Oro, la BCE non tocca i tassi e il valore schizza in alto

La Banca Centrale Europea, ancora una volta, ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse centrali. L’annuncio di ieri, seguito ad una riunione del vertice della BCE, tocca però i mercati in un modo decisamente maggiore di quanto avvenuto in passato. In questi anni di politica economica basata su tassi molto bassi, infatti, il mercato ha cominciato ad attendere il momento del dovuto rialzo. Già da diversi mesi il tasso di interesse applicato alle banche private sembrava anacronistico, e quella di ieri era vista come una data cruciale per il tanto atteso rialzo.

Ci sono vari elementi che hanno portato i mercati finanziari ad essere così ansiosi di conoscere le decisioni della scorsa giornata. Prima di tutto, il fatto che fino al 12 settembre non avremo un altro appuntamento così importante da seguire in cui venga discusso lo stesso elemento. Il secondo è più importante, però, è che questa sarà con ogni probabilità l’ultima volta in cui la riunione vedrà Mario Draghi occupare il ruolo di Presidente.

Le ultime elezioni europee hanno lasciato largo spazio all’incertezza sulle nomine, con qualcuno che ha addirittura pensato alla rielezione di Draghi stesso. In questo caos politico, Christine Lagarde è stata scelta come successore nato più da un compromesso politico che da una scelta pensata per gli elettori. Ex presidente del FMI, Lagarde ha un profilo politicamente neutro ed un curriculum che può garantire al posto suo. Ma la sua formazione è giuridica e non economica, per cui è totalmente imprevedibile il suo approccio ai tassi di interesse.

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L’impatto sul prezzo dell’oro

Il prezzo dell’oro ha reagito immediatamente all’annuncio di ieri, salendo di 6 euro all’oncia nell’arco di pochi minuti. Il rialzo è stato forte, facendo scattare in automatico molti ordini di vendita e riportando la situazione al livello di prezzo precedente (intorno ai 1.420 dollari l’oncia) nell’arco di poche ore.

Probabilmente gli investitori di tutto il mondo non sono poi così spaventati dall’idea di mantenere fermi i tassi, anche considerando che si può vedere questa come una semplice scelta di continuità in attesa del subentro del nuovo Presidente. Tuttavia è chiaro che ci sia una grande pressione su Christine Lagarde, che il 12 settembre dovrà già affrontare una sessione di importanza critica. Se anche in quel caso i tassi dovessero rimanere invariati, vedere l’oro schizzare verso l’alto non sarebbe più un fatto momentaneo; sorte opposta la subirebbe l’euro, che ovviamente dal canto suo non ha nessun mercato più importante dello stesso mercato europeo.

Oggi vediamo nuovamente il prezzo dell’oro oscillare, sostanzialmente riportandosi verso i 1.414 dollari l’oncia dove è piazzato un importante livello di supporto per il breve termine. Sarà interessante, una volta toccato questo supporto, osservare quale direzione prenderà il trend. Ovviamente questo dipende anche da altre questioni importanti, come quelle dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina. Se non ci dovessero essere altre grandi influenze esterne, tuttavia, è chiaro che l’ultimo fattore di analisi fondamentale ad essere stato di impatto sul mercato dell’oro sarebbero le parole di Draghi.

Quell’attesa di una recessione

Negli ultimi anni va crescendo anche la ricerca di quel fatidico segnale che potrebbe scatenare una recessione. L’Europa, colosso un po’stagnante, viene spesso adocchiata come quel Continente a cui guardare per vedere la miccia innescata. Il prezzo dell’oro, dunque, tende a riflettere gli annunci della BCE anche perché uno stallo dei tassi indica una crescita economica insoddisfacente. Una crescita economica insoddisfacente è la base di una recessione, e di conseguenza gli investitori si rifugiano sui metalli preziosi.

Se andiamo ad osservare come lo stesso annuncio abbia avuto impatto sui mercati azionari, vediamo che lo stesso pattern seguito dall’oro è stato replicato anche dai principali panieri. Il DAX ed il CAC 40 hanno visto un netto rialzo nell’immediato, di nuovo seguito da un altrettanto repentino ritorno ad una situazione vicina a quella precedente.

Ovviamente un annuncio della BCE ha più impatto sui listini europei e sulla valuta dell’UE che sul prezzo di un asset mondiale come l’oro. Eppure il pattern è esattamente identico, a testimonianza di come il grafico di ieri del metallo prezioso sia stato prevalentemente dettato dalle decisioni prese a Bruxelles. Ora, il consiglio per i trader che seguono il celebre metallo prezioso è quello di attendere il 12 settembre e prepararsi ad una data che potrebbe portare la volatilità a livelli che non vedevamo da tempo.

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