Pace fiscale: cos’è e come funziona, condono cartelle?

condono equitalia 2017

Cos’è la pace fiscale? Come funziona la pace fiscale? La pace fiscale è un condono? Chi può beneficiare della pace fiscale?

La pace fiscale sta facendo molto discutere, in quanto per molti non è altro che il tradizionale condono proposto dai governi al fine di recuperare una parte delle tasse non pagate dai contribuenti. Abbiamo poi anche il condono edilizio, che invece serve per regolarizzare costruzioni che non dovrebbero esistere.

Il Governo in carica – che ricordiamo essere frutto di una alleanza tra Movimento cinque stelle e Lega, al fine di scongiurare la nascita di un altro governo filo-europeista – ha deciso di cambiare appellativo al provvedimento. Sostituendo il tradizionale e criticato termine “condono” con un più tollerabile appellativo “pace fiscale”.

E’ un po’ come quando gli Usa mossero guerra in Afghanistan ed Iraq utilizzando l’appellativo di “esportazione della democrazia”. Nei fatti però, si trattava pur sempre di operazioni militari che hanno portato e provocano ancora milioni di morti tra militari e, soprattutto, civili.

Ma tornando alla pace fiscale, vediamo di seguito cos’è, come funziona e chi ne beneficerà.

Pace fiscale cos’è

Cos’è la pace fiscale? Si tratta di una nuova e conveniente rottamazione delle cartelle. Che lo Stato di tanto in tanto propone per far sì che buona parte dei soldi non rientrati da tasse e contributi, possa esserlo agevolando i cittadini in difetto. Inoltre, si propone di dare maggiore ossigeno a quanti non sono riusciti a pagare tutto il dovuto nei confronti del Fisco per difficoltà economica.

Il provvedimento è stato voluto soprattutto dalla Lega, che in passato al governo ha già dimostrato affinità coi condoni (in due casi quando era al governo e il condono fiscale era già previsto nel contratto di governo del centrodestra in vista delle ultime elezioni). Mentre fa strano, almeno stando alle loro battaglie, che la pace fiscale sia sostenuta anche dai Cinquestelle. Generalmente critici nei confronti di siffatte misure. d’altronde però, questo esecutivo va avanti a colpi di scambi reciproci tra le parti. Sebbene pare che la bilancia penda soprattutto verso la Lega, se si considera che sta portando in porto altri provvedimenti delicati come la flat tax, la stretta verso il diritto d’asilo, la legittima difesa.

E’ stata poi rimossa la dichiarazione integrativa speciale al 20% (già prevista dal succitato contratto di governo del centrodestra, di cui la Lega faceva parte prima delle elezioni), sostituita dalla sanatoria delle irregolarità formali. Mentre resta possibile definire in maniera agevolata le liti pendenti contro l’Agenzia delle Entrate.

La pace fiscale è stata inserita nel decreto fiscale 2019 e sono stati aggiunti l’estensione agli avvisi bonari e il saldo e stralcio delle cartelle in base all’ISEE. Sebbene tali novità non hanno fatto ingresso al Senato, col rischio che restino inattuate. E pertanto, è improbabile che in fase di seconda lettura alla Camera dei deputati sia di nuovo stravolto il decreto che contiene questo nuovo, ennesimo, condono fiscale. Seppur chiamato in un modo più aggraziato.

Oltre alla rottamazione ter delle cartelle e alle nuova definizione agevolata delle liti tributarie, la principale novità è rappresentata dallo stralcio totale delle cartelle fino a 1.000 euro e dalla sanatoria degli errori formali sulle dichiarazioni.

La pace fiscale si basa poi almeno su 4 diverse procedure di chiusura delle cartelle:

  • la rottamazione ter
  • la definizione delle liti pendenti
  • la sanatoria delle irregolarità formali
  • lo stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro

La pace fiscale è stata pensata anche per coprire le entrate minori che si verificheranno con l’entrata in vigore della flat tax.

Pace fiscale come funziona

Come funziona Pace fiscale? Ovviamente, per avere un testo definitivo occorre attendere la pubblicazione del testo della legge di conversione del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019.

Nel Contratto di Governo siglato da Lega e Cinquestelle si prevede che l’obiettivo della pace fiscale non è condonare gli evasori ma aiutare chi, per problemi economici, non è stato in grado di pagare le tasse e non lo è tutt’ora.

Certo, non si può parlare di vero e proprio condono, visto che è stata rimossa la possibilità di inviare un’integrativa per far emergere fino ad 1/3 dei redditi dichiarati nell’anno precedente entro il limite di 100.000 euro, pagando un’imposta fissa del 20%.

La pace fiscale com’è oggi è ben diversa dal progetto originario della Lega che, in sostanza, prevedeva il pagamento di una somma dal 6%, al 10% o al 25% del debito, calcolata tenendo presente la condizione economica del contribuente.

Invece, la pace fiscale funziona così:

  • rottamazione ter
  • stralcio totale dei debiti fino a 1.000 euro
  • sanatoria delle irregolarità formali
  • definizione agevolata delle controversie tra contribuenti e fisco

Riguardo il primo punto, esso sarà molto simile alle precedenti definizioni agevolate e consentirà ai contribuenti di pagare l’importo del debito al netto delle sanzioni e degli interessi dovuti.

Chi aderirà alla rottamazione dovrà pagare la somma capitale e gli interessi iscritti a ruolo (nonché l’aggio, i diritti di notifica della cartella di pagamento e delle spese esecutive eventualmente maturate), senza versare le sanzioni incluse negli stessi carichi, gli interessi di mora e le cosiddette “sanzioni civili”, accessorie ai crediti di natura previdenziale.

Le cartelle ammesse alla rottamazione ter saranno quelle affidate ad Equitalia e all’Agenzia Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017.

La rottamazione delle cartelle può essere pagata in più modi: o in un’unica soluzione o tramite 18 rate dilazionate in 5 anni. Chi presenterà domanda di adesione alla rottamazione ter delle cartelle potrà scegliere di pagare in un’unica soluzione ovvero in diciotto rate spalmate su cinque anni.

Le scadenze nel corso del 2019 per mettersi in regola saranno 2:

  • 31 luglio
  • 30 novembre

Nel 2020 saranno invece 4:

  • 28 febbraio
  • 31 maggio
  • 31 luglio
  • 30 novembre

Comunque, non si decadrà dalla rottamazione ter in caso di pagamento entro un massimo di 5 giorni dalla scadenza. Quindi c’è tolleranza su tolleranza.

L’avvio della rottamazione è fissato al 30 aprile 2019, termine ultimo entro cui fare domanda usando i moduli pubblicati dalla Agenzia delle Entrate.

Altro punto della Pace fiscale è lo stralcio delle cartelle fino a mille euro. La cancellazione sarà automatica al 31 dicembre 2018.

Si calcola che esse rappresentino circa il 55% delle cartelle totali non riscosse e coinvolgano quasi 15 milioni di contribuenti.

Infine, la pace fiscale contiene la sanatoria delle irregolarità ed errori formali. Il nuovo articolo 9 del Decreto Legge n. 119/2018 prevede la possibilità per i contribuenti di regolarizzare gli errori formali su dichiarazioni e sul pagamento di tributi che non incidono sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte.

Pace fiscale, forfait di 200 euro come funziona

Sono esclusi dalla possibilità di mettersi in regola pagando il “forfait” di 200 euro i contribuenti titolari di atti di contestazione o irrogazione di sanzioni emesse nell’ambito delle procedure di collaborazione volontaria (chiamato con gergo british voluntary disclosure).

Sarà possibile versare la somma di 200 euro in due rate da 100 euro, con scadenza 31 maggio 2019 e 2 marzo 2020.

Condono fiscale in Italia, i precedenti

La pace fiscale, che in tanti continuano a chiamare condono fiscale mascherato, è solo l’ultimo di una lunga serie:

Dal 1973 ad oggi sono stati varati diversi condoni:

  • 1973 – Governo Rumor IV – Ministro delle finanze Emilio Colombo (condono fiscale)
  • 1982 – Governo Spadolini I – Ministro delle finanze Rino Formica (condono fiscale)
  • 1991 – Governo Andreotti VI – Ministro delle finanze Rino Formica (condono fiscale)
  • 1995 – Governo Dini – Ministro delle finanze Augusto Fantozzi (condono edilizio e concordato fiscale)
  • 2003 – Governo Berlusconi II – Ministro delle finanze Giulio Tremonti (condono edilizio e fiscale)
  • 2009 – Governo Berlusconi IV – Ministro delle finanze Giulio Tremonti (scudo fiscale in vigore dal 2 ottobre 2009)

Si parla sempre di condoni fiscali ed edilizi, ma ne esistono anche altri, come il condono valutario, previdenziale, assicurativo, immobiliare, ecc., oltre a specifici condoni che fanno riferimento a singole tasse, come, ad esempio, quella sui rifiuti o altre simili.

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