Padoan avverte Ue: manovra include spese per sisma e migranti

Come non bastasse la congiuntura economica, l’Italia sta fronteggiando altre due emergenze: l’arrivo costante di migranti e il sisma che sta ripetutamente flagellando il Centro Italia. Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan lo ha fatto presente all’Unione europea, inviando ieri, 26 ottobre, una lettera nella quale avvisava Bruxelles del fatto che la Manovra che sta per essere varata contiene anche queste spese straordinarie. Delle quali il nostro Paese non può esimersi. Ma Padoan avverte Ue anche sul discorso riforme.

Lettera di Padoan a Ue su spese straordinarie Italia

Come riporta IlSole24Ore, sono dunque quattro i fattori che influenzeranno la manovra italiana: 1) la congiuntura economica, che esplica la revisione al ribasso degli indicatori rispetto agli accordi dello scorso aprile. 2) le riforme che motivano invece l’esigenza di svolgere una politica economica più espansiva attendendo poi i frutti sottoforma di risultati strutturali. 3) Le spese straordinarie sotto forma di sisma e migranti, le quali comportano l’esclusione dal Patto che porterebbero sotto la soglia critica i due numeri chiave del progetto di bilancio italiano.

Questi ultimi sono il nuovo indebitamento del prossimo anno, che scenderebbe dal 2,3 per cento all’1,9 per cento del Prodotto interno lordo. Poi c’è la questione saldo strutturale pulito da una tantum ed effetti del ciclo economico. In questo caso parliamo di un passaggio dal -1,6% al -1,2%.

padoan avverte ueQuesti dunque, in sintesi, i contenuti con cui Padoan avverte Ue mediante una lettera di sei pagine. Con tanto di tabelle e grafici a corredo che mostrano il flusso di migranti e le spese che esso comportano. Ci che va chiarito è che la lettera con cui Padoan avverte Ue non mira ad avviare la possibilità di ritoccare la manovra. Bensì, si limita a motivarne le scelte alla base, influenzate da regole contabili da un lato e riflessioni politiche dall’altro.

Lo stesso Ministro, in un intervento ieri alla giornata del risparmio, aveva detto che l’Unione europea si trova ad un bivio: da un lato il rilancio delle politiche di crescita, dall’altro l’esposizione ai cosiddetti shock economici e politici.

Padoan sottolinea ad Ue problema migranti

Dunque, nella lettera con cui Padoan avverte Ue, impostata sul doppio binario tecnico-politico, il tema centrale diventano i migranti. E ci sono numeri e date precise: nel documento a corredo della lettera inviata a Bruxelles, viene detto che in data 26 ottobre, sono stati accolti in Italia 156.705 migranti. Ciò significa aver superato già con due mesi di anticipo il numero dei migranti sbarcati sulle nostre coste entro il 31 dicembre dell’anno scorso. Particolarmente pesante il flusso arrivato tra gennaio e marzo, ma nelle ultime settimane si è assistito a un’accelerazione degli sbarchi. E tutto lascia presagire che il 2017 potrebbe essere anche peggio o comunque uguale

Numeri impressionanti, che parlano di una cifra tripla rispetto al 2013 e superiori al periodo a cavallo tra il 2012 e il 2013, ossia nel pieno della Primavera araba. Di qui, la richiesta dell’Italia di ritenere eccezionale una spesa pari allo 0,2% del Pil. Vale a dire circa 3,5 miliardi invece dei 500 milioni che l’Europa riconosce. Inoltre, c’è il problema di attuare piani di ricollocazione previsti da Bruxelles fin dal 2015. L’Italia sta svolgendo un ruolo essenziale al fine di garantire la sicurezza dei confini esterni dell’Europa. E ciò comporta uno sforzo eccezionale in favore della tenuta dell’Unione europea. La manovra prevede per i migranti una spesa pari a 3,8 miliardi, che potrebbero arrivare a 4,2.

Padoan avverte Ue anche su terremoto

Ma c’è anche un altro problema imprevisto: il terremoto. Di cui Padoan pure ha sottolineato a Bruxelles. L’Italia calcola 2,8 miliardi per assistenza e ricostruzione nella Manovra. Poi c’è la questione prevenzione, dato che in alcune aree del Paese il terremoto sta diventando quasi cronico. E la spesa aggiunge dunque la messa in sicurezza di 42mila edifici scolastici italiani, il 30% dei quali ha bisogno di interventi strutturali o addirittura di «ricostruzioni integrali». A questa esigenza, la commissione per gli Affari economici ha già risposto che l’esclusione dal Patto delle spese per il terremoto è«perfettamente possibile». Purché l’esecutivo italiano mostri i dettagli delle spese, che vanno considerate una tantum.