Pd silura Visco: il motivo e cosa cambia in Bankitalia

non tutte le banche italiane hanno problemi

Perchè Pd ha votato mozione di sfiducia contro Visco? E cosa accade ora a Bankitalia? Domande lecite, molto in auge nel mondo politico, bancario e finanziario, alle quali tenteremo di dare una risposta in questo articolo. Ignazio Visco si apprestava a svolgere un secondo mandato nella prestigiosa carica di Governatore della Banca d’Italia.

Conosciuta anche come Bankitalia. Tuttavia, la sua corsa al bis ha trovato una brusca battuta d’arresto: il Pd ha presentato una mozione alla Camera dei deputati, che impegna il governo Gentiloni in carica ad individuare la figura più idonea a garantire – e forse è anche il caso di dire rinverdire – la fiducia dei cittadini nelle banche. Infatti, negli ultimi anni troppi sono stati gli scandali che hanno riguardato le banche di più livelli. Da una plurisecolare e di calibro nazionale come Monte dei Paschi di Siena a quelle di natura territoriale e regionale come le Banche popolari (su tutte il caso di Banca Etruria, che ha coinvolto anche il padre dell’ex ministro delle riforme ed ora premiata a Sottosegretario Maria Elena Boschi).

Un testo che non era di certo atteso dato che erano già pronte due mozioni di sfiducia per opera del Movimento cinque stelle e di Lega Nord, per non rinnovare l’incarico a Visco. Dunque, quella del Pd, voluta fortemente dal Premier in pectore Matteo Renzi, è stata in tutto e per tutto una contromossa. Sa bene quanto gli italiani temano per i propri risparmi e abbiano perso la fiducia nelle banche. E sa bene che tra pochi mesi ci sono le elezioni. Dunque, lasciare questo terreno a M5S e a Salvini sarebbe stato pericoloso. Sebbene, con la Legge elettorale approvata pochi giorni fa – denominata Rosatellum, dal nome del suo relatore Rosato – il Pd ha già la quasi certezza di tornarci al governo. Probabilmente in un esecutivo di larghe intese con il redivivo (per l’ennesima volta) Berlusconi.

Sommario

Cosa contiene mozione Pd contro Visco

Il testo della mozione Pd è stato anche riformulato rispetto alla prima versione come richiesto dal Governo. In esso si impegna proprio soprattutto quest’ultimo ad adottare ogni iniziativa atta a rinforzare l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario, con lo scopo di tutelare il risparmio e promuovere un maggiore clima di fiducia dei cittadini nei confronti del sistema creditizio. Per raggiungere tale scopo, il Governo si impegna pertanto a individuare una figura idonea per garantire nuova fiducia nell’Istituto, tenendo pure presente il mutato contesto e le nuove competenze da attribuire alla Banca d’Italia in anni più recenti. La mozione è stata votata con 213 Favorevoli, 97 Contrari e 99 Astenuti. Ad astenersi sono stati i deputati di Forza Italia e di Mdp (i fuoriusciti dal Pd). Contro hanno votato invece Sinistra Italiana, M5S e Fratelli d’Italia. Mentre le due mozioni succitate di Lega e M5S sono state respinte.

Nel mozione, che porta la firma di Silvia Fregolent, si afferma anche che «le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria». Tale intervento, prosegue il testo, ha così evitato «effetti drammatici sull’intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali». Quindi, la nota tende non solo a fare un autentico affondo contro Bankitalia e Visco, ma anche a sottolineare il fatto che il Governo ha dovuto utilizzare denaro pubblico per evitare che gli effetti fossero ancora più drammatici. Quindi si incolpa tra le righe Visco e company di aver fatto spendere denaro dei risparmiatori italiani per rimediare al loro poco zelo.

Perchè Pd sfiducia Visco

Il Pd di Renzi vuole dunque un nuovo corso per Banca d’Italia, chiedendo la testa di Ignazio Visco. Come detto nell’incipit, non solo per i vari scandali che hanno colpito la credibilità del sistema bancario italiano, ma anche perché le elezioni si avvicinano e il Pd ha voluto anticipare su questo tema Grillo e Salvini. Ma a volere questa mossa, più che il Pd, è stato Renzi. E lo conferma il fatto che lo stesso Governo in carica, nonché il Quirinale, sono rimasti sorpresi. E Gentiloni ha dovuto come detto pure rivedere il testo. Infatti, rispetto all’originale, è stato eliminato il passaggio nel quale si affermava che le crisi bancarie potevano essere limitate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie. Una chiara stoccata al massimo organo di controllo preposto proprio a ciò: la Banca d’Italia Renzi, in tour in treno nelle zone terremotate ha parlato tramite il suo fedele portavoce Matteo Richetti. Il quale ha detto alla stampa che il Partito democratico non vuole entrare nel merito di una decisione che spetta al governo e al presidente del Consiglio, ma, al contempo, non si può sottrarre da un giudizio. E la mozione traccia proprio questa necessità di segnare una nuova fase.

L’ex Premier (e il probabile futuro) Matteo Renzi afferma comunque che il Pd non entrerà a gamba tesa sulla nomina del successore di Ignazio Visco. Il che però suona molto simile a quel “Enrico stai sereno” che rivolse con tanto di hashtag all’allora Premier in carica Enrico Letta. Poi sappiamo tutti come è andata. Ha poi detto che non c’è nessuno scontro tra il Pd è il governo perché il Pd ha cambiato una mozione in logica di collaborazione. Poi con franchezza dice che di certo non sarà il Pd a dire che in questi anni nel settore banche non è successo niente, visto che è mancata in maniera evidente una vigilanza efficace. Dunque, c’è la necessità di scrivere una pagina nuova e di far rispondere a qualcuno della mancanza di vigilanza non al Pd, ma ai risparmiatori italiani stessi.

Matteo Renzi ci tiene a sottolineare come il Pd e lui stesso non abbiano niente da nascondere sul tema della banche. A loro è toccato intervenire per rimediare ai disastri che hanno fatto altri. Specifica che non tocca al suo partito fare il nome del prossimo governatore della Banca d’Italia, perché lo decideranno le autorità preposte. Tuttavia, è consapevole che sia mancata una vigilanza efficace, concetto rafforzato da quanto detto dal procuratore Greco nella succitata Commissione di inchiesta bicamerale. Trovandosi nelle Marche per il suo tour elettorale che in questi giorni sta toccando le aree colpite dal terremoto, ha colto la palla al balzo per sottolineare come anche in quella regione ne sappiano qualcosa, con dei manager che di certo hanno preso dei soldi e non hanno lavorato con la professionalità che gli competeva. Ci sono risparmiatori che hanno perso i propri soldi.

Infine, Matteo Renzi non avrebbe nessun contatto con il Quirinale nelle ore calde della mozione. Ai suoi aveva invece raccontato di aver sentito il presidente del Consiglio in carica Paolo Gentiloni, che gli chiedeva di ammorbidire la mozione parlamentare contro Ignazio Visco inizialmente più dura. Richiesta accolta dal segretario Pd. Ma sempre ai suoi Renzi aveva detto di non avere alternative, perché non potendo votare la mozione Cinquestelle per motivi politici, il Pd non poteva neanche limitarsi a votare contro. Altrimenti la vulgata che sarebbe passata sarebbe stata: il Pd blinda Visco.

Critiche Pd a mozione Visco

Non tutti nel Pd sono d’accordo però col siluro lanciato da Renzi contro Visco a mo’ di Kim Jun-Uang contro il Giappone. A partire, un po’ a sorpresa, da Walter Veltroni, primo segretario nella storia del Partito democratico, nonché co-fondatore e tra i pochi presenti alla festa del decimo anniversario dalla nascita del Pd tra i fondatori del partito. Veltroni, che in questi anni ha tenuto sempre un piede dentro e uno fuori al partito, dedicandosi alla sua seconda passione – il cinema, non ha caso ha voluto la nascita dell’inutile Festival del Cinema di Roma, mentre Cinecittà cadeva e cade a pezzi – ha così bollato la mozione Pd voluta da Renzi contro Visco: «Incomprensibile ed ingiustificabile». Motivo? Per l’ex Sindaco di Roma da sempre la Banca d’Italia è un patrimonio di indipendenza e di autonomia per tutta l’Italia. Per questo gli sembra incomprensibile e ingiustificabile la mozione parlamentare del Pd. Tuttavia, occorre ricordare a Veltroni che, come vedremo, il Governatore di Bankitalia è nominato dall’esecutivo in carica. E che da ormai troppo tempo, e non solo negli ultimi anni, le banche italiane compiono scalate poco trasparenti ed operazioni fittizie unilaterali contro i risparmiatori.

Non si è fatto attendere neanche il giudizio di un altro massimo esponente del Pd con un piede dentro ed uno fuori. Ma in questo caso più per ragioni anagrafiche. Vale a dire il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, interpellato in Senato sulla mozione presentata dal Pd alla Camera. Ha detto di occuparsi di altre cose e che non deve occuparsi di troppe cose che ogni giorno capitano e che sono deplorevoli. La cosa che si nota è che da quando Napolitano non è più Presidente della Repubblica effettivo e dopo anni trascorsi all’ombra dei vertici di Pci, Pds e Pd, ha sicuramente sciolto la lingua, dicendo finalmente cosa pensa. Più democratico il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha detto di non voler commentare per “amor di Patria”. Lasciando così intendere chiaramente di non essere d’accordo con questa scelta.

Critico in maniera evidente invece il presidente dei senatori Dem, Luigi Zanda. Parlando di necessità di agire con la massima prudenza, specie quando si ha a che fare con questioni che hanno a che fare con il risparmio dei cittadini e con la stabilità del sistema bancario. Chiudendo dicendo che mozioni del genere meno se ne fanno e meglio è. A buon intenditor…

Non si è espresso in merito invece il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, presente proprio con Ignazio Visco in una manifestazione commemorativa in ricordo di Federico Caffè. I due si sono stretti la mano per salutarsi. Solo un accenno di Padoan alla recente riunione del Fmi cui hanno partecipato insieme. Ma null’altro. Visco invece non si è fermato a parlare con la stampa, dato anche il momento delicato.

Mozione Pd contro Visco: per Mattarella occorre salvaguardare autonomia Banca d’Italia

Ma la mozione del Pd non imbarazza solo il Governo Gentiloni in carica, bensì anche la Presidenza della Repubblica. La quale la considera una mossa impropria della politica. Nella sua presa di posizione, non ufficiale ma fatta filtrare da fonti vicine al Colle, Sergio Mattarella fa sapere che rispetto alla Banca d’Italia i partiti dovrebbero agire tramite criteri per favorire la salvaguardia dell’autonomia e l’indipendenza dell’Istituto. Le stesse fonti fanno sapere che le prese di posizione sul ricambio al vertice di Bankitalia dovrebbero tener sempre conto «dell’interesse della situazione economica dell’Italia e della tutela del risparmio degli italiani». Principi cui «deve attenersi l’azione di tutti gli organi della Repubblica, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo». Insomma, il Colle fa capire, sebbene si tratti di voci di corridoio e non di una nota ufficiale, che il Pd ha sbagliato a silurare così Ignazio Visco. Giudicando la scelta incauta. Ma a parte i fini politici e la necessità più volte ripetuta da parte di Renzi di non lasciare questo campo alle opposizioni a pochi mesi dalle elezioni, è impensabile difendere ancora Banca d’Italia dopo i ripetuti scandali di questi anni. Ne va della credibilità dell’intero sistema bancario italiano.

Renzi contro Visco: il commento ironico di Berlusconi

Non ha fatto mancare il suo solito commento tagliente e ironico Silvio Berlusconi, impegnato in questi giorni anche a promuovere il referendum che si terrà domenica 22 ottobre in Lombardia e Veneto, promosso dalla Lega Nord, per chiedere che queste due regioni abbiano potere decisionale in certi settori e trattengono maggiormente le entrate fiscali. Anziché trasferirle allo Stato centrale. Ricordiamo che il referendum è consultivo, quindi anche qualora vincesse il Sì, i rispettivi governatori delle due regioni avranno semplicemente maggiore potere negoziale al cospetto del Governo. Ma non ci sarà alcuna indipendenza automatica. Inoltre, si vota con il sistema digitale, primo caso in Italia che speriamo venga adottato anche altrove. Tornando a Silvio Berlusconi, a chi gli chiedeva un commento sulla mozione dem ha risposto che non si meraviglia, dato che «È proprio della sinistra voler occupare tutti i posti dopo l’elezione. Ora fanno passi avanti e vogliono occuparli anche prima». Una stoccata da sommare a quella relativa al voto di domenica, in quanto, nell’esaltare il voto elettronico, ha anche aggiunto che così certi partiti non vincerebbero più le elezioni coi brogli. Come accaduto nel 2006. Ribaltando il voto in loro favore.

Mozione Pd contro Visco: le critiche delle opposizioni

Critiche anche le opposizioni a mozione voluta da Renzi contro Visco. Soprattutto da quella opposizione più vicina al Pd e potenzialmente collaborazionista. Non a caso, si tratta proprio di quanti si sono astenuti: Mdp e Forza Italia. Il leader di Mdp-Articolo 1, Pierluigi Bersani, rottamato da Renzi, ritiene la mozione fuori da ogni logica, poiché non si può buttare in piazza Banca d’Italia in questo modo. Poi, con le sue solite metafore, ritiene che quando vede il partito di maggioranza fare una mozione del genere si comincia ad essere fuori come un balcone. Ha poi detto che il suo partito si è astenuto in quanto ritiene che il Parlamento può e forse dovrebbe prevedere un meccanismo di nomina che coinvolga le commissioni magari con maggioranze qualificate. Un altro esponente di Mdp, Arturo Scotto, fuoriuscito da Sel, ritiene che il Pd con questa mossa non si propone certo come argine ai populismi, essendo tale mozione un atto inedito nella storia della Repubblica italiana.

Ironico come il suo leader Renato Brunetta di Forza Italia, pubblicando un tweet parlando di pdnetwork irresponsabile come Movimento cinque stelle, che va contro governo, contro le istituzioni e contro il presidente Mattarella.

Come si difende Visco e Bankitalia da mozione Pd

La risposta della Banca d’Italia non si è fatta attendere e nella stessa serata del giorno delle votazioni, ha ribadito di aver sempre agito a stretto contatto col Governo. Aggiungendo poi che Bankitalia fa completamente il suo dovere nelle diverse funzioni che svolge, applicando competenza e coscienza. Ancora, di aver agito anche in questi anni segnati dalla più grave crisi economica della storia moderna d’Italia, in difesa del risparmio del Paese limitando i danni. Pur ammettendo che alcuni danni fossero inevitabili data la gravissima condizione economica a livello mondiale di questi anni. Inoltre, ci tiene a sottolineare come la gestione bancaria cattiva o criminale di talune, è stata contrastata agendo nel solco della legge e, quando opportuno, anche segnalata alla magistratura.

Il Governatore Visco ha invece già parlato con il presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sul settore bancario, Pier Ferdinando Casini, per poi farsi ascoltare dalla Commissione. Commissione da poco creata per far luce sui vari scandali bancari che hanno scardinato il sistema creditizio italiano ma che è già da molti ritenuta inutile e criticata (nelle vesti di vice presidente invece troviamo Renato Brunetta). Non di meno, il fatto che Casini, ormai da tempo ininfluente nella politica italiana dal punto di vista del peso elettorale, abbia conseguito l’ennesima poltrona. In fondo, la storia delle Commissioni parlamentari d’inchiesta in Italia parla chiaro: pochissime o forse nessuna è stata utile a svelare la verità su un determinato fatto. Ma a parte ciò, Banca d’Italia si dice disponibile a collaborare con questa Commissione, per fornirgli ogni documento richiesto. I documenti richiesti saranno messi a disposizione non appena sarà ultimata la classificazione di segretezza in corso da parte degli uffici della Banca d’Italia.

Per ora, dunque, c’è stato solo un colloquio conoscitivo tra Visco e Casini. Non si sa cosa si siano detti. Visco verrà poi convocato in via ufficiale dalla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario dopo l’audizione del Capo della Vigilanza di via Nazionale Carmelo Barbagallo. La quale dovrebbe tenersi la settimana prossima.

Mozione contro Visco, non solo Pd: le altre al voto

In realtà, la mozione del Pd ha surclassato altre 5 in calendario alla Camera:

  • la mozione del M5S firmata Alberti ed altri n. 1-01707 nella quale si chiedeva la sfiducia di Visco
  • la mozione della Lega Nord firmata da Busin ed altri n. 1-01726 (idem)
  • la mozione di Sinistra Italiana firmata dall’onorevole Paglia ed altri n. 1-01728, che si distingueva dalle precedenti in quanto si chiedeva al Premier Paolo Gentiloni di prorogare di un anno la scadenza del mandato di Visco, rinviando così la nomina del nuovo Governatore di Bankitalia alla prossima legislatura
  • la mozione di Fratelli d’Italia Rampelli ed altri n. 1-01730
  • la mozione di Zanetti ed altri n. 1-01729

Come viene nominato Governatore della Banca d’Italia

Ma come avviene la nomina del Governatore della Banca d’Italia? Da ciò si capisce anche perché la mozione del Partito democratico voluta da Renzi viene da più parti definita irrituale, un atto anti-democratico, e così via. Sebbene, anche queste accuse sono vere solo in parte, in quanto la nomina del Governatore di Bankitalia è essa stessa politica. Essa spetta infatti ad un decreto del Presidente della Repubblica in carica, che lo individua su proposta del Presidente del Consiglio dei Minstri dietro deliberazione del Consiglio dei Ministri stesso. Consultato anche il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Meccanismo quindi sostanzialmente politico e mosso da chi è al governo. E che deve essere rispettato anche in caso di revoca del mandato.

Banca d’Italia cos’è e come funziona

La Banca d’Italia è il massimo organo di vigilanza del sistema bancario italiano, preposta all’emissione delle monete nazionali. Con la nascita della Banca centrale europea, essa sottende alle sue decisioni a livello europeo. L’incarico del Governatore di Banca d’Italia ha subito una modifica dopo la riforma del 2005: dura, insieme al suo direttorio, sei anni ed è possibile un solo rinnovo. Mentre prima veniva trattato alla stregua di un Papa: non c’erano limiti temporali al mandato. Il direttorio si compone del Governatore stesso, di un direttore generale (attualmente il dottor Salvatore Rossi) e tre vice: Fabio Panetta, Luigi Federico Signorini e Valeria Sannucci e assume i provvedimenti che esplicano le funzioni di Bankitalia, attribuiti dalla legge. Vale a dire assicurare la stabilità monetaria e finanziaria. Delibera a maggioranza dei presenti con il voto decisivo del governatore in caso di parità.

Chi prenderà il posto di Visco? Per ora nessun nome. Siamo ancora in piena tempesta scatenata da Renzi.

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