Nuovo redditometro: entrano abbonamenti alla pay-tv, asili e terme

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25-09-2015, il Decreto 16 settembre 2015 “Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche, per gli anni d’imposta a decorrere dal 2011” che individua il contenuto della spesa sostenuta dal contribuente per l’acquisto di beni e servizi e per il loro mantenimento. Su questi dati viene determinato il reddito complessivo delle persone fisiche. Vediamo cosa cambia nel nuovo redditometro che ha lo scopo di incrociare gli introiti e le uscite dei cittadini e far emergere eventuali discrepanze tra gli stili di vita e il reddito.

Innanzitutto diciamo che i nuovi parametri vengono applicati per gli accertamenti sui redditi a partire dal 2011 e che riguardano oltre 100 voci di spesa, divise in due macro-aree: consumi e investimenti. Nella prima troviamo gli alimentari, l’abitazione (mutuo, affitto, condominio, compensi all’agente immobiliare), i combustibili, i mobili, la sanità, i trasporti, l’istruzione, il tempo libero e il mantenimento degli animali. Nella categoria degli investimenti, invece, troviamo gli immobili e i beni mobili registrati, le polizze assicurative, l’acquisto di azioni, obbligazioni e quote di fondi comuni.
Per fare degli esempi concreti, entrano nel nuovo redditometro i trattamenti di bellezza, le terme, le spa, gli abbonamenti alla pay-tv, gli assegni ai coniugi e le rette per gli asili.

Il Decreto ha accolto le considerazioni del Garante della Privacy e ha eliminato il concetto di “spese medie dell’Istat”, che non entreranno in gioco né nella selezione dei contribuenti né potranno essere usate in sede di contraddittorio. Un’altra novità ha per tema “la determinazione sintetica del reddito complessivo delle presone fisiche”, per la quale “l’ammontare risultante dalle informazioni presenti in anagrafe tributaria si considera prevalente a quello calcolato induttivamente”.
Gli accertamenti avverranno solo nel caso in cui lo scostamento fra reddito dichiarato e spese sostenute superi il 20%, ma al contribuente verrà comunque garantita la possibilità di difendersi, anche in contradditorio.

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