Pensione autonomi 2019: le novità

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Quali sono le novità riguardo la pensione autonomi 2019? Anche con l’arrivo dell’anno nuovo, non mancano quesiti e dubbi riguardo le pensioni. Sia su quelle destinate ai dipendenti, sia su quelle destinate ai lavoratori autonomi. In questa sede, ci occupiamo delle novità relative a quest’ultimi.

Per quanto concerne la pensione dei lavoratori autonomi, sono tre le novità da segnalare:

  • ritorno dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale
  • saldo stralcio dei contributi
  • proroga Opzione Donna

Naturalmente, per le pensione autonomi valgono anche altri aspetti, come Quota 100 e il blocco dell’età pensionabile per la pensione anticipata. Ma le regole sono le stesse vigenti per i pensionati dipendenti.

Qui ci occuperemo, appunto, delle tre principali novità che riguarderanno la pensione autonomi prima elencate.

Pensione autonomi novità: ritorno dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività

La Legge di Bilancio 2019 ha confermato l’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. Si tratta di un contributo che permette al commerciante di smettere di lavorare e chiudere l’attività prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia. Percepirà per ciò una rendita pari al trattamento minimo di pensione (513,01€ nel 2019) per il lasso di tempo che manca per andare in pensione.

Al fine di ottenere questa rendita occorre che l’interessato chiuda definitivamente la propria attività, rottamando pertanto la licenza. In passato, ciò è sempre stato prorogato di anno in anno, fino al 31 dicembre 2016. Dopodiché non c’è stata una conferma, con conseguenti 2 anni di stallo. Fino a che la manovra finanziaria 2017 ha provveduto a confermarla. Senza prevedere tra l’altro una data di scadenza.

In virtù di ciò, l’indennizzo si potrà richiedere dal 1° gennaio 2019 fino a data da destinarsi. Potranno accedere a questa misura:

  • esercenti, nelle vesti sia di titolari che di collaboratori, di attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante
  • gestori di bar o ristoranti, agenti e rappresentanti di commercio.

I destinatari devono avere un’età anagrafica pari almeno a 62 anni se uomini, 57 anni se donne. Inoltre, quando cessa l’attività devono risultare iscritti almeno da 5 anni nella gestione degli esercenti attività commerciali dell’Inps.

Il finanziamento di questa attività avviene mediante un’aliquota contributiva dello 0,09% dovuta dagli iscritti alla gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.

Pensione autonomi novità, saldo e stralcio dei contributi

Ai lavoratori autonomi, nonché ai liberi professionisti, sarà consentito di versare i contributi previdenziali omessi negli anni in misura ridotta. Ma solo nel caso in cui versino in una condizione di difficoltà economica.

Per quest’ultima si intendono le persone fisiche che hanno un valore ISEE non superiore ai 20 mila euro. In alternativa, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione – da presentare per il 30 aprile 2019 – risulta essere già presentata la procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento.

Quali sono i vantaggi di questa misura? Che il debitore beneficia di un abbattimento delle sanzioni e degli interessi di mora.

In questo provvedimento rientrano i debiti riferiti a incarichi affidati all’Agente di Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti dai contributi previdenziali dovuti all’Inps o alle casse professionali. In base alla situazione economica dell’interessato, quest’ultimo può saldare il tutto in misura ridotta:

  • ISEE fino a 8.500€: 16% delle somme dovute (compresi interessi di ritardata iscrizione);
  • ISEE compreso tra 8.500,01€ e 12.500€: 20% delle somme dovute;
  • ISEE compreso tra 12.500,01€ e 20.000€: 35% delle somme dovute.
  • apertura della procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento: 10% delle somme dovute

La domanda per il mancato versamento dei contributi previdenziali va presentata entro il 30 aprile 2019. L’importo dovuto, invece, può essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019. O in rate così distribuite:

  • 35% entro il 30 novembre 2019
  • 20% entro il 31 marzo 2020
  • 15% entro il 31 luglio 2020
  • 15% entro marzo 2021
  • 15% entro il 31 luglio 2021

Pensione autonomi novità, la proroga dell’opzione donna

Cos’è l’Opzione donna? La misura che consente alle lavoratrici – sia dipendenti che autonome – di anticipare la pensione una volta maturati 35 anni di contributi. I quali però devono essere effettivi, non tenendo conto dei contributi cosiddetti figurativi.

Cosa sono? Nel nostro Paese, nell’ambito della previdenza di primo pilastro, consistono nel riepilogo dei contributi versati, contributo soggettivo, contributo integrativo per gli iscritti alle casse dei liberi professionisti e i contributi previdenziali in genere versati individualmente o dal datore di lavoro per gli iscritti all’INPS o da quelli accreditati gratuitamente in specifiche situazioni

Tuttavia, esistono regole differenti per le lavoratrici autonome. Devono aver compiuto almeno 59 anni di età per poter anticipare la pensione. Ancora, dalla maturazione dei suddetti requisiti al conseguimento del trattamento previdenziale devono essere trascorsi 18 mesi della cosiddetta finestra mobile.

Con quest’ultima si intende un periodo di slittamento variabile che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi utili per il diritto a pensione e la decorrenza effettiva del rateo previdenziale. E’ un escamotage introdotto dal legislatore, nelle forme di previdenza pubbliche obbligatorie per contenere la spesa pensionistica in quanto, come si intuisce, il pagamento della prestazione viene rimandato ad un momento successivo a quello nel quale sono maturati i requisiti per il conseguimento della pensione.

Riepilogando, nel concreto, una donna lavoratrice autonoma che ricorre ad Opzione Donna andrà in pensione all’età di 60 anni e mezzo.

Infine, la Opzione Donna prevede che la lavoratrice – sia autonoma che subordinata – accetti il ricalcolo contributivo della pensione, con una penalizzazione quindi sull’assegno previdenziale.

Naturalmente, invitiamo sempre a tenervi aggiornati sulle pensioni. In quanto sono un istituto giuridico soggetto a continui cambiamenti, anche all’interno dello stesso anno. Il tutto, al fine di far quadrare i conti e fare in modo che la situazione finanziaria dell’Inps non collassi. Essendo già ad un passo dal baratro.

Non pochi sono gli scontri che stanno avvenendo tra il Presidente Inps in carica, Tito Boeri, e il Ministro degli interni Matteo Salvini e il Ministro delle politiche sociali e del lavoro Luigi Di Maio.

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