Orti urbani in 1 hotel su 4: così Accor taglia lo spreco di cibo

Orti urbani sui tetti e nei giardini dei propri hotel. Il gruppo Accor prosegue i suoi sforzi per fornire un’ospitalità sostenibile, strizzando al contempo un occhio alle ragioni di budget e alla necessità di ridurre gli sprechi alimentari. L’obiettivo è riuscire a tagliare entro il 2020 il 30% degli sprechi di cibo nei propri ristoranti.
Accorhotels è un colosso dell’ospitalità alberghiera, con circa 3.900 hotel sparsi in 92 Paesi del mondo, e complessivamente oltre 190 mila dipendenti e mezzo milione di ospiti al giorno. Per questo la sfida di risparmio economico lanciata dal management del gruppo assume una forte valenza anche ambientale: gli sprechi alimentari gravano fortemente sull’economia così come sul pianeta.

Orti urbani: sostenibilità e risparmio vanno a braccetto

Credits: tm-md, flickrMille hotel Accor, ossia oltre uno su quattro del gruppo alberghiero a livello globale, entro il 2020 saranno attrezzati con orti urbani, per assicurare ai ristoranti interni rifornimenti di ortaggi e verdure a km zero: sempre di stagione e freschi, e soprattutto raccolti su misura in base alle esigenze delle cucine, senza acquisti superflui.
“Serviamo 200 milioni di pasto all’anno – spiega l’amministratore delegato del gruppo Sébastien Bazin – e dobbiamo sforzarci di servire piatti salutari e responsabili e di frenare lo spreco di cibo nei nostri ristoranti”.
L’idea di installare orti urbani all’interno dei propri hotel e di rifornire le cucine con quanto raccolto avrà inevitabilmente un impatto sui menù proposti, sul cui gradimento da parte degli ospiti dovrà investire in termini di brand marketing. “Vogliamo servire i nostri ospiti così come serviamo i nostri figli, in maniera responsabile”, assicura Amir Nahai, a capo della sezione food&beverage.
Di certo, la strategia di approvvigionamento a km zero, se non addirittura “a metri zero”, avrà un impatto sull’ambiente, grazie alle minori emissioni di CO2 dovute ai trasporti.

Pianeta 21, l’ospitalità alberghiera si tinge di verde

Planet21. Credits: accorhotels-group.com
L’agenda Planet21 di Accorhotels

La catena alberghiera Accorhotels, che comprende marchi come Sofitel, Novotel, Mercure, Ibis e altri ancora, non è nuova a simili iniziative a carattere ambientale. Sulla scia dell’Agenda 21 sottoscritta nel 1992 da 173 capi di Stato al summit globale sui cambiamenti climatici di Rio de Janeiro, il gruppo Accorhotels ha lanciato “Planet 21”, un programma che impegna gli hotel della catena a modificare i propri parametri di produzione e di consumo in una direzione di sostenibilità.
Nel periodo 2011-2015 ha avuto luogo la prima fase del programma Planet21, con risultati incoraggianti: in cinque anni i consumi di acqua sono stati tagliati di quasi il 9%, il consumo di energia del 5,3% e le emissioni di anidride carbonica del 6,2%.
Nel 2016 è iniziato per Accorhotels un nuovo lustro di sfide di sostenibilità. Oltre alla riduzione di quasi un terzo degli sprechi alimentari, da perseguire prevalentemente con l’installazione degli orti urbani, ambisce a migliorare l’efficienza energetica degli edifici di proprietà e in leasing degli hotel rendendoli sempre più carbon neutral.

Link: Accorhotels per lo sviluppo sostenibile