Tensioni geopolitiche e inevitabilmente il prezzo dell’oro continua a salire. Il Gold ha sfondato barriere che sembravano impossibili, arrivando a sfiorare i 4.700 dollari l’oncia.
Non si tratta di una semplice oscillazione: parliamo del culmine di un rally che nel 2025 ha macinato oltre sessanta nuovi record, con un rendimento che ha fatto impallidire la maggior parte degli asset tradizionali.
Più del 60% in dodici mesi. Una vera e propria cavalcata al rialzo
Quello che stiamo vedendo con l’oro va ben oltre i normali movimenti di mercato. È il termometro di un’epoca segnata da tensioni mai viste, decisioni politiche imprevedibili e una sfiducia crescente verso il sistema finanziario così come lo conosciamo.
La fame di oro come bene rifugio ha raggiunto proporzioni che non si vedevano da anni. Pensa che nel terzo trimestre del 2025, tra investitori privati e banche centrali, sono state acquistate circa 980 tonnellate di metallo giallo.
Ma l’oro 4700 dollari non è un’eccezione. L’argento ha fatto persino di più: +147% nel 2025, e dall’inizio del 2026 ha già messo a segno un altro +30%, superando i 94 dollari l’oncia per la prima volta nella storia. Anche platino e rame hanno raggiunto vette inedite.
Ma cosa sta succedendo? Perchè l’oro sale così tanto?

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Sommario
Trump e la questione Groenlandia
Veniamo al dunque. Cosa ha scatenato l’ultimo balzo dell’oro verso massimi storici?
Un nome, una minaccia: Donald Trump e la questione Groenlandia. Domenica 18 gennaio, il presidente americano ha annunciato che imporrà dazi del 10% su otto nazioni europee che si oppongono alla sua idea (chiamiamola così) di acquistare la Groenlandia dalla Danimarca. Dal 1° febbraio. E se entro giugno nessuno cede? I dazi salgono al 25%.
In più ha anche minacciato la Francia con ulteriori dazi fino al 200%.
Francia, Germania, Regno Unito e altri paesi nordici si sono trovati nel mirino.
Quale è stata reazione europea? Una valanga di critiche e la paura concreta di una guerra commerciale transatlantica.
I mercati hanno tremato. Le Borse europee hanno perso 225 miliardi di euro in un colpo solo. Milano? -1,3%, con 14 miliardi bruciati in una seduta.
E dove sono corsi gli investitori? Dritti sull’oro, naturalmente che continua a fare nuovi massimi storici.
La Fed nel mirino: tassi e Indipendenza a rschio
C’è poi la questione della Federal Reserve e della sua indipendenza. I mercati stanno iniziando a scommettere su due o tre tagli dei tassi nel corso del 2026. Più del doppio di quanto previsto dai funzionari della Fed stessa, che parlano di un solo taglio.
Come mai questo ottimismo (o pessimismo, dipende dai punti di vista)?
I dati sull’inflazione di dicembre sul CPI sono stati positivi. Le pressioni sui prezzi si stanno allentando, anche se gradualmente.
Michelle Bowman, (vicepresidente della Fed), ha lanciato un allarme venerdì scorso: la banca centrale è pronta a tagliare i tassi se il mercato del lavoro dovesse peggiorare. Ha parlato di un “mercato del lavoro fragile che potrebbe indebolirsi rapidamente”. Messaggio ricevuto forte e chiaro dai mercati.
Ma c’è di più. Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’indagine criminale legata alla testimonianza di Jerome Powell, presidente della Fed, davanti al Congresso lo scorso giugno.
Trump ha fatto capire chiaramente che vorrebbe sostituirlo. L’udienza della Corte Suprema sull’eventuale licenziamento della governatrice Lisa Cook è fissata per il 21 gennaio. Siamo di fronte a un attacco frontale all’autonomia della banca centrale americana.
Cosa c’entra l’oro in tutto questo?
Quando i tassi di interesse scendono, il prezzo oro sale. Sempre. Perché? Perché con tassi bassi, tenere soldi in banca o in titoli di Stato rende poco.
L’oro, che non produce interessi ma mantiene il suo valore, diventa improvvisamente molto più attraente.
E se aggiungi il dubbio che la Fed possa perdere la sua indipendenza, diventando uno strumento nelle mani di chi governa, è facile capire perché gli investitori si stanno buttando sull’oro come non mai.
Analisi tecnica Gold (XAU/USD)
Passiamo ai grafici, perché i numeri contano. Al momento della scrittura 20 gennaio 2026, l’oro si trova in una posizione tecnica particolare. Il breakout sopra i 4.600 dollari ha frantumato ogni resistenza storica conosciuta, lasciando i trader in territorio completamente inesplorato. Non ci sono precedenti storici su cui basarsi.
Come vediamo su TradingView:

siamo in piena price discovery.
Guardando il grafico giornaliero, l’oro ha formato una candela rialzista il 20 gennaio, con un’apertura a 4.680 dollari dopo la chiusura di venerdì a 4.595 dollari.
Il pattern è chiaramente bullish, ma, e questo è importante, siamo in una fase di esaurimento?
Le candele delle ultime sessioni mostrano delle shadows superiori sempre più lunghe, segno che ogni spinta verso l’alto incontra prese di profitto immediate.
.La media mobile esponenziale a 20 periodi (EMA20) si trova ormai a 4.450 dollari, quasi 250 dollari sotto i prezzi attuali. Un gap enorme.
Questa distanza tra prezzo corrente e medie mobili di lungo periodo è tipica dei mercati in bolla speculativa. O di mercati che hanno davvero cambiato paradigma.
Quale delle due? Difficile dirlo con certezza. Ad oggi il trend è chiarissimo: siamo in piena fase di espansione.
Banche centrali comprano, la Cina ha ancora margine
Paesi di tutto il mondo stanno riducendo la loro dipendenza dal dollaro, e lo fanno comprando oro. Tonnellate e tonnellate di oro.
La Cina guida la carica, seguita da Turchia, Brasile e altri paesi emergenti. Una volta, le riserve cinesi erano investite principalmente in titoli del Tesoro americano. Oggi? L’oro è diventato la priorità.
Ma perché questo cambiamento? Le sanzioni alla Russia hanno aperto gli occhi a molti. Vedere le riserve valutarie russe congelate ha mostrato quanto sia vulnerabile un sistema basato esclusivamente sul dollaro.
L’oro, invece, è di proprietà. Fisicamente. Nessuno può congelarlo con un decreto.
In questo senso la Cina ha ancora margine per comprare. La quota ufficiale di oro nelle riserve cinesi è dell’8,3%. La media globale? Intorno al 20%.
Questo significa che Pechino ha ancora un enorme spazio per aumentare i suoi acquisti. E se lo farà (quando lo farà), il prezzo dell’oro potrebbe ricevere un’ulteriore spinta verso l’alto.
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Parliamo di cose concrete. Hai deciso di voler mettere una parte del tuo portafoglio e investire sull’oro, ma non sai da dove iniziare?
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Poi ci sono gli ETF che investono in aziende minerarie aurifere. Questi sono più volatili (le azioni delle miniere oscillano di più dell’oro stesso), ma offrono un potenziale di guadagno superiore quando l’oro sale.
VanEck Gold Miners ETF è uno dei più seguiti. Occhio però: qui non stai comprando oro, stai scommettendo sulle performance delle compagnie che lo estraggono.
È un’altra storia, con rischi diversi.
Dove può arrivare l’oro? Gli scenari per il 2026
Domanda da un milione di dollari (o forse dovrei dire da 5.000 dollari): dove arriverà il prezzo dle gold nel 2026?
Le previsioni sono tutt’altro che univoche, ma tutti concordano su un punto: l’incertezza regnerà sovrana.
Alcuni indicano i 5.000 dollari come target finale. L’oro potrebbe proiettarsi verso nuovi massimi, infatti. non appena emergerà un nuovo catalizzatore: un taglio dei tassi, un nuovo rischio geopolitico o una debolezza macroeconomica.
Il World Gold Council delinea due scenari molto diversi. Nel primo, più pessimista (per l’economia, non per l’oro), se la crescita rallenta e i tassi scendono, il metallo giallo potrebbe guadagnare tra il 15% e il 30%. Una recessione accompagnata da un peggioramento geopolitico? Sarebbe la tempesta perfetta per l’oro.
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