Nuovo CUD: come ottenerlo e cosa fare in caso di ritardi

Dal 2015 si chiama CU, Certificazione Unica e sostituisce il vecchio CUD

Dal 2015, il CUD è stato sostituito dal CU, acronimo di Certificazione Unica, rilasciato dal datore di lavoro e indispensabile per al fine di espletare la dichiarazione dei redditi. Alla luce di ciò, la Certificazione Unica va consegnata entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento. Nei casi di cessazione del rapporto di lavoro deve essere consegnata entro dodici giorni dalla data di richiesta del dipendente. Il nuovo CUD viene rilasciato dal sostituto d’imposta, che solitamente è il datore di lavoro o, nel caso dei pensionati, è l’ente pensionistico a cui fanno riferimento. Di seguito vediamo come ottenerlo e cosa fare in caso di omissioni di chi dovrebbe fornirlo al contribuente.

nuovo cud
La Cu sostituisce il vecchio Cud

Nuovo CUD: come ottenerlo

Il nuovo CUD deve essere consegnato dal suddetto sostituto d’imposta entro l’ultimo giorno di febbraio, quindi il 28 o 29 come il corrente anno bisestile. In caso di omissioni, ritardi, incompletezze o infedeltà nei dati dichiarati nella Certificazione dei redditi, il datore di lavoro è punito con sanzioni che vanno da 258 euro a 2.065 euro. L’amministrazione finanziaria ha sovente chiuso un occhio in caso di ritardi o errori, ma è opportuno sempre sollecitarne il rilascio essendo un proprio diritto. In caso di mancata consegna, è possibile denunciare la violazione all’Agenzia delle entrate, riferendosi all’ufficio territorialmente competente. Il sollecito deve avere carattere di intimazione e la forma deve essere quella della raccomandata a/r o via PEC. Un’alternativa è comunque quella di recuperare i dati anche mediante il pur da poco introdotto 730 precompilato, predisposto dall’Agenzia delle entrate. Infatti, entro il 7 marzo i sostituti d’imposta sono obbligati a trasmettere le CU anche all’Agenzia delle entrate. Anche in questo caso le emissioni sono punite, con una multa di cento euro per ogni omissione o ritardo.

Nuovo CUD: quando denunciare in casi di ritardo

In estrema ratio, qualora il contribuente nel tentare di reperire il 730 precompilato si accorgesse che il datore non ha comunicato la CU neppure all’Agenzia e che l’intimazione a mezzo raccomandata sia rimasta lettera morta, può far scattare una denuncia all’Agenzia o alla Guardia di Finanza. In caso di pensionati o soggetti che godono di pensioni particolari, però, occorre specificare che per ottenere il nuovo CUD occorre fare riferimento ai servizi online dell’Inps, dove occorrerà un apposito PIN per accedervi.

Compilazione cu
La Cu presenta alcune novità rispetto al Cud

Com’è la CU, il nuovo CUD

Vediamo, infine, come si presenta la Certificazione Unica. Dal 2016 ne esistono due tipi: una sintetica e quella ordinaria. La prima viene rilasciata solo ai lavoratori dipendenti e, rispetto alla seconda, non contiene né il quadro CT né il frontespizio contenente anche i quadri per scegliere a chi destinare gli otto, cinque e due per mille. Il sostituto d’imposta può inserire il codice fiscale del coniuge del dipendente, anche se non è fiscalmente a carico di quest’ultimo. Qualora esistano più rapporti di lavoro, l’ultimo sostituto d’imposta può raccogliere in un’unica certificazione tutti i redditi assimilati l’anno precedente e per i quali si fa la dichiarazione. Altra novità, è che da quest’anno nella CU troviamo anche il Tfr, qualora il dipendente ne abbia scelto la liquidazione mensile. La CU viene consegnata anche ai lavoratori autonomi, che ne riceveranno una per ogni datore di lavoro diverso.

Cosa contiene la Certificazione Unica? Tutte le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate allo Stato. Ecco un elenco più preciso:

-i redditi complessivi da lavoro dipendente e assimilato;

-i redditi da pensione e tutte quelle forme di sostegno del reddito;

-i redditi complessivi provenienti da lavoro autonomo;

-tutte quelle le provvigioni per prestazioni di lavoro anche occasionali;

-le relative ritenute d’acconto, gli acconti sulle imposte (Irpef e addizionali) e le detrazioni già effettuate;

-i contributi di previdenzia, anche complementari, assistenziali e il TFR accantonato.

Infine, specifichiamo che anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi, si può comunque utilizzare la scheda unica per destinare a istituti religiosi o Onlus l’otto, il cinque e il due per mille. La si troverà presente nella Certificazione Unica ordinaria.