Nvidia pubblica trimestrale Martedì 25: il mercato trattiene il fiato

C’è un appuntamento che in questo molto importante quesa settimana da monitorare: martedì 25 febbraio 2026, dopo la chiusura dei mercati americani.

Quella sera, Nvidia darà i numeri, nel senso letterale del termine, pubblicando i risultati del quarto trimestre del suo anno fiscale 2026, relativo al periodo chiuso il 25 gennaio.

Il giorno dopo, il 26 febbraio, si capirà se quel report sarà stato il catalizzatore per un nuovo record dei listini o l’occasione per una correzione che molti si aspettano da mesi.

Il peso di Nvidia sui mercati è difficile da sopravvalutare: la società di Jensen Huang rappresenta il 7,1% dell’S&P 500, oltre il 13% del Nasdaq, il 2,3% del Dow Jones.

E’ in pratica in tutti gli ETF globali del mondo.

In un mercato già nervoso, l’indice S&P oscilla lateralmente da settimane, il Nasdaq si è appena ripreso da cinque settimane consecutive di cali e un singolo earnings report ha il potere di spostare la bilancia in modo significativo.

Le attese? Altissime. Wall Street stima ricavi intorno ai 65,55 miliardi di dollari per il trimestre, una crescita anno su anno del 67%, con Goldman Sachs convinta che il vero numero possa superare quella soglia di quasi 2 miliardi.

NVIDIA: attesa trimestrale Q4 2026

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Andiamo a vedere qualche dato.

I numeri che contano: revenue, EPS e la soglia dei 75 miliardi

Sul fronte del fatturato, il consensus si attesta sui 65,55 miliardi. Citigroup, con rating Buy e target a 270 dollari, vede la possibilità di arrivare a 67 miliardi.

Per l’intero anno fiscale 2026, gli analisti modellizzano 4,69 dollari di EPS. Ma il numero davvero importante non sarà quello del passato, bensì quello del futuro: la guidance per il Q1 FY2027.

Il consensus aspetta indicazioni su 70,96 miliardi di ricavi per il prossimo trimestre. Se Jensen Huang si spingesse oltre la soglia psicologica dei 75 miliardi, gli analisti dicono che potrebbe “lasciare a bocca aperta” Wall Street.

Ecco intanto come sta andando il titolo in Borsa:

I trader su Polymarket stanno prezzando una probabilità del 94,5% che Nvidia batta il consensus sull’EPS (fissato a 1,52 dollari per azione).

È un livello di certezza implicita che riflette la storia recente di Nvidi. Laa società ha battuto le aspettative in ogni trimestre degli ultimi tre anni, ma che pone anche una domanda scomoda: con il mercato del genere, quale sorpresa positiva può ancora generare un’euforia vera?

La risposta degli analisti più bullish è che le stime di consenso siano ancora conservative. Loop Capital Markets stima EPS di 9,56 dollari per l’anno fiscale 2027, contro il consensus di 7,76, una differenza del 23% che, se confermata, manterrebbe il momentum del titolo ben oltre il singolo trimestre.

Blackwell e e Rubin già in produzione

La narrativa tecnica attorno a questo earnings ruota principalmente intorno a due architetture di chip: Blackwell, quella attuale, e Rubin, la prossima.

Jensen Huang ha descritto più volte la domanda per i chip B200 e GB200 come “off the charts” e “insane”, espressioni colorite ma sostanzialmente confermate dai dati: Nvidia è esaurita nelle consegne fino alla metà del 2026, con una visibilità sulla domanda che gli analisti stimano intorno ai 500 miliardi di dollari.

Molti colossi come Amazon, Microsoft, Google, Oracle, non solo non hanno ridotto la spesa in GPU, ma l’hanno aumentata, confermando che la fase di “hyperscaler fatigue” tanto temuta dai più pessimisti non si è materializzata.

Rubin, il successore di Blackwell, è già in piena produzione e le prime spedizioni ai clienti cloud di riferimento sono attese nella seconda metà del 2026.

Gli investitori chiederanno aggiornamenti precisi sull’integrazione dell’HBM4, sulla traiettoria dei margini lordi (storicamente sopra il 75%) e sull’avanzamento dei progetti Sovereign AI, un segmento dove Nvidia sta costruendo posizioni in mercati emergenti con governi che vogliono costruire infrastrutture AI nazionali.

Valutazione e rischi: conviene puntare sulle azioni Nvidia?

Uno degli aspetti più controintuitivi della storia di Nvidia è la sua valutazione relativa.

Nonostante sia l’azienda più capitalizzata al mondo, scambia a circa 23,6 volte gli utili forward, leggermente sotto la media del Nasdaq 100, che si attesta a 25,3x. Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno entrambi confermato il target a 250 dollari con rating rispettivamente Buy e Overweight.

La media dei target di Wall Street è a 253,88 dollari, con un potenziale di rialzo del 41% dai livelli attuali.

I rischi ci sono, naturalmente: una variazione improvvisa nei piani dei colossi che sfruttano i suoi servizi, la crescita dei chip custom di Google e Amazon che potrebbero erodere quote di mercato nel segmento enterprise.

E poi ci sono le eventuali restrizioni regolamentari alle esportazioni verso la Cina, un mercato dove Nvidia ha ancora un’esposizione significativa, e la possibilità che il management fornisca una guidance sui margini più cauta del previsto.

Se sei investito in Nvidia o stai valutando un ingresso, la conference call degli analisti post-earnings del 25 febbraio sarà più importante del numero in sé.

Sarà lì che il quadro si chiarirà: Jensen Huang è noto per le sue presentazioni elaborate e cariche di dettagli tecnici.

Quella sarà l’occasione per capire dove punta davvero la bussola dell’azienda nei prossimi dodici mesi.

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Domenico Sacchi
Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute.