Pasqua 2016 cosa fare: idee, viaggi, spese…ma gli italiani rimangono a casa!

Anche per Pasqua 2016 gli italiani pensano a cosa fare, tra varie idee su viaggi e spese da sostenere nel week end che inaugura l’arrivo della primavera, la situazione di quest’anno, come anche quella degli scorsi anni, non è esattamente delle migliori dal punto di vista economico.

Pasqua 2016 sarà la festività che stando agli ultimi dati forniti dal sondaggio sui consumi e le vacanze condotto da Confesercenti in collaborazione con Swg, dimostrerebbe la crisi economica in cui purtroppo ancora oggi l’Italia verte, e la situazione purtroppo dura da diverso tempo.

Pare che un preoccupante 83% degli italiani, trascorrerà le festività pasquali tra le mura di casa propria, o più o meno, dal momento che i viaggiatori previsti per il prossimo week end, sono in totale circa sette milioni. Si tratta di una cifra preoccupante, dal momento che invece lo scorso anno per Pasqua 2015, gli italiani che si spostavano dal proprio luogo di residenza per andare a trascorrere le festività altrove, erano quasi il doppio, ovvero 12,6 milioni.

Pasqua 2016: i dati riferiscono la spesa per gli spostamenti

I dati riguardanti la spesa per gli spostamenti dedicati a Pasqua 2016, riferiscono che la durata della permanenza del viaggio degli italiani sarà di circa 3-4 giorni, periodo in cui la spesa media a persona sarà all’incirca di 390 euro.

 

Pasqua 2016

Se l’anno scorso era il 26% degli italiani che viaggiava per trascorrere un week end differente, quest’anno è solo il 14% di essi che può permettersi di lasciare casa e lavoro, per andare a spendere in viaggi, hotel, cibo e svaghi di vario genere.

Confesercenti con i suoi dati, riesce dunque a dare un’immagine dell’Italia che corrisponde alla sua reale condizione economica, nonostante da qualche mese, si parli di una lieve ripresa che però non ha solide fondamenta né tanto meno valide dimostrazioni.

Il giro d’affari complessivo è di 2,8 miliardi di euro, una somma che è il risultato del 14% degli italiani che ha previsto di fare un viaggio, tra cui 5,5 milioni di essi ha deciso di recarsi presso una località italiana come ad esempio le città d’arte.

All’estero invece le mete preferite, come al solito sono le capitali europee, mentre un italiano su sette deciderà di raggiungere una meta abbastanza lontana dall’Italia come quelle esotiche dove l’inverno quasi non esiste.

Pasqua 2016: la crisi è come Natale e Capodanno

Pasqua 2016 sarà anche la festa dell’anno che dopo l’ultimo Capodanno dimostra come ancora una volta gli italiani siano intenzionati a risparmiare anche sul genere alimentare: il 35% per cento degli italiani spenderà meno di 50 euro al cibo e ai dolci, che sono come sempre un “must” per festeggiare a tavola.

Il 38% invece sarà intenzionato a spendere circa 100 euro per gli alimenti, mentre soltanto il 10% oltrepasserà le 100 euro per la stessa tipologia di spesa.

Le somme stimate per la spesa dei festeggiamenti a tavola è quindi di circa 68 euro, i dati riguardano sia il giorno di Pasqua che il giorno di Pasquetta.

Pasqua 2016: anche la spesa per l’uovo di cioccolato è in calo

Come ogni anno, anche per Pasqua 2016 si pensa alla spesa per l’uovo di cioccolato, il quale per quest’anno dovrebbe essere acquistato da un italiano su due, dunque il 51% degli italiani, così come riferiscono i dati di Confesercenti. L’11% invece si dedicherà all’acquisto di altri dolci, mentre il 10% si dedicherà alla spesa per i giocattoli.

Il risparmio degli italiani per Pasqua 2016 è un comportamento allarmante, che pare pegorare di anno in anno, ma tale situazione si è verificata anche per le ultime festività natalizie, periodo in cui le spese medie sono vertiginosamente calate rispetto ad un tempo.

La crisi economica dunque copre più o meno, tutti i settori, da quello alimentare a quello turistico.

Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confisercenti, si è espresso in merito ai risultati del sondaggio, affermando giustamente che le cifre fuoriuscite dallo studio, sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato, e che la timida ripresa che si era intravista nel corso del 2015 è di nuovo stata soppiantata da un’altra ondata di crisi in cui gli italiani vivono con difficoltà.