Pensione integrativa, un sogno realizzabile: ecco un esempio concreto!

A seguito delle varie riforme pensionistiche che si sono succedute nel corso degli anni si è passati da un sistema contributivo ad un sistema retributivo. E’ importante sottolineare questo aspetto: chi andava in pensione con il vecchio sistema otteneva laute pensioni anche nella misura dell’80/100% dell’ultima retribuzione (con passaggi di livello dell’ultima ora ed un incremento delle ore straordinarie lavorate per alzare lo stipendio). Oggi sopratutto per le nuove generazioni ciò non sarà piu possibile.

Si calcola che la scopertura per ragazzi che iniziano a lavorare oggi sarà anche del 55/60% in quanto la pensione non sarà piu la media della retribuzione degli ultimi anni come avveniva per il calcolo retributivo ma sarà la sommatoria dei contributi versati diviso un coefficiente che dipenderà delle tabelle demografiche (di mortalità) in vigore in quel momento (sistema contributivo).

Mi sembra evidente che a tendere abbiamo un grosso problema a cui bisogna porre rimedio per tempo.

Il primo consiglio è pertanto di aderire assolutamente ad un fondo pensione almeno apportando il TFR. Il secondo consiglio è di costruirsi una pensione integrativa. Per raggiungere tale scopo gli strumenti possono essere molteplici ma oggi vi spiegherò un metodo molto efficace e pluricollaudato: il PAC su fondo azionario (piano di accumulo capitale).

Ebbene, molti non fanno nulla per una serie di motivi che vengono molto bene esposti in questo articolo che ho selezionato per voi su Morningstar.it.

Le motivazioni esposte nell’articolo di Morningstar che fungono da inibitore ad una sana pianificazione previdenziale possono essere facilmente superate con il metodo del PAC: lo stesso permette di accumulare una ricchezza accantonando piccole cifre mensili per un arco temporale molto lungo. Arrivati in prossimità della pensione sarà possibile convertire il montante maturato su una polizza a rendita vitalizia immediata e beneficiare di un integrazione pensionistica: questo argomento lo avevo già trattato in questo post.

Versando ad esempio € 200 al mese per 35 anni su un Pac avrei versato in totale una cifra pari a € 84.000. Se per ipotesi questa cifra fosse diventata pari ad € 150.000 per effetto di una capitalizzazione periodica convertendola in una rendita vitalizia immediata otterrei € 650 al mese rivalutabili per sempre finchè campo (supponendo che la persona sia un uomo di 65 anni e che scelga l’Opzione “restituzione del Montante residuo in caso di decesso agli eredi”, l’aliquota in base alle Tabelle attuali sarebbe 0,05191 .Tale cifra andrebbe a cumularsi con la pensione statale e con l’integrazione del Fondo pensione da TFR assicurandomi una vecchiaia almeno decorosa.

Lo scopo dello strumento Pac azionario è quello di investire a leva i propri risparmi in modo da cercare di ottenere il massimo rendimento prima di convertire il tutto in una Rendita pensionistica. Il rendimento sarà determinato dalla media matematica dei vari innumerevoli acquisti effettuati a prezzi diversi i quali avranno avuto forti oscillazioni negative e positive.Tale strumento diviene particolarmente efficace nei momenti negativi in quanto permette di acquistare con la stessa cifra moltissime quote a sconto.

La parte critica di tutto questo discorso è che i soldi del Pac azionario servono per un investimento a lungo termine e con una precisa esigenza ma se per qualsiasi motivo devo rientrare dei soldi in un momento negativo posso incorrere in perdite rilevanti. Bisogna destinare a questo investimento i soldi che si considerano già per la pensione ed intoccabili(d’altra parte non possiamo prelevare i contributi versati all’Inps o mi sbaglio? E quindi qui concettualmente dovrebbe essere lo stesso!).

Il caso reale analizzato merita un appunto finale: se io per ipotesi avessi acquistato in unica soluzione € 10.000 del fondo Italian Trend il 12/08/08 avrei acquistato ad un prezzo di € 4,01. Oggi tale quota è pari a € 3,67 e pertanto dopo 7 anni subirei ancora un aperdita del 7,5%. Con Lo strumento PAC acquistando a rate mensili ad un certo punto nel giugno 2012 con le quote che valevano € 2,05, compravo il 100% in piu delle quote rispetto all’inizio del piano,nel 2008, che ricordo valevano € 4,01.Il rendimento di questo giochino è stato del 42% pari al 5,4% annuo senza nessun impegno,quasi automaticamente.Oggi potrei chiuderlo, capitalizzare il risultato e ricominciarne uno nuovo e così via sino alla pensione.