra inferiore a quanto previsto. Ciò implica che anche per i prossimi due anni le beneficiarie saranno meno rispetto a quanto previsto. Il che, ne consegue, comporterà anche risparmi maggiori.