Padoan: “Stiamo abbattendo il debito”. Bufala o verità?

In un recente incontro organizzato dalla Regione Lazio il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan ha dichiarato che il Governo sta abbattendo il debito. Le sue parole sono volate di agenzia in agenzia, vista la portata della notizia. Il debito pubblico è considerato la zavorra più pesante che l’Italia è costretta a sopportare, liberarsene, seppur parzialmente, aprirebbe nuovi orizzonti per la crescita. Quanto c’è di vero nelle frasi di Padoan? Siamo veramente a un buon punto nel processo di riduzione della massa debitoria? Anche la più veloce delle riflessioni, al netto degli slogan, contribuisce a raffreddare gli animi e a contenere qualsiasi entusiasmo.

Debito pubblico italiano 2016: le dichiarazioni di Padoan

Il Padoan-pensiero è racchiuso in particolare in una delle frasi che ha pronunciato ai margini dell’incontro.

L’Italia è un Paese che più di molti altri, se non tutti, nella zona euro e nell’Unione Europea ha fatto e continua a fare uno sforzo di finanza pubblica molto superiore agli altri proprio perché abbiamo questo mostro del debito che ora cominciamo a domare“.

Ha poi proseguito affermando che la spesa pubblica è sotto controllo, sottintendendo che è proprio la spesa pubblica il protagonista del processo di riduzione del debito, e la sua contrazione rappresenta l’arma principale per alleggerire il carico che il Bel Paese si porta dietro da troppi anni.

Debito pubblico italiano: come confutare le parole di Padoan

E’ vero che il debito pubblico sta scendendo? Per rispondere a questa domanda è sufficiente leggere i dati della Banca d’Italia. Senza ampliare la ricerca più di tanto, si scopre che da fine 2015 a gennaio 2016 la massa debitoria è aumentata, è nemmeno di poco. Siamo passati da 2.170 miliardi di euro a 2.191 miliardi di euro. Se è vero che siamo di fronte a un mostro, questo è ben lungi dall’essere domato. Anzi, durante l’ultima ondata di recessione è aumentato di oltre 300 miliardi di euro (nel 2011 era a 1.948).

E’ vero che le previsioni del MEF (il Ministero dell’Economia) prevede una riduzione entro l’anno, ma sembra oggettivamente troppo poco per cantare vittoria.

E’ facile confutare anche l’idea di Pier Carlo Padoan sulla spesa pubblica, laddove la sua riduzione viene intesa come strumento principale per abbattere il debito. Si tratta di un’affermazione semplicemente falsa, come sanno tutti gli studenti al terzo anno di qualsiasi corso universitario di economia. Ovviamente lo sa anche il ministro ma è evidente: ha parlato in veste di politico, e questo ricade sulla qualità del messaggio.

E’ sufficiente guardare alla storia recente d’Italia. Durante gli anni di crisi la spesa pubblica è stata diminuita, sono stati tagliati alcuni servizi essenziali, il Welfare ha subito una netta contrazione. Eppure il debito è salito. Perché?

Semplice: la dinamica del debito dipende da svariati fattori, tra cui la crescita. Se un’economia cresce, crescono le entrate perché, molto banalmente, i cittadini hanno più reddito e pagano più tasse. In questo modo il saldo anno per anno diminuisce. Non è un caso che il debito sia cresciuto proprio durante la recessione.

Occorre dunque cambiare la prospettiva: non abbattere il debito per crescere, ma crescere per abbattere il debito.