Oro in bull market: la deflazione spinge i prezzi al rialzo

Sembra di tornare alla mitica corsa all’oro di antica memoria. Lo scorso 4 marzo il metallo giallo ha infatti raggiunto quota 1.279,60 dollari l’oncia a Londra, un vero e proprio record, ed è entrato nella fase rialzista che tecnicamente viene definita “bull market”, condizione che non avveniva dal 2013. Per avere un quadro più preciso, basti segnalare che la crescita ha toccato il +22,4% rispetto ai livelli minimi quinquennali dello scorso dicembre (1.045,85 dollari).

valore dell'oro

I numeri del successo

Dopo il picco del 4 marzo l’interesse degli investitori per il lingotto continua ad essere molto alto: nella mattinata odierna l’oro si posiziona infatti a quota 1247,05 dollari l’oncia. Il metallo prezioso sta vivendo il miglior inizio anno dal 1980: il patrimonio degli Etf è cresciuto di 259 tonnellate in questi primi mesi del 2016 (il maggior aumento trimestrale degli ultimi cinque anni) e le posizioni rialziste aperte al Comex hanno toccato i livelli massimi da tre anni.
La domanda di oro è molto forte in tutti i paesi occidentali, mentre risente di una certa debolezza in Cina e in India. C’è poi da sottolineare che nella patria di Gandhi le gioiellerie sono momentaneamente in sciopero come protesta contro un’ipotesi di aumento delle tasse.

La posizione della BlackRock

Questo boom inatteso di richieste dell’oro ha persino colto impreparata la BlackRock:, società di asset management, che si è trovata costretta a sospendere l’emissione di nuove quote dell’iShares Gold Trust, uno dei principali Etc (Exchange traded commodities) sul metallo giallo, fino a quando non avrà ottenuto nuove autorizzazioni dalla Sec (Securities and Exchange Commission, l’ente federale a stelle e strisce preposto alla vigilanza della borsa valori). Dall’inizio del 2016 il patrimonio gestito dall’Etc è cresciuto di 1,4 miliardi di dollari (arrivando ad un totale di 8 miliardi) e il mese di febbraio ha visto il suo più grande successo da almeno dieci anni. Successo che ha causato addirittura l’esaurimento delle quote finora registrate.
Questo intralcio avrà probabilmente un effetto sull’operatività dei traders che potranno sì negoziare le quote del fondo, ma potrebbero vedere il loro valore superare il prezzo dell’oro in forma fisica (ad esempio le monete), il cosiddetto sottostante. Un gap inusitato per un Etc che potrebbe indirizzare il favore degli investitori verso altri prodotti, come per esempio l’Spdr Gold Trust di State Street Corp.

Le ragioni del boom dell’oro

La volatilità dei mercati degli ultimi mesi, l’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve lo scorso dicembre, le aspettative di deflazione e il diffuso pessimismo per quanto riguarda l’economia globale hanno favorito l’incremento delle richieste dell’oro. Ora la situazione mondiale sembra essersi tranquillizzata, tanto che le commodities, in particolare i metalli industriali ed il petrolio, sono in risalita rispetto ai minimi registrati ultimamente. Non resta che aspettare e vedere quali saranno le prossime decisioni delle più importanti banche centrali: qualora continuassero a rinviare l’aumento del costo del denaro e ad incrementare gli stimoli all’economia, l’oro continuerebbe a prosperare. Qualora, al contrario, si registrassero spinte inflazionistiche, la quotazione del metallo prezioso potrebbe subire una diminuzione.