Dall’oro nero all’oro marrone: prezzi del cioccolato alle stelle

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La produzione di cacao non riesce a soddisfare le enormi richieste provenienti da tutte le parti del mondo e, seguendo la legge di mercato, i prezzi della prelibata barretta di cioccolato stanno salendo alle stelle. Già ai massimi degli ultimi due anni, il costo del cacao potrebbe crescere ulteriormente nel corso dei prossimi trimestri, provocando un vero e proprio mini salasso nelle tasche di tutti quegli italiani che non possono proprio rinunciare al calore consolatorio del cioccolato.

Stando a quanto affermato dall’interessante approfondimento curato dal Frankfurter Allgemeine, infatti, in sede di negoziazione alla Borsa di Londra delle materie prime il prezzo del cacao avrebbe sfondato quota 1.770 sterline a tonnellata, per un record nell’ultimo biennio. L’incremento del prezzo del prodotto grezzo non potrà che pesare i propri aggravi anche sul costo del bene finale (la già ricordata tavoletta), inducendo tutti i principali operatori nella produzione e nella commercializzazione di barrette, praline & co. a ritoccare al rialzo i prezzi di vendita al dettaglio dei propri beni.

Ma perchè il prezzo del cioccolato sta crescendo in maniera così ripida? E cosa accadrà al nostro vizio alimentare?

Andando con ordine, possiamo certamente sintetizzare ricordando come a danneggiare il prezzo di mercato del cioccolato sia fondamentalmente il boom della domanda. Le richieste dell’alimento sono infatti schizzate verso l’alto in tutti i principali mercati, emergenti e maturi. Citando l’esempio della patria della società editoriale che ha condotto l’analisi, si ricorda come in Germania – dove il consumo medio di cioccolata pro-capite è di quasi 10 chilogrammi l’anno – la richiesta si a cresciuta del 6,2 per cento nel secondo trimestre 2013, e di altri 4,7 punti percentuali nel corso del terzo trimestre. Se a questi grandi numeri sommiamo quelli provenienti da tutti i principali mercati mondiali (compresi quelli ad alto tasso di crescita industriale ed economica), il risultato è presto fatto.

Dall’altra parte, si potrà ben osservare, a nuocere al prezzo alla cassa del cioccolato è l’andamento altalenante della produzione. Secondo quanto affermato dalle organizzazioni di settore, la produzione – danneggiata da malattie alle piante (lo swollen-shoot africano ha già distrutto almeno il 6-7% di tutti i raccolti), dalla siccità e da altri elementi endogeni ed esogeni – avrebbe creato un “gap” di circa 52 mila tonnellate, in netta controtendenza rispetto all’eccesso di quasi 90 mila tonnellate dello scorso anno.

Insomma, consolare i dispiaceri con il cioccolato potrebbe costare molto, molto caro.