Opzioni Binarie, la strategia del trend e quella della velocità

Le opzioni binarie rappresentano un lato del trading molto accattivante. Alcuni le considerano molte vicine al gioco d’azzardo, ma è una associazione impropria. E’ vero che, alla fin fine, l’investimento si riduce a una scommessa: che in un dato momento, l’asset si sia comportato nella maniera prevista dal trader. Eppure, dietro le quinte il lavoro è quello di sempre: tanto studio e tanta analisi (sia fondamentale, che tecnica che emotiva).

Nonostante l’apparente semplicità delle opzioni binarie, la varietà di strategie di certo non scarseggia. Alcune sono, ovviamente, più utilizzate di altre, anche perché è proprio nelle “binary options” che trovano la loro espressione più efficace. In estrema sintesi, ci sono due categorie di strategie che, in un modo o nell’altro, racchiudono tutto il “comparto tecniche” che le opzioni binarie offrono. Le strategie che si basano sul trend e le strategie che si basano sulla velocità.

Le strategie di trend

Ci sono due strade da prendere. Una esclude l’altra perché sono l’una l’opposta dell’altra. Un aut aut. O si segue il trend, o si va contro il trend.

Il trend, dicono alcuni, è il miglior amico del trader. Se si segue, la dispersione del capitale è poco probabile. Soprattutto nelle opzioni binarie, che è un mercato tradizionalmente poco influenzato dalla volatilità, se non si ragiona nel breve termine.

E’ proprio questo il punto: la relativa importanza che gli elementi di imprevedibilità giocano in questo contesto rende più proficua la tattica del following trend. Questo perché, molto semplicemente, conta solo il momento della scadenza e non come ci si arriva. Per assurdo, può esserci un terremoto o un altalena ma, se alla scadenza si avvera quanto pronosticato dal trader, questi è salvo.

Non è lo stesso, sovente, se si investe nel forex. A complicare la faccenda è infatti la presenza (praticamente obbligata) dello stop loss. Questo strumento infatti blocca automaticamente la posizione se si raggiunge un determinato prezzo. Così facendo, però, preclude eventuali guadagni causati da una inversione di tendenza o, meglio, da un ritorno dell’asset sulla “retta via”.

Nelle opzioni binarie lo stop loss non esiste, e quindi si può seguire il trend senza timore di perdere occasioni di guadagno. Di contro, però, può essere molto utile andare contro il trend. La domanda che sorge spontanea è: se è vero che il “following” è così efficace, perché avventurarsi nella speranza di una inversione? La risposta è che, in certi casi, una “sterzata” è del tutto fisiologica, e può essere sfruttata solo se ci si dirige fin dall’inizio nella direzione opposta al trend.

Questa strategia funziona soprattutto quando si verifica un rimbalzo. L’asset, infatti, può andare incontro a un curioso destino: per un evento improvviso, può vedere il suo prezzo scendere intensamente. Non solo, quest’ultimo può crollare in modo addirittura immeritato. E’ sufficiente che il mercato entri in panico o si faccia prendere dalla sfiducia. In questi periodi, capita spesso. A quel punto, però, gli investitori non ci mettono molto a riconquistare la lucidità e cominciano a causare un aumento di prezzo, magari piccolo, giusto per compensare la discesa immeritata della sessione precedente. Proprio in questo frangente può inserirsi il trader. Il requisito principale, ovviamente, è individuare il momento del rimbalzo in tempi non sospetti, quando giocare contro il trend pone in essere guadagni molto sostanziosi.

La strategia della velocità

Una delle decisione che il rader deve prendere quando intende investire nelle opzioni binarie: operare a breve termine o a lungo termine. Non è una questione di poco conto. Anche perché, in base alla scelta, il trader vira su uno dei due approcci descritti in precedenza.

Se si opta per il breve termine, e quindi la strategia della “velocità”, è utile utilizzare anche la strategia dell’opposizione al trend. Questo perché, in situazioni di normalità, gli asset tendono a sviluppare andamenti abbastanza chiari.

Se si opta per il lungo termine, e quindi la strategia della “lentezza”, è utile utilizzare anche la strategia del “following trend”. In situazione di normalità, è bene ripeterlo, gli asset sviluppano tendenze specifiche.

Anzi, si può affermare che la gestione del “fattore tempo” è propedeutica a tutte le altre scelte strategiche.

Ma c’è un qualcosa che è addirittura propedeutico alla gestione del fattore tempo, ed è – molto banalmente – lo studio dell’asset. Alcuni asset impongono – o prediligono – investimenti a breve termine. Altri, a lungo termine.

Il criterio distintivo è, come facilmente intuibile, la volatilità. Asset volatili pongono in essere la possibilità di sfruttare posizioni brevi, a mo’ di scalping. A questa categoria possono essere ascritte le valute. Essendo influenzabili da una miriade di fattori ed essendo mossi da una liquidità straordinaria, sono caratterizzati da oscillazioni di prezzo frequenti e intensi. Senza contare il fatto che, dopotutto, il mercato delle valute è molto prevedibile, dal momento che si fa molto letteratura a riguardo.

Ovviamente, ci sono asset che prediligono… La lentezza. Tra questi, i titoli di Stato decennali che, se escludiamo momenti particolarmente concitati, hanno una esistenza abbastanza regolare. E’ vero che durante la crisi del 2012 i btp si sono mossi come se fossero su un’altalena ma è anche vero che per anni, se non per decenni, sono stati quasi immobili.

Anche le commodity possono essere poco volatili. L’unico problema è che vengono influenzati più di altri asset da ciò che accade al livello dell’economia reale, persino della politica. Caso a parte il petrolio, che sta andando in picchiata. C’è da dire che quando il prezzo si muove, si muove in modo estremamente deciso, ma lo fa con una frequenza minore rispetto ad altri asset.