Pensione anticipata: come si calcola e novità

Trattasi di quella pensione che può essere conseguita a prescindere dall'età anagrafica

La Pensione Anticipata è il trattamento pensionistico che dal 2012 ha sostituito la pensione di anzianità. Viene erogata dall’AGO, dalla gestione separata e dai fondi sostitutivi ed esclusivi. Tale pensione, come si intuisce anche dal nome, diventa un diritto del lavoratore al solo raggiungimento  del requisito contributivo, a prescindere dalla sua età anagrafica. Con la pensione anticipata, viene soppresso il il requisito dell’età minima previsto dalla legge 243/2004 e prevede anche un sistema di disincentivazione che poggia su questo meccanismo: riduzione del rateo in rapporto a quanto manca per il raggiungimento dell’età minima di 62 anni, come previsto dalla legge 201/2011. Il tutto, per rendere più conveniente al contribuente di continuare a lavorare, senza gravare anzitempo sul sistema pensionistico.

pensione anticipata
Le pensioni sono costantmente oggetto di verifica e modifiche

Pensione anticipata: come funziona il sistema contributivo

Dal primo gennaio 2012 i lavoratori dipendenti pubblici, privati e autonomi, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, ovvero, già inseriti nel sistema cosiddetto retributivo (cioè basato sull’età) o misto (ossia mix del retributivo e contributivo) dal trentuno Dicembre 2011 possono beneficiare della pensione anticipata, indipendentemente dalla propria età anagrafica. Per poter beneficiare di ciò, devono aver raggiunto un’anzianità contributiva di quarantadue anni ed un mese per gli uomini, mentre per le donne di quarantuno anni. Il requisito si aumenta di un mese nel 2013 e di un ulteriore mese nell’anno successivo. Ancora, tale requisito è sottoposto agli adeguamenti alla speranza di vita, come previsto dalla legge 122/2010. Così, dal primo gennaio di quest’anno i requisiti passano a quarantadue anni e dieci mesi per i maschi e quarantun’anni e dieci mesi per le femmine.

Alla luce di ciò, si fa riferimento alla contribuzione versata a qualsiasi titolo all’assicurato, pur restando in vigore il requisito minimo di trentacinque anni di versamento di contributi per il diritto alla pensione di anzianità come previsto dalla norma precedente. Dunque, ricapitolando, per ottenere la pensione anticipata occorre aver maturato almeno trentacinque anni di contributi, non considerando i periodi cosiddetti figurativi che derivano dalla disoccupazione dell’indennizzo e le pensioni da malattia.

Pensione anticipata: le penalizzazioni

Come detto in precedenza, chi vuole usufruire del pensionamento anticipato prima dei sessantadue anni, va però in contro a una penalità sulle anzianità retributive maturate in questo periodo: dal 1995 fino all’anno 2011. In quanto consiste il taglio? Al due percento per ogni anno di anticipo prima dei sessant’anni e dell’1% per quelli prima dei sessantadue. Facciamo un esempio: un lavoratore che va in pensione a cinquantanove anni subisce un taglio del quattro percento sulle anzianità retributive maturate entro il 2011. La riduzione viene prevista sulla porzione di trattamento pensionistico che si calcola in base al sistema retributivo. Quindi, alla luce di ciò, per quanti hanno un’anzianità contributiva pari a diciotto anni al 31 dicembre 1995, la riduzione viene applicata sulla quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive che il lavoratore ha maturato fino al trentuno dicembre 2011. Invece, per quanti hanno un’anzianità contributiva inferiore a diciotto anni al 31 dicembre 1995, con pensione liquidata mediante il sistema misto, si beneficerà di una riduzione che si applica su quella parte di pensione che corrisponde alle anzianità cosiddette contributive che sono maturate fino al trentuno dicembre 1995.

La norma prevede altresì che qualora, al momento del pensionamento, l’età non sia interamente espressa in anni, la riduzione verrà calcolata sui mesi d’età, più gli anni espressi per intero. Quanto ai disincentivi, più volte si è intervenuti con proposte fino a che il legislatore non ha agito con la cancellazione della penalità sino al 31 Dicembre 2017. Pertanto, essa non vale per le pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015 e, per i soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente a tale ultima data. Cosa vuol dire ciò? Che sulle pensioni liquidate dal primo Gennaio 2015 non viene piu’ applicata la decurtazione dell’assegno anche se il titolare non avrà compiuto i 62 anni di età. Mentre la riduzione sarà applicata dal primo Gennaio 2018 salvo nuove disposizioni da parte del Parlamento.

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Anziani in pensione

Pensione anticipata: entriamo nello specifico della contribuzione

Per quanti hanno versato il primo contributo pensionistico dopo il trentuno dicembre 1995 possono godere della pensione anticipata, come detto, sempre indifferentemente dalla loro età. Ancora, rispetto a quanti sono inseriti nel sistema retributivo o misto al 31 Dicembre 2011, per loro non fa testo il sistema di disincentivazione visto prima per chi vuole andare in pensione prima dei sessantadue anni. Ancora, per il perfezionamento dei requisiti si tiene conto della contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore del lavoratore. Pur aggiungendo che, ai fini del computo, non fa testo quella che deriva dalla prosecuzione volontaria, mentre la contribuzione per lavoro precedenti al raggiungimento della maggiore età, che invece è moltiplicata per 1,5.

La pensione anticipata può essere raggiunta anche a sessantatre anni, a condizione che siano stati versati contributi effettivi di almeno vent’anni, e che l’ammontare della prima rata percepita della pensione non sia superiore all’importo previsto per l’assegno sociale di 2,8 volte. Tale soglia che fuoriesce dal calcolo è per il 2016 stabilita in 1.255 euro. Per i vent’anni di contribuzione si calcolano solo la contribuzione obbligatoria, volontaria, da riscatto), escludendo le altre accreditate a qualsiasi titolo. La pensione anticipata a 63 anni viene sottoposta nel tempo agli adeguamenti alla speranza di vita. Infatti, nel 2019 giungerà gradualmente a 64 anni.

Pensione anticipata: come funziona la decorrenza

In ultimo, occorre specificare anche il fatto che tutte le prestazioni pensionistiche fin qui enunciate decorrono immediatamente, senza pertanto attendere lo slittamento applicato previsto nella vecchia normativa. Infatti, a quanti a decorrere dal primo gennaio 2012, maturano i requisiti sia per accedere alla pensione di vecchiaia che anticipata, non viene applicata la decorrenza prevista dalla legge n. 122 del 2010. Definite in gergo finestre mobili. Vale anche la pena ricordare che per percepire la pensione è fondamentale cessare la prestazione come lavoratore dipendente. Mentre non è richiesta quella nelle vesti di lavoratore autonomo. Infatti, non mancano casi di persone che dopo la pensione continuano a lavorare come lavoratori autonomi con tanto di partita iva o contratti a prestazione occasionale. Del resto, parliamo di persone appena sessantenni il più delle volte in ottima forma. Ma su ciò non mancano anche dibattiti, soprattutto fomentati da quanti criticano questa scelta di questi pensionati, giacché toglierebbe lavoro a chi invece non svolge alcuna attività lavorativa. Ma su questa argomentazione sarebbe più giusto parlarne in un articolo a parte. Link utili: Pensione anticipata, portale INPS