Paolo Barnard messaggero della verità o impostore paranoico?

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Stanno facendo scalpore le idee di Alberto Bagnai, economista e professore, il quale propaga teorie decisamente controcorrente e che vedono l’euro come uno dei principali ostacoli alla crescita economica. Ma che dire di Paolo Barnard, recentemente balzato agli onori della cronaca, le cui idee, invece, inquadrano la moneta unica al centro di un complotto internazionale contro i paesi del sud Europa?

Le teorie di Paolo Barnard non sono difficili da comprendere, benché – almeno all’apparenza – estremiste. Secondo lui l’euro non è invenzione recente, piuttosto uno strumento teorizzato 70 anni fa, quando in Europa ancora aleggiava lo spettro del nazismo. E proprio un filo nazista, l’economista francese Perraux, avrebbe ipotizzato la creazione di una moneta unica e di una banca centrale capace di rappresentare un’arma per distruggere gli avversari dell’economie del nord Europa e di imporre l’economia tedesca come l’unica egemone in tutto il continente. A dire il vero, il risultato – e questo è innegabile – è stato raggiunto. L’economia della Germania è l’unica che regge, in un clima di generale depressione, mentre le economie di Spagna, Italia e Grecia sono praticamente al collasso.

Su cosa si fonda la teoria del complotto enunciata da Paolo Barnard? Su due pilastri: l’azione della Bce e sul Trattato di Lisbona. Nel primo caso il trucco per annientare il sud Europa sta nell’aver privato i paesi della sovranità monetaria: non è possibile stampare moneta, e quindi non è possibile finanziare la crescita e una qualsivoglia ripresa economica; ogni volta che l’Italia o la Spagna o la Grecia hanno bisogno di denaro devono chiederlo alla Bce che lo concede sottoforma di prestito. Questo meccanismo non fa che aumentare il debito e creare ostacoli ai sistemi economici nazionali.

Nel secondo caso a “sanguinare” è il concetto di democrazia. Il Trattato di Lisbona è stato varato senza che il popolo europeo venisse in qualche modo consultato. Esso si configura, dunque, nella visione di Paolo Barnard, come un vero e colpo di stato che ha espropriato i cittadini europei della sovranità popolare. A ben vedere, il potere dell’Unione Europea è gestito dagli organismi che non hanno origine elettiva (es. Commissione Europea), mentre al Parlamento Europeo (eletto) non rimangono che alcune briciole.

Le teorie del complotto di Barnard indicano nemici diversi da quelli che l’opinione pubblica designa. Secondo Barnard, l’attenzione non va posta sui “ladri di polli”, ossia quei politici che rubacchiano finanziamenti elettorali o che hanno le mani impastate nella corruzione, bensì sui “colossi” che ci hanno portato dentro l’euro e che lo stanno mantenendo con forza. E quindi: Prodi, Amato, Monti.

Ma chi è Paolo Barnard? E’ una fonte attendibile? E’ questo il punto: Paolo Barnard, che pur dice cose interessanti, non ha nessun titolo per parlare di moneta unica ed Europa. E’ solo un giornalista “boderline”, fondatore di alcune trasmissioni di successo come Report. Ovviamente ciò non implica che le sue teorie debbano essere cestinate necessariamente. Tuttavia, implica che queste vengano soppesate chiaramente prima di attribuir loro anche solo l’ombra della verità.