Come pagare IMU e TASI 2017: ecco tutte le istruzioni

tasi e imu

Il 16 giugno è diventata da qualche tempo la data horribilis per i contribuenti italiani. Infatti, decorre la scadenza della prima rata di un’imposta, l’IMU, e di una tassa, la TASI. Mentre il saldo è rinviato di sei mesi, il 16 dicembre. Ci sono vari fattori che incidono sul pagamento di IMU e TASI, che dipendono anche dall’ammontare da corrispondere e dal Comune di residenza. I quali hanno ampi margini discrezionali riconosciuti dalla legge. Di seguito vi diamo un po’ di notizie su come pagare IMU e TASI 2017 e chi ne è esentato.

Cos’è IMU

Doveroso un breve cenno su IMU. Acronimo di Imposta municipale unica (detta anche imposta municipale propria) fa parte delle imposte dirette di tipo patrimoniale, in quanto va a colpire la parte immobiliare del patrimonio del contribuente italiano. E’ stata ideata per sostituire l’imposta comunale sugli immobili (ICI), soppressa dal Governo Berlusconi IV nel 2008 (anno di insediamento, come primo atto per tenere fede a quella che si rivelò una decisiva promessa in campagna elettorale). Tale imposta ingloba anche parte dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e le relative addizionali per quanto riguarda i redditi fondiari su beni non locati.

In realtà, inizialmente era stata ideata dallo stesso Governo Berlusconi IV per andare a tassare gli immobili che non costituissero prima casa e a partire dal 2014. Invece, decaduto esso nel 2011 e subentrato il Governo Monti, data la criticità economica di quel momento fu resa un’ICI sulle abitazioni principali introdotta subito in via sperimentale, 2012, prevedendone l’applicazione a regime dal 2015, incrementando peraltro di molto la base imponibile, mediante specifici moltiplicatori delle rendite catastali.

Cos’è la TASI

Per TASI si intende l’acronimo di Tributo per i Servizi Indivisibili. Rappresenta, insieme alla succitata IMU e alla TARI, è una delle tre componenti dell’Imposta unica comunale ed è stata istituita dalla legge di stabilità a partire dal 2014. Il suo scopo è quello di finanziare tutti i servizi utili alla collettività di una città, detti indivisibili in quanto ne beneficiano indistintamente tutti i cittadini. Si pensi alla manutenzione del verde pubblico e del manto stradale, alla preservatezza dell’arredo urbano, all’erogazione di illuminazione pubblica e all’attività della polizia municipale.

Come pagare IMU e TASI tramite modello F24 entro il 16 giugno

Un primo metodo di pagamento di IMU e TASI in scadenza il prossimo 16 giugno 2017 è il modello F24. Bisogna come prima cosa dire che non bisogna più fare distinzione se l’importo del saldo o seconda rata IMU e TASI 2017 sia inferiore, pari o superiore a 1.000 euro. Questo tetto per contribuenti non titolari di partita IVA è stato infatti abrogato. L’unico limite di cui tener presente è di 2.999,00 euro. Questo limite è relativo alle norme antiriciclaggio, che impongono come limite per i pagamenti in contanti 3mila euro. Pertanto, se l’importo della prima rata IMU e TASI 2017 sarà pari o inferiore a 2.999 euro, il pagamento potrà essere eseguito mediante queste possibilità:

  • tramite tradizionale modello F24 cartaceo in contanti, opzione inserita lo scorso anno;
  • tramite modello F24 ordinario o semplificato ottenibili dal servizio Home banking della banca cui il contribuente è cliente;
  • mediante modello F24 ordinario o semplificato da eseguire presso lo sportello bancario o postale della propria Banca o presso le Poste. In questo caso, l’importo sarà addebitato sul conto corrente del contribuente, o pagato tramite assegni, contanti o bancomat.

Qualora invece l’importo della prima rata di IMU e TASI 2017 sarà pari o superiore alla soglia stabilita di 2.999 euro, potrà essere pagato tramite:

  • modello F24 ordinario o semplificato mediante i servizi di Home banking offerti dalla Banca cui è cliente il contribuente;
  • modello F24 ordinario o semplificato inviato tramite intermediari abilitati o mediante il sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • modello F24 (o bollettino postale) precompilato messo a disposizione dal proprio Comune di residenza a cui dobbiamo tali tributi.

Cosa fare se IMU e TASI sono pari a zero

Come dobbiamo comportarci se la rata IMU e TASI in scadenza il prossimo 16 giugno 2017 è pari a zero? In questa situazione ci si può trovare se vantiamo dei crediti con il Fisco e dunque ci troviamo in saldo per effetto di una compensazione. Per ottenere quest’ultima, però, bisogna verificarsi ancor prima l’invio da parte del contribuente del modello F24. Ciò in quanto il contribuente comunica ufficialmente all’Agenzia delle Entrate la scelta di compensare i propri crediti con il debito IMU e/o TASI. Lo potrà fare utilizzando uno di questi servizi telematici presenti sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:

  • F24 web;
  • F24 on-line;
  • F24 cumulativo.

Ciò significa che non possiamo affidarci alla nostra Banca o a Poste italiane, ma esclusivamente all’Agenzia delle entrate.

Conviene pagare IMU e TASI con F24 o bollettino postale precompilato?

Per il pagamento di IMU e TASI entro il 16 giugno, il Fisco, almeno in questo, ci offre ampia discrezionalità? E’ praticamente dunque indifferente pagare tramite i tre tipi di F24 o mediante bollettino postale precompilato. Fanno però eccezione gli enti non commerciali, i quali potranno versare il pagamento solo tramite il modello F24.

Come pagare IMU e TASI 2017 se si è residenti all’estero

Altra situazione particolare è invece quella dei contribuenti italiani però residenti all’estero. Essi potranno effettuare il pagamento IMU 2017 richiedendo al Comune sul cui territorio è allocato l’immobile che fa sorgere l’imposta, il codice IBAN sul quale versare l’importo dovuto. Il bonifico dovrà essere effettuato entro sempre la fatidica data del 16 giugno 2017, mentre nella causale occorrerà inserire questi dati identificativi del contribuente:

  • codice fiscale e/o partita IVA ove posseduta;
  • la sigla IMU;
  • La denominazione del Comune al quale inviare il bonifico;
  • il codice tributo;
  • a quale riferimento temporale l’Imposta fa riferimento.

Discorso diverso invece per la TASI. In questo caso, infatti, è presente una falla nel sistema fiscale italiano. Pertanto, i contribuenti italiani residenti all’estero dovranno entrare a conoscenza delle delibere approvate dal Comune in questione, poiché manca una regola che uniforma tutti i Comuni a livello nazionale. In realtà, far pagare la TASI a chi vive all’estero è un po’ una contraddizione. Dato che non beneficia, vivendo altrove, dei servizi che invece andrebbe a finanziare. Ma vista la situazione delicata in cui versano le finanze dei Comuni, bisogna aspettarsi pure questo.

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