Scandaloso, i potenti del mondo portano i soldi nei Paradisi Fiscali: tutti i dettagli

I Panama papers fanno tremare potenti e ricchi in tutto il mondo. Un’indagine globale sulla tentacolare industria segreta dell’offshore di cui molti di essi hanno fatto abbondante uso negli ultimi quarant’anni, per nascondere le attività e capitali attraverso la creazione di società di copertura in giurisdizioni lontane.
Una fuga di notizie senza precedenti che comprende un tesoro di oltre 11 milioni di documenti ora resi pubblici dal consorzio giornalistico ICIJ (International consortium of investigative journalists, con sede a Washington), di cui fa parte L’Espresso, che ne ha dato anticipazione. I primi nomi che saltano agli onori della cronaca sono leader mondiali come Vladimir Putin e David Cameron, star del mondo dello sport come il calciatore Lionel Messi e dello spettacolo come l’attore Jackie Chan.

Panama City paradiso fiscale, credits Mariamertens123, Flickr
Città di Panama, paradiso fiscale

Panama Papers: l’archivio dello studio Mossack Fonseca non è più segreto

I nuovi leaks sull’evasione partono da uno studio legale con sede nella capitale di Panama, paradiso fiscale pressoché impenetrabile nel cuore dell’America Latina. Lo studio Mossack Fonseca aveva nei propri archivi, ora di dominio pubblico grazie alla massa di documenti recapitati al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung afferente all’ICIJ, il registro di decine di migliaia di operazioni legate alla creazione di società offshore tra il 1977 e il 2015 e utilizzate per occultare evasione fiscale, episodi di corruzione, frodi finanziarie, ma anche commercio di armi e traffico di droga.
Secondo Ramon Fonseca, uno dei due soci fondatori dello studio legale poi divenuto consigliere del presidente di Panama, lo studio ha semplicemente aperto delle società senza alcuna responsabilità sull’utilizzo che ne facevano i clienti, così come un produttore di auto non ha colpe se a bordo dei propri modelli “vengono compiute rapine”. L’altro socio fondatore, Jürgen Mossack, è il figlio di un membro delle Waffen SS hitleriane emigrato a Panama dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Panama Papers paradisi fiscali. Credits: stevendepolo, flickrPanama Papers, tremano i potenti del mondo

L’inchiesta scoperchiata dall’ICIJ con i Panama Papers riguarda circa duecento mila società di varia natura con sedi in oltre venti paradisi fiscali in giro per il mondo, e coinvolge decine di migliaia di persone appartenenti a qualcosa come duecento Paesi differenti. Alcuni nomi già trapelati, tuttavia, fanno molto rumore e in molti casi faranno tremare le poltrone del potere su cui siedono.

Vladimir Putin
Il presidente della Russia Vladimir Putin

I nomi più pesanti sono, per il momento, quelli di Putin, di Cameron e di Xi Jinping. Al leader russo Vladimir Putin, o per lo meno al suo entourage, possono essere ricondotte decine di operazioni che hanno movimentato, trasferendoli in un gioco di scatole cinesi fino a farli sparire, un totale di circa due miliardi di dollari. I Panama Papers rivelano l’esistenza di società offshore legate alle famiglie del premier britannico David Cameron, ufficialmente in prima linea contro i segreti dei paradisi fiscali nei cui mari il padre pareva però muoversi con disinvoltura, e del Presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping, anch’egli impegnato in patria in una strenua lotta contro “l’esercito della corruzione” e ora invischiato nei Panama Papers insieme ad altri componenti del vertice del Partito Comunista cinese.
Tra gli altri leader politici mondiali coinvolti nei leaks panamensi si trovano gli attuali presidente dell’Argentina Mauricio Macri, dell’Ucraina Petro Poro

Montezemolo paradisi fiscali. Credits: European University Institute, flickr
Luca Cordero Di Montezemolo

shenko e dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, i primi ministri del Pakistan Nawaz Sharif e dell’Islanda Sigmundur David Gunnlaugsson, e i sovrani del Marocco Mohammed VI e dell’Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud.

Qualcosa da spiegare al fisco avranno anche alcuni imprenditori e personalità italiane. Il nome di maggior rilievo fino ad adesso trapelato sono quelli dell’attuale presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo, per alcune firme risalenti al 2007, e dell’ex pilota di Formula Uno Jarno Trulli. Nell’occhio del ciclone potrebbero finire anche alcune società create presso lo studio Mossack Fonseca dagli istituti di credito Ubi e Unicredit. Link: International consortium of investigative journalists.