Pagamenti aziende: in media servono 74 giorni

Il miglioramento del clima economico può nascere da una minore difficoltà da parte delle aziende nell’erogare e nell’incassare i pagamenti. Questo ciclo virtuoso dimostrerebbe che le risorse economiche circolerebbero con più abbondanza e che quindi la produzione potrebbe essere programmata in modo più proficuo. Da qui all’aumento della visibilità sugli investimenti fattibili il passo potrebbe essere breve e indurre a un ciclo di qualità favorevole per tutte le imprese italiane.

Uno dei problemi più spinosi degli ultimi anni è stato, infatti, legato ai ritardi nei pagamenti e, soprattutto, ai mancati pagamenti, che spesso hanno messo in ginocchio intere impresa e le hanno indotte a chiudere per crediti, un paradosso figlio della crisi che mostra ancora degli strascichi nel presente.

Interessanti sono quindi i dati diffusi dall’Osservatorio Cerved in merito ai protesti e pagamenti. La ricerca dimostra che le imprese si stanno regolarizzando in termini di pagamenti e rivela che le condizioni finanziarie sono decisamente più equilibrate. Il divario che merita di essere analizzato interessa però il nord e il sud Italia. Al sud la presenza di mancati pagamenti e ritardi è ancora molto elevata e questo fatto dà vita a un ciclo poco virtuoso, che non permette al sistema economico di respirare. In termini di potesti, lo studio ha dimostrato che sono stati dimezzati rispetto al picco del 2012 e il dato è in continua ascesa. L’anno scorso i potesti hanno interessato 22mila e 500 imprese, con una diminuzione del 23% rispetto all’anno precedente. I comparti che si sono maggiormente stabilizzati sono l’industria e le costruzioni.

I dati sono quindi abbastanza interessanti, perché le imprese che riescono a pagare puntualmente sono il 47.1% e la quota dei ritardatari oltre ai due mesi si riduce dalla percentuale dell’8% al 7.2%. Le società più piccole sono più attente in termini di pagamenti, assestandosi attorno ai due mesi, mentre le grandi spesso sfruttano la dimensione critica per gestire la liquidità e arrivano a 87 giorni di media. In termini temporali, come annunciato, il nord paga prima con una media di 77 giorni rispetto alla media del meridione, che assolve al pagamento con 7 giorni in più di media.

I pagamenti delle fatture sono la chiave del ciclo economico degli affari. Un’impresa scoperta non può, infatti, investire, pagare i dipendenti e lavorare. Si tratta dello specchio della crisi, di una situazione sulla quale per fortuna in molti hanno lavorato e che sta cominciano a contenersi rispetto agli anni della crisi.

La stessa legge relativa i liberi professionisti ha reso illegale il pagamento delle fatture di prestazione dopo i due mesi e questa scelta dimostra che l’economia si propone di ‘girare’ in termini di tempo. Chi è scoperto non può, infatti, prosperare e ha la necessità di chiedere prestiti o finanziamenti quando alle spalle avrebbe fondi sui quali poter contare. Il problema merita quindi di essere affrontato seriamente e risolto in modo completo, per il bene dell’economia italiana di tutte le imprese impegnate nel ciclo produttivo.

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