Nvidia batte ogni record: 68 miliardi di ricavi, niente bolla AI

Nvidia supera le attese: 68,1 miliardi di ricavi e utili record. L’AI accelera e il mercato allontana i timori di una bolla speculativa sull'intelligenza artificiale

Nvidia ha pubblicato finalmente gli attesissimi dati: ricavi trimestrali a 68,1 miliardi di dollari, in crescita del 73% rispetto ai 39,3 miliardi dello stesso trimestre dell’anno precedente, e un utile netto che ha sfiorato i 44 miliardi, con un EPS rettificato di 0,89 dollari per azione.

Tutto questo mentre i mercati, dopo settimane di selloff legati alle paure su una possibile bolla sull’Intelligenza Artificiale, attendevano con il fiato sospeso. Per ora i risultati hanno convinto.

Le azioni di NVIDIA hanno guadagnato nel postmarket, e la seduta regolare del 25 febbraio si era già chiusa con NVDA a +1,4%, trascinando il Nasdaq al +1,3% e l’S&P 500 verso il suo massimo storico di chiusura del 27 gennaio.

Dow Jones Industrial Average a +314 punti, VIX crollato dell’8,29% a 17,93. Il mercato ha mandato un segnale chiaro: le paure erano eccessive, e Nvidia ha avuto il merito (o la fortuna) di arrivare al momento giusto con i numeri giusti.

NVIDIA: ricavi record a 68 miliardi di dollari

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Blackwell funziona e i data center non smettono di crescere

Dietro il numero relativo ai ricavi c’è una storia tecnologica precisa. L’architettura Blackwell, con i sistemi NVL72 e GB300, continua a essere il motore principale, con prestazioni fino a 50x superiori per watt rispetto alla generazione precedente.

I principali cloud provider (Amazon AWS, Microsoft Azure, Google Cloud) hanno già confermato impegni pluriennali per l’acquisto di questi sistemi. Il vero segnale di accelerazione, però, viene dal networking: la crescita del segmento switch per data center AI ha superato quella del compute puro, mostrando che Nvidia non vende più solo chip, ma l’intera infrastruttura AI stack.

Conto Economico Trimestrale (GAAP)

VoceQ4 FY25Q3 FY26Q4 FY26Δ Q/QΔ Y/Y
Revenue$39,331M$57,006M$68,127M+20%+73%
Gross Profit$28,723M$41,849M$51,093M+22%+78%
Gross Margin73.0%73.4%75.0%+1.6 pt+2.0 pt
Operating Expenses$4,689M$5,839M$6,794M+16%+45%
Operating Income$24,034M$36,010M$44,299M+23%+84%
Net Income$22,091M$31,910M$42,960M+35%+94%
EPS Diluted (GAAP)$0.89$1.30$1.76+35%+98%
EPS Diluted (Non-GAAP)$0.89$1.30$1.62+25%+82%

Nel frattempo, Vera Rubin, la prossima architettura, ha già i primi campioni spediti: il ciclo di upgrade non si ferma, e la visibilità sulla domanda futura è la più alta di sempre.

Non a caso, il WSJ ha segnalato che Western Digital, Palantir e Applied Materials hanno guadagnato il 4% o più nella stessa seduta, sull’onda dell’ottimismo Nvidia.

Ecco come stanno andando queste aziende:

Il mercato guarda già al prossimo trimestre

Se i risultati del Q4 erano attesi essere brillanti, la guidance per il trimestre successivo ha davvero sorpreso.

Nvidia: ricavi Q4 GRAFICO

Nvidia ha indicato ricavi ancora più alti rispetto alle stime degli analisti, un gap che non è un dettaglio tecnico: è la prova che la domanda di infrastruttura AI continua ad accelerare.

E c’è un jolly nascosto: questa guidance esclude esplicitamente qualsiasi contributo dal mercato cinese, ancora bloccato dalle restrizioni all’esportazione americane.

Se le tensioni geopolitiche si allentassero, la guidance si rivelerebbe ancora più conservativa di quanto già non sembri. Per ora è un’opzione gratuita sul miglioramento delle relazioni commerciali USA-Cina, un fattore che il mercato potrebbe iniziare a prezzare nei prossimi mesi.

Ecco intanto come si sta muovendo il titolo sui mercati:

I potenziali rischi: AMD e le altre

Non tutto è stato positivo nel settore AI. AMD, che il giorno prima aveva corso forte sull’annuncio del deal con Meta, ha ceduto l’1,4% durante la sessione, in un classico ‘sell the news’.

Il ritracciamento non cancella il guadagno del giorno precedente, ma ricorda che i mercati scontano le notizie in anticipo e spesso reagiscono in modo asimmetrico.

Sul fronte competitivo, Meta mantiene una strategia multi-vendor: compra da Nvidia, da AMD e sta valutando i TPU di Google.

Alphabet, Amazon e Microsoft sviluppano chip proprietari. La vera forza del mercato nei prossimi mesi dipenderà da quanto velocemente Blackwell si trasformerà in ricavi concreti, e da quali nuovi ordini emergeranno dalle conference call dei cloud provider.

Il 25 febbraio 2026 ha dato ai mercati quello di cui avevano bisogno: certezze. Nvidia ha confermato che l’AI non è una bolla, almeno non ancora, e i numeri lo dimostrano in modo inequivocabile. Ma la vera lezione di questa giornata forse non riguarda Nvidia: riguarda il repricing del tech nel suo complesso.

Ci sono probabilmente opportunità nascoste in aziende che il mercato ha penalizzato eccessivamente per paura di una disruption che potrebbe rivelarsi meno rapida di quanto temuto.

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Domenico Sacchi
Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute.