Pace fiscale 2018: cos’è e come funziona? Guida ed esempio pratico

Pace fiscale entro la fine 2018? “Si deve attuare ma non deve avere nessun carattere condonistico“, è quanto ha precisato il vicepremier Luigi Di Maio. Buone notizie, dunque, per chi ha molti debiti con il fisco e non può o non riesce a farvi fronte: si tratta di uno dei primissimi provvedimenti che attuerà il Governo di Conte. In questa guida fiscale, la Redazione di WebEconomia spiega che cos’è e come funziona la pace fiscale; quali saranno gli “sconti” sulle obbligazioni con l’Amministrazione fiscale e quanto dovranno pagare i contribuenti/debitori italiani.

Che cos’è la pace fiscale?

La pace fiscale è uno dei temi “caldi” e novità previste dall’accordo-Contratto del nuovo Governo. Lega e M5S, intendono avviare quello che è stato “ribattezzato” come la maxi-rottamazione delle cartelle Equitalia. Nel contratto di Governo risulta che “gli incassi della riscossione derivano quasi esclusivamente dalle rateazioni e da altre misure analoghe che mirano ad agevolare il pagamento. È evidente allora la necessità di un intervento per potenziare le procedure finalizzate al recupero bonario del credito. Il miglioramento delle procedure di riscossione passa inevitabilmente dal preventivo e definitivo smaltimento della mole di debiti iscritti a ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti. È opportuno instaurare una “pace fiscale” con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica”. Dal dettato normativo ben si comprende che il Governo voglia precisare e sottolineare che la pace fiscale NON è un maxi-condono ma è una maxi rottamazione delle cartelle Equitalia per i debitori con il Fisco che, fino ad ora, non sono riusciti ad onorare le obbligazioni di natura tributaria: Irpef, contributi Inps, IVA e altre imposte.

Per capire meglio la differenza che intercorre tra condono e maxi rottamazione riportiamo quanto ha precisato il Deputato della Lega Borghi: “Mentre il condono ha l’obiettivo di annullare una grossa sanzione a seguito di un accertamento fiscale o un’omessa dichiarazione, la pace fiscale è rivolta a quei contribuenti che sono arrivati al fallimento a causa delle tasse, perché hanno dichiarato tutto ma non sono riusciti a pagare quanto avrebbero dovuto”. L’importo da pagare da parte dei contribuenti sarà calcolato tenendo conto della specifica situazione economica, mediante applicazione delle tre aliquote previste: 6%, 10% e 25%. La pace fiscale interesserà tutte le cartelle Equitalia notificate fino al 2014 e, i benefici derivanti saranno di entità davvero notevole per i debitori. A quanto pare, dai primi calcoli previsionali, si pagherà solo il 15% del totale dell’obbligazione tributaria ammessa alla pace fiscale: ciò ha come obiettivo principale quello di agevolare i contribuenti falliti e quelli in difficoltà economiche.

Come funziona la pace fiscale?

Ad oggi non si hanno ulteriori dettagli in merito a come funzionerà effettivamente la pace fiscale, ma è certo che le situazioni debitorie dei contribuenti verranno valutate caso per caso. Sarà necessario ancora attendere del tempo, anche se M5S e Lega hanno intenzione di inserirla tra le primissime leggi da approvare. La pace fiscale non è un maxi-condono, ma una maxi rottamazione delle cartelle fiscali; gli Esperti di Diritto tributario hanno sottolineato che “la pace fiscale altro non è che un “condono estremo”, che consentirà ai contribuenti di regolarizzare debiti su imposte o contributi non pagati con un meccanismo a saldo e stralcio”.

I debitori con il Fisco potranno aderire alla rottamazione delle cartelle emesse fino al 2014 per importi massimi di 200.000 euro: si parla di tre diverse “aliquote sanatorie” 25%, 10% e 6% e ognuna di queste verrà applicata a seconda della capacità reddituale del soggetto che vuole mettersi in regola con il Fisco. Come detto la pace fiscale consisterà in un “forte” sconto a favore dei piccoli contribuenti in difficoltà economiche. La prima aliquota del 25% riguarderà la più ampia “platea” di soggetti contribuenti: per stabilire la propria capacità e situazione reddituale ogni debitore dovrà presentare le ultime dichiarazioni dei redditi e/o i modelli ISEE. Il quantum debeatur sarà calcolato tenendo conto della condizione economico-reddituale del contribuente, ma si terrà conto anche della titolarità o meno di una proprietà immobiliare e della composizione del nucleo familiare. Infatti, il calcolo verrà fatto tenendo conto della presenza o meno di figli minorenni, lo stato professionale, l’eventuale stato di disoccupazione o di cassa integrazione, il possesso dell’abitazione principale o l’affitto.

Esempio pratico: quanto si risparmierà?

Per comprendere quanto si risparmierà con la pace fiscale, facciamo un esempio pratico. Ipotizziamo che un contribuente vanti un’obbligazione con il Fisco di ammontare 150mila euro. Nel caso in cui si opti per l’aliquota del 6%, su un debito di 150.000 euro, si dovrà pagare 9.000 euro; nel caso in cui il debitore opti per l’aliquota del 10%, dovrà pagare 15.000 euro e, nel terzo caso, in cui si opti per l’aliquota del 25% si dovrà versare 37.500 euro. Chi aderirà alla pace fiscale potrà beneficiare di notevoli risparmi. Ricordiamo che sarà possibile aderire alla pace fiscale delle cartelle emesse fino al 2014 per importi massimi di 200 mila euro. Per aggiornamenti segui le nostre guide fiscali e articoli di approfondimento.

LEAVE A REPLY