Pensionati italiani all’estero: quanto ci costano e le mete preferite

pensionati estero
Due felici pensionati italiani all'estero

Sono sempre di più i pensionati italiani che stanno scappando all’estero per godersi al meglio la propria pensione. Vuoi per il costo della vita locale, vuoi per le minori tasse, vuoi per una migliore qualità della vita in generale.

La pressione fiscale in Italia supera ormai il 50% del reddito, mentre i casi di cronaca ci raccontano quasi quotidianamente di anziani derubati in casa con l’aggiunta di percosse e violenze. Anzi, alcuni non ce l’hanno fatta. Poi c’è una questione prettamente affettiva. Sono tanti i pensionati italiani che vivono da soli, o al massimo in coppia. Abbandonati dai propri figli. E, anche per questo, prede prelibate dei malfattori. Magari diversi tra loro preferiscono andare lontano e quanto meno non subire altre vessazioni.

Pensioni erogate all’estero che non vanno giù al presidente dell’Inps Tito Boeri, il quale in questi giorni si è schierato contro tali prestazioni erogate all’estero, soprattutto per due motivi. In primis, il Presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ritiene che l’Italia tramite queste prestazioni va a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi. Inoltre, lo fa senza poi avere un ritorno in termini di consumi. Proprio perché tali pensionati spendono poi quanto guadagnano dall’Italia in loco.

L’analisi di Boeri arriva in occasione dell’audizione tenutasi dinanzi al Comitato permanente sugli italiani nel mondo, che si svolge annualmente in Commissione Esteri alla Camera dei deputati. Ma vediamo meglio quali sono i dati additati dal Presidente Inps e quali sono le mete preferite dai pensionati italiani all’estero.

Pensioni erogate all’estero: i dati in crescita

Le parole di Boeri arrivano in concomitanza con quelli relativi alle quattordicesime erogate all’estero, cresciute quest’anno del 131%. La legge di Bilancio di quest’anno ha aumentato il reddito minimo previsto beneficiare della quattordicesima, allargando così il numero dei beneficiari. Aumentandone altresì l’importo.

In totale, quest’anno sono state pagate in favore dei pensionati italiani aventi diritto un totale di 35,6 milioni di quattordicesima, aumentando così di circa 20 milioni i pagamenti non contributivi pagati in favore dei pensionati italiani residenti nei Paesi esteri. Un incremento, come detto, pari al 131 per cento rispetto al 2016. Anno in cui le pensioni erogate sono state 15,4 milioni appannaggio di 46 mila beneficiari.

Le aree geografiche del Mondo che hanno ricevuto di più la quattordicesima

Per quanto riguarda le aree del Mondo nelle quali i pensionati italiani all’estero hanno ricevuto la quattordicesima, al primo posto troviamo l’Europa, con il 39,6%. Al secondo troviamo l’America latina con il 36,1% e terzi gli Stati Uniti con il 12,6%. Per quanto riguarda i singoli Stati, le pensioni erogate a pensionati residenti all’estero si concentrano principalmente in Argentina con il 27,5%. Seconda l’Australia con il quasi 15%. Terze Francia, Canada e Usa con il 9%. Boeri sottolinea come si tratti quasi sempre di Paesi in cui esistono redditi minimi garantiti, il ammontare è stabilito in modo che, percependo dei benefici, si superino le soglie di povertà prestabilite per potervi rientrare.

Pertanto, conclude il Presidente dell’Inps, lo Stato italiano mediante l’erogazione di quattordicesime in favore dei pensionati residenti in questi Stati, fa sì che si riducano anche gli oneri assistenziali a loro carico. Proprio perché la soglia viene superata grazie alla quattordicesima italiana, scrollandosi il carico sociale di questi pensionati. Il tutto, come detto, non avendo poi un tornaconto in termini di consumi.

Ultima nota stonata riguarda il fatto che queste pensioni erogate abbiano anche periodi contributivi nel nostro Paese alquanto bassi. Un terzo di esse erogate quest’anno inferiore ai tre anni. Sette su dieci inferiore ai sei anni e più di otto su dieci inferiore ai dieci anni. Infine, riguardo lo scorso anno, su 160 Paesi le pensioni erogate dall’Inps sono state oltre 370 mila. Per un valore che ha raggiunto quasi un miliardo di euro.

Per Boeri pensioni pagate all’estero sono una vera e propria anomalia

Tito Boeri parla delle pensioni erogate a cittadini italiani residenti all’estero come vera e propria anomalia. Proprio perchè non c’è reciprocità. L’Italia va ad alleggerire il costo della spesa sociale di altri Stati, senza poi avere un ritorno in termini di consumi.

Sono soldi che lo Stato italiano perde in sostanza. Peraltro, il fenomeno è anche in aumento, come dimostrano i dati di quest’anno. Proprio perchè, come detto prima, è stata allargata la platea di quanti hanno usufruito della quattordicesima.

Dobbiamo aspettarci un intervento in futuro per mitigare tale anomalia? Probabilmente, le parole di Boeri sono anche giunte all’orecchio dei tanti pensionati che vivono beatamente all’estero. I quali, forse, cominceranno anche ad avere qualche preoccupazione.

Vivere da pensionati all’estero: come fare

Come fanno i pensionati italiani a scappare all’estero per vivere meglio? Innanzitutto, devono decidere quale sia il Paese che ritengono possa offrire loro una vita migliore. Sia dal punto di vista economico che qualitativo. Se non ci si vuole spostare troppo dal proprio Paese d’origine, come fatto da chi ad esempio sceglie le Americhe o l’Australia, si possono comunque scegliere mete vicine come Bulgaria, Portogallo (soprattutto la zona geografica di Algarve) o la Tunisia.

Per farsi seguire dal punto di vista burocratico, ci si può rivolgere ad un’agenzia specializzata come Nuova Vita, nata proprio con lo scopo di offrire una consulenza in favore dei pensionati vogliono di scappare a 360 gradi. Si pensi all’individuazione di una casa in affitto, al trasferimento della pensione all’estero o all’apertura di un conto corrente bancario nel Paese scelto. Inoltre, Nuova Vita offre agli indecisi anche dei viaggi che permettono di conoscere da vicino il Paese che si sta pensando come nuova meta. Così da toccare con mano e decidere se rimanere o meno. Magari, se si ha la disponibilità, si possono fare anche più viaggi. Del resto, si tratta di una scelta delicata. Magari anche un giro sul web per leggere le esperienze degli altri è cosa utilissima.

Come molto utile è sempre un passaggio anche proprio all’Inps, consultando la pagina apposita sul sito ufficiale dell’Istituto di Previdenza sociale o telefonando al call center al numero verde gratuito se si chiama da rete fissa: 803164. Se invece si chiama da cellulare occorre comporre lo 06164164.

Pensionati all’estero: quali sono le mete preferite

Ma quali sono le mete preferite dai pensionati italiani che scappano all’estero? Incidono vari fattori, tra cui i principali: la sicurezza, il clima, la qualità della vita, efficienza dei servizi, il costo della vita. Ecco alcuni degli Stati più scelti dai pensionati italiani “scappati” all’estero:

Le Canarie

Partiamo da una delle mete più ambite e scelte dai pensionati italiani in fuga all’estero: l’arcipelago delle Canarie. Soprattutto perchè, oltre all’ottimo clima, queste isole godono di un regime fiscale molto favorevole. Qui i residenti italiani totali (quindi anche i giovani che lavorano) sono circa 13.500, di cui quasi un terzo sono pensionati iscritti all’AIRE. Quali sono le ragioni che spingono gli italiani a scegliere le Canarie:

  1. Alla pensione non vengono sottratte le imposte a livello regionali, comunali e Irpef. Pertanto, la pensione risulta maggiorata rispetto a quanto sarebbe corrisposto in Italia del 15%;
  2. L’Iva (che lì si chiama IGIC) è solo al 7% (quindi un terzo di quanto si paga in Italia), e per i generi alimentari è ancora più bassa;
  3. L’aliquota più alta è del 13,5% e riguarda i beni di lusso;
  4. Per l’Iva e per altri fattori, la spesa eseguita in un supermercato costa da un quinto a un terzo in meno rispetto a quella fatta nel nostro Paese;
  5. Clima mite tutti i mesi dell’anno, pertanto, oltre alla piacevolezza del tutto, questo fattore comporta anche un azzeramento dei costi relativi a riscaldamento ed abbigliamento pesante. Non a caso, nelle isole Canarie non sono previsti gas ed elettricità, di fatto per l’erogazione di energia alla cittadinanza viene sfruttata l’energia eolica e quella dei pannelli fotovoltaici;
  6. Case meno costose: acquistare e vendere una casa è molto più agevole che in Italia, dato che i prezzi nell’ultimo decennio sono calati fino al 40%. Sebbene qualcuno cominci a lamentarsi di una maggiore speculazione immobiliare negli ultimi tempi. Forse anche dovuta ai tanti arrivi dall’estero;
  7. Vantaggi anche dal punto di vista sanitario: i farmaci costano mediamente la metà rispetto all’Italia. Altra notizia positiva per gli anziani, e sempre correlata al clima, non necessitano del vaccino antinfluenzale che in genere viene somministrato nel nostro Paese a novembre dalle ASL. In generale, il servizio sanitario è efficiente e costa meno di quello italiano. E’ valida l’Assicurazione Sanitaria Europea;
  8. Buone notizie anche dal fronte trasporti: anche la benzina costa molto meno (in media circa 1 euro, mentre qui in media tra i 40 e i 50 centesimi in più) e le autostrade, udite udite, sono gratis! Mentre in Italia i pedaggi aumentano quasi annualmente. Inutile dire poi che l’assicurazione auto è molto più economica e non occorrono assicurazioni aggiuntive per furto e rapina. Taxi molto più economici (in media 5 euro);
  9. Non esiste un Canone Tv, mentre le spese notarili costano un decimo rispetto al nostro Paese.

Questi gli aspetti più importanti della vita quotidiana. Ma vantaggi riguardano anche il tempo libero:

  • Il governo spagnolo prevede il 50% di agevolazione sui viaggi;
  • una cena con amici anche in posti rinomati costa in media cinque euro, escludendo le bevande (in Italia qualcosa di simile costa sui 50 euro);
  • Un concerto al famoso Auditorium “Alfredo Kraus” di Las Palmas costa tra i 5 e 10 euro (in Italia un evento simile non meno di 40);
  • Un corso di lingua straniera in scuole specializzate convenzionate costa all’anno solo 65 euro. Si frequentano solitamente due settimane al mese, e ai discenti vengono forniti proiettori e lavagne tattili.

Portogallo

Anche questo Paese è molto gettonato tra i pensionati italiani, ma anche europei e non solo. Qui infatti giungono molti pensionati anche da Inghilterra, Brasile e Francia. Per quanto concerne questi ultimi, addirittura se ne contano cinquemila nel solo 2015. Perché il Portogallo è così ambito? Oltre ad essere un paese meraviglioso e affascinante, ha pesare molto è ovviamente anche il regime fiscale previsto.

Nel 2009, all’interno del decreto legge 249/2009, è stato infatti approvato il Codice Fiscale dell’investimento, che ha introdotto una novità su tutte: la figura del “Residente non abituale” (in portoghese: “Nao residente Habitual”) con il quale il pensionato straniero può usufruire di un’esenzione d’imposta per 10 anni consecutivi al riconoscimento e alla detassazione della pensione.

Cosa bisogna fare per ottenere queste agevolazioni?

  • Non essere stato tassato come residente fiscale in Portogallo nei 5 anni precedenti la richiesta;
  • Possedere le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Portogallo. Per ottenere ciò, bisogna dimostrare di aver soggiornato nel territorio per più di 183 giorni, O, in alternativa, allegare una documentazione con un contratto d’affitto; il quale rappresenta una prova della volontà di usare l’immobile come residenza abituale.

Soddisfatti questi requisiti, occorrerà inviare una richiesta all’Agenzia delle Entrate portoghesi. Che poi a sua volta dopo sei mesi rilascerà, dopo una verifica dei requisiti, la tanto ambita qualifica di “Residente non abituale”. Da ciò si evince quanto la burocrazia non sia vessatoria. Il tutto, poi, vale la candela: i pensionati italiani che scelgono di vivere in Portogallo noteranno che la propria pensione “pesa” di più di almeno un terzo. Ma a parte ciò, ecco altri vantaggi rappresentati dalla fuga in Portogallo:

  • La vicinanza dall’Italia e il vantaggio dei voli low cost. Il che permette di raggiungere spesso familiari, magari in caso di occasioni speciali;
  • Clima mite e soleggiato per almeno 300 giorni l’anno. E ciò può risultare allettante specie per chi vive nelle regioni del Nord;
  • Costo della vita alquanto basso: inferiore al 25% rispetto al nostro Paese;
  • Questione affitti invece dipende: in centro possono arrivare fino a 800 euro a Lisbona (che effettivamente è la città portoghese più cara), poco meno invece nella capitale Porto. Tuttavia, in un comune più piccolo, ma che magari è molto caratteristico, anche più vivibile e con vista sull’oceano, usi può arrivare anche a 200 euro di fitto al mese;
  • Ottimo sistema sanitario e assicurazioni sanitarie meno onerose di quelle italiane.

Ungheria

L’Ungheria chiude le porte agli immigrati mediorientali, con tanto di filo spinato, dimenticando le emigrazioni di massa partite da questo Paese nel Dopoguerra. Ma non certo ai pensionati europei.

Gli italiani, così come per altri Paesi dell’Est, la stanno scegliendo sempre più negli ultimi cinque anni. Questo Paese, grazie anche alle politiche nazionaliste del discusso Premier Orban, sta registrando anche un’ottima crescita economica. Con un PIL del 2,9% e un incremento dei consumi nel 2015.

Quali sono i vantaggi offerti dall’Ungheria? Eccoli di seguito:

  • Costi del mercato immobiliare contenuti;
  • Costo della vita più basso. Anche se Budapest, per la sua vocazione turistica, costa un po’ di più. Ma c’è sempre la questione cambio favorevole;
  • Stipendi medi che oscillano tra i 340 e i mille euro lordi. Quindi una pensione anche minima (500-600 euro) può vivere dignitosamente.

Bulgaria

Altro Paese in continua crescita nelle scelte dei pensionati italiani. Diciamo che già con una pensione di 800 euro si vive bene, con una bella casa, l’auto e la possibilità di potersi permettere degli svagli.

I vantaggi della Bulgaria:

  • Clima meno mite dei primi Paesi visti, ma non proprio ostico. Diciamo simile a quello delle nostre regioni settentrionali.
  • Sistema sanitario discreto, dà diritto al medico di base gratuito e copre alcune spese mediche. Farmaci a pagamento, sebbene il loro prezzo sia più basso rispetto al nostro Paese. Sta crescendo anche il fenomeno degli italiani che vanno in questi Paesi per le cure odontoiatriche in Italia poco accessibili. Così come avviene in Romania, Croazia e Turchia.
  • Costo della vita molto basso, soprattutto per quanto concerne i beni alimentari. Ma anche il costo dell’elettricità, gli affitti, i trasporti e gli svaghi come ristoranti, parrucchieri ed estetiste. Questi ultimi arrivano a costare fino a sei volte in meno rispetto ai colleghi nostrani. Ecco perchè dicevamo che una pensione di 800 euro garantisce una vita più che dignitosa. Qui in Italia si starebbe costantemente con l’acqua alla gola.

Malta

Malta è la soluzione ideale per chi non vuole fare cambiamenti drastici alla propria vita. Un Paese molto vicino all’Italia e anche molto simile a lui climaticamente. Anzi, anche migliore, essendo in pieno Mediterraneo. Il costo della vita è contenuto, sebbene non ai livelli dei Paesi sopra descritti. Malta viene soprattutto scelta per il suo sistema bancario solido e la sua vita tranquilla. Buono anche il sistema sanitario, gratuito.

Tunisia

Sempre in tema di vicinanza, anche se rispetto a Malta già parliamo di un’altra cultura, troviamo questo Paese nordafricano. Sebbene, dopo l’attentato di qualche anno fa al Museo del Bardo della capitale Tunisi, con obiettivo proprio i nostri connazionali, è un po’ calato tra le mete preferite dagli italiani. Anche per il turismo. Comunque, qui si contano 3 mila italiani residenti, di cui 200 pensionati. Ma i numeri sono destinati ad aumentare. Quali sono i vantaggi presentati dalla Tunisia?

  • Clima esotico tutto l’anno, quindi per chi ama il mare è perfetto;
  • Regime fiscale agevolato, con tasse del 25% ma solo limitate al 20% del reddito;
  • Costo della vita basso: si pensi ad esempio che un fitto mensile per una casa di 100 mq in una città sul mare può anche costare sui 200 euro. Che qui invece si pagano per una casa più piccola della metà e pure in zone periferiche. Una spesa al supermercato viene sui 150 euro al mese (da noi si spendono in una settimana), i taxi prevedono una tariffa di un solo euro ogni 7 Km, e anche con una pensione sociale è possibile mangiare due volte fuori a settimana e farsi qualche viaggetto all’anno. In Italia forse riesci a mangiare…a casa.

Una nota stonata non di poco conto c’è: la Sanità. Non sempre gratuita ed eccellente, almeno quella pubblica. Si consiglia pertanto, per stare tranquilli, di scegliere città dotate di cliniche private con costi ragionevoli. Anche le condizioni igieniche, in alcuni luoghi, non sono impeccabili.

Australia

Per chi invece vuole dare un cambio radicale alla propria vita, arrivando fino all’altro capo del Mondo, allora l’Australia è il posto giusto. Non a caso a Melbourne risiede una delle più grandi comunità italiane del Paese. Qui le comunità si aggregano in club suddivisi per territorialità, al fine di non perdere le tradizioni delle proprie origini e promuoverle nel Paese. ottime infrastrutture, sistema sanitario eccellente e grande attenzione per educazione, stabilità e ambiente. Del resto, l’Australia fu già tra le mete più lontane dell’emigrazione di massa italiana di inizio ‘900.

Vantaggi dell’Australia:

  • Clima mite tutto l’anno. L’inverno dura meno di un mese e le temperature non scendono mai sotto i dieci gradi. E ciò porta risparmi anche sul riscaldamento;
  • Melbourne, la capitale, è ultramoderna ma al contempo a misura d’uomo. In tutto il Paese le persone molto socievoli e sempre disposte a spendere in compagnia il tempo libero;
  • La gente è molto rilassata, non importa a nessuno come ti vesti e sono sempre disponibili per un barbeque con due salsicce, una frostie (birra) e qualche buon amico.

Purtroppo però anche qui ci sono dei contro. La vita in Australia non è certo contenuta. Ad esempio, il pane costa tra i 3 e i 7 dollari al chilo, mentre un litro di latte tra i due ai sei dollari. L’autobus nelle città più importanti costa da 2 a 6 dollari a biglietto. Il treno anche qualcosa di più. Quindi, la scelta dell’Australia è più indicata per chi ha una pensione già più alta, almeno di 1400 euro. Vivrà però in una grande realtà, pulita ed organizzata. Altro svantaggio sono le pratiche burocratiche.

L’Australia da sempre si tutela molto dalle invasioni estere, stabilendo anche delle quote per nazionalità. Ottenere un Visto per viverci non è certo facile. Per questo, comunque, esistono delle agenzie che offrono assistenza.

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