Pensioni: “Bozza Boeri” cambia tutto

Torniamo a parlare della riforma sulle pensioni. Il presidente dell’Inps ha presentato nei giorni scorsi i capisaldi che potrebbero portare ad una riforma del sistema previdenziale. Non a caso, la sua proposta, è stata già ribattezzata “Bozza Boeri”. Vediamo insieme in cosa consiste.

Il primo punto riguarda l’introduzione di un reddito minimo garantito. Di fatto, gli utenti che hanno più di 55 anni fanno fatica, in caso di imprevisti lavorativi, a trovare un nuovo impiego. Secondo le ultime statistiche, solo un disoccupato su 10 riesce a trovare un posto, mentre il restante finisce al di sotto del livello di povertà (che, ricordiamo, negli ultimi 6 anni si è triplicato).

L’obiettivo di Boeri, quindi, è di fornire una forma di assistenza, e di previdenza, alle persone che non possano godere di altri redditi, e che ovviamente non possano garantirsi una somma economica sufficiente al fine di evitare la soglia di povertà.

Ovviamente, Boeri punta alla semplificazione burocratica. Per questo motivo ha proposto di unificare la pensione tra regimi diversi, inclusa la gestione separata. I benefici, seguendo questo schema, sarebbero due: innanzitutto, si riuscirebbe a rimediare alle forme di iniquità che hanno colpito alcune categorie di lavoratori. In secondo luogo, si promuoverebbe una maggior efficienza nell’utilizzo del capitale umano.

Boeri punta il dito anche sui forti squilibri causati dai trattamenti previdenziali dati alle diverse categorie di pensionati. Questi squilibri pesano fortemente sui livelli contributivi.

Il presidente dell’Inps, poi, ha evidenziato come sia necessaria una maggiore elasticità: secondo Boeri, il montante cumulato nel corso della vita lavorativa potrebbe essere spalmata in modo diverso, ovvero in più pagamenti mensili. In questo modo i contribuenti che vanno in pensione prima dovrebbero spalmare la loro cifra su molte pià mensilità, senza incidere sugli altri.

Boeri, su questo punto, ha parlato di “flessibilità sostenibile”, proprio perchè non grava sulle generazioni future. In sostanza, infatti, chi negli ultimi anni di vita professionale ha intenzione di dedicare meno tempo al lavoro sarà libero di farlo, senza contraccolpi pesanti a livello previdenziale.

L’ultimo punto di Boeri potrebbe far molto discutere: il presidente dell’Inps, infatti, ha proposto di dare la possibilità ai pensionati di contribuire al finanziamento della previdenza. Questo potrebbe essere seguito solo da chi non si è del tutto ritirato dalla vita lavorativa.

Si parla, quindi, si versare e farsi versare nello stesso momento i contributi che, successivamente, diventeranno un supplemento alla pensione.

In definitiva, i 5 punti proposti da Boeri potrebbero rivoluzionare la pensione per come la intendiamo oggi. Non resta che aspettare gli sviluppi, e vedere se questo nuovo nodo possa essere sciolto. In modo definitivo.