L’oro diventa l’asset del momento, mentre si avvicina il dialogo tra Cina e Stati Uniti

lingotti d'oro
Molti lingotti d'oro

L’economia mondiale continua ad essere spaventata dal rapporto tra Cina e Stati Uniti, le due nazioni con il PIL maggiore al mondo e le due che di più stanno venendo ai ferri corti negli ultimi anni. Dall’insediamento di Donald Trump come Presidente, infatti, gli USA hanno cercato di proteggere il loro reparto manifatturiero imponendo dazi sulle importazioni dalla Cina; dazi a cui la Cina ha risposto a sua volta con altri dazi, finché un primo dialogo tra i due capi di Stato non ha riportato la tranquillità sui mercati.

Ora però la situazione è nuovamente complicata. Per Trump la Cina non sta rispettando gli accordi commerciali e continua ad essere una minaccia per l’economia interna; sono seguite minacce riguardanti altri 250 miliardi di dollari in dazi commerciali, che potrebbero dare il via ad una nuova risposta della controparte orientale. In tutto questo, sui mercati domina l’insicurezza e molti investitori sono già alla ricerca di beni rifugio su cui investire mentre vengono presi accordi tra Washington e Pechino.

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Il prezzo dell’oro segue la guerra commerciale

Dopo il primo accordo doganale, il prezzo dell’oro aveva incominciato a scendere. D’altronde le altre questioni politiche internazionali non sembrano minacciare i principali mercati, che anzi crescono grazie ad un buon periodo storico per il comparto azionario. Un’oncia del metallo prezioso era arrivata a toccare i 1.270 dollari di valore, arrivando così ad un minimo degli ultimi sei mesi. Adesso la quotazione dà i primi segnali di risalita, mentre arrivano dichiarazioni confusionarie da Trump e Xi Jinping.

Oggi il prezzo dell’oro si attesta intorno ai 1.285 dollari per oncia, mettendo a segno un +1% rispetto al minimo di 1.270. La volatilità, però, emerge in modo evidente a seguito delle dichiarazioni dei leader delle rispettive nazioni. Quando i giornalisti riportano di un’apertura al dialogo, i mercati si calmano; quando sembra imminente il via ai nuovi dazi, l’oro torna a prendere quota.

Probabilmente questa situazione è destinata a protrarsi fino a quando non avverrà un secondo dialogo tra Cina e Stati Uniti. Sia la Casa Bianca che Pechino affermano che ciò avverrà a breve, essendo il Vice Presidente cinese destinato a visitare gli USA nelle prossime settimane. La data è ancora incerta, ma senza dubbio è interesse di entrambe le parti mettere fine ai dissapori che si sono venuti a creare.

Negoziati in vista: opportunità d’investimento?

Difficile fare previsioni su quali saranno i prossimi movimenti della quotazione, anche perché non sappiamo con esattezza quando il Vice Presidente cinese verrà accolto formalmente per i dialoghi, che in via informale sono probabilmente già in corso. Sembra che la distanza tra le due posizioni sia ancora molto grande, per quanto ci sia interesse reciproco a trovare un punto d’incontro.

In questo scenario, per il momento sull’oro si registrano volumi importanti anche se non c’è ancora un trend definito in atto. Il rialzo attuale potrebbe essere dettato tanto da una sfiducia nei confronti del compromesso da parte degli investitori, quanto da un semplice ritracciamento del trend ribassista in atto da circa tre mesi. L’unico modo per avere un’idea più chiara della situazione è quello di rimanere aggiornati, cercando di cogliere le notizie non appena diventano disponibili.

Nel frattempo, sicuramente sarà interessante scoprire se le minacce di Trump riguardanti la possibile introduzione di nuovi dazi commerciali troveranno applicazione nei prossimi giorni. Il Presidente americano si dice determinato a portare avanti questa politica, facendo eventualmente un passo indietro qualora si riuscisse a concludere un accordo definitivo. Se questo dovesse avvenire, da subito dopo ci sarebbe indubbiamente una ripercussione importante sui mercati. Anche perché, dobbiamo tenerlo in considerazione, si aggiungerebbe un’ulteriore variabile: la possibile nuova risposta cinese, che farebbe sicuramente scaturire scintille poco piacevoli prima dei dialoghi ufficiali

Nel complesso, è ancora molto difficile dire se il prezzo dell’oro potrà continuare il trand ribassista di lungo termine. Sicuramente per chi pensa ai rialzi, invece, il primo target di prezzo su cui il metallo dovrà consolidare un supporto sono i 1.300 dollari/oncia. A quel punto, se il test dovesse riuscire, la strada sarebbe piuttosto indisturbata fino ai 1.368 dollari che rappresentano il picco degli ultimi 6 mesi. Saranno sicuramente settimane importanti per chi negozia questo metallo prezioso, nonché ovviamente per i rapporti tra le due principali potenze economiche mondiali.

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