Olio tunisino: la decisione Ue mette a rischio 1 azienda italiana su 3

Ci si aspetta che l’Europarlamento faccia gli interessi dell’Europa, eppure la decisione presa di recente sembra andare in una direzione radicalmente opposta. Anziché aiutare il Vecchio Continente, aiuta un paese africano, danneggiando – manco a dirlo – l’Italia. L’assemblea di Strasburgo ha espresso parere favorevole all’esportazione di 35.000 tonnellate di olio tunisino in più a dazi zero. Una iniziativa, questa, che trova le sue ragioni nella questione politica che attanaglia il Maghreb. La Tunisia è uno dei pochi paesi dell’area a poter essere definita una democrazia, e sta pagando duramente per questo: è un continuo bersaglio degli attentati dell’Isis, i quali stanno recando danno all’industria turistica locale. L’Europa ha inteso dare un contributo dal punto di vista economico, e ha pensato bene di farlo danneggiando l’Italia. Ecco tutte le conseguenze di questa decisione.

Olio Tunisino problema economia
Che problemi può causare l’olio tunisino ai produttori italiani?

Olio tunisino Ue, una prospettiva inquietante

Non che l’export dell’olio tunisino vada poi così male. Nel 2015 sono giunti sulle coste del nostro paese 90 tonnellate di prodotto, a fronte di una produzione italiana che viaggia intorno alle 300 tonnellate. Già questa è una situazione pericolosa, perché rischia di mettere in secondo piano l’olio tricolore. Fino al 2017, se la decisione del Parlamento Europeo trovasse un’applicazione concreta, dovremmo fare i conti con un’esportazione a dazi zero imponente: già qualche mese fa un accordo bilaterale Ue-Tunisia aveva dato il via libera all’importazione “agevolata” di 56 tonnellate.

Quali sono i rischi per il mercato italiano? A rivelarlo è la Coldiretti, nel corso di una intervista all’Ansa. Da un punto di vista più generale, e quindi a un livello di prestigio, la Tunisia ci scavalcherebbe nella classica degli esportati di olio extravergine di oliva. Anzi, diventerebbe addirittura il terzo, dopo la Spagna e la Gracia. Da una prospettiva economica, che è poi l’unica che conta, la decisione dell’Europarlamento rischia di aumentare esponenzialmente le truffe a danno del nostro olio. Prodotti importati diventano magicamente prodotti nostrani, è sufficiente un cambio di etichetta. Nel 2015, anche grazie alla prima “liberalizzazione” dell’olio tunisino, le frodi sono quadruplicate. La Coldiretti stima che circa un’azienda del settore su tre verrebbe pesantemente danneggiata.

Olio tunisino senza dazi, le reazioni in Italia

La questione una conseguenza positiva l’ha provocata. Una volta tanto, destra e sinistra, sindacati e istituzioni, sono tutti uniti sotto la bandiera dello sdegno.

Il Governatore della Puglia, Michele Emiliano del Pd, ha sentenziato su Twitter:

“È inaccettabile che deputati Eu non si siano opposti a questo modo ridicolo di aiutare l’economia tunisina, danneggiando la nostra olivicultura”.

Gli fa eco il leader della Lega, Matteo Salvini, che giudica la decisione della Ue, un “voto criminale” e punta il dito contro tutti: Governo, Partito Democratico e sindacato.

Ma anche dal Governo giungono note di biasimo. E’ il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a fare la voce grossa: “Questo è solo l’ultimo degli attentati al nostro olio”. E ricorda la questione dei bollini alimentari applicati dalla Gran Bretagna: “In quel caso era stato deciso un ‘bollino rosso’ per il nostro olio di oliva, ma un ‘bollino verde’, ad esempio, per la coca cola”.